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Questotrentino è “politicamente corretto”?

Collocazione politica di QT, pubblicità dell'ente pubblico e concezione della democrazia: cosa ci insegna un'interrogazione di un consigliere di An.

Questo il testo dell’interrogazione n. 377 rivolta dal Consigliere Cristano de Eccher, di Alleanza Nazionale, al Presidente della Provincia: "Con la deliberazione del dirigente n. 1732 di data 7 ottobre 2004 avente ad oggetto ‘Art. 23 legge provinciale 13 dicembre 1999 n. 6 Azione di promozione dei prodotti trentini in occasione di una serie di manifestazioni’, a pagina 4 comma 1, viene definita ‘l’iniziativa’

Il consigliere provinciale di AN Cristano de Eccher.
per dieci inserzioni su QT-Questotrentino, soggetto proponente Altrotrentino, importo 6.715 euro. La scelta appare oggettivamente ingiustificata ed indirizzata esclusivamente al finanziamento indiretto di un periodico "politicamente corretto".

Alla luce di quanto sopra il sottoscritto consigliere di Alleanza nazionale interroga il Presidente della Provincia per conoscere le ragioni di un utilizzo così improprio di pubblico denaro.

A norma di Regolamento l’interrogante chiede risposta scritta".

Riportiamo l’interrogazione, non solo perché ci riguarda, ma perché ci sembra significativa di un certo modo - distorto - di intendere i rapporti tra politica e società.

Che la Provincia, nell’ambito delle sue campagne pubblicitarie, non discrimini le varie testate, ci sembra un punto fondamentale della democrazia. Non solo: un dibattito di alcuni anni or sono in Parlamento, aveva stabilito il principio di massima per cui le istituzioni e gli enti pubblici, nelle loro attività di comunicazione, non dovessero soggiacere alla sola logica del rapporto prezzo/lettori, che finirebbe per consolidare solo le realtà editoriali più potenti e consolidate, ma dovesse riservare attenzione all’insieme degli organi di informazione, anche a quelli minori. In buona sostanza, che una campagna pubblicitaria non discrimini Questotrentino non ci sembra scandaloso, come pare a de Eccher; bensì parrebbe il contrario.

Il consigliere de Eccher va però oltre: definisce Questotrentino "politicamente corretto", intendendo "politicamente amico" e magari - in seguito al finanziamento - servile.

E qui ci dispiace, ma de Eccher non solo ci insulta, ma dimostra un inaccettabile dilettantismo. Se prima di scrivere interrogazioni si documentasse, informandosi a palazzo, o magari addirittura leggendo uno o due numeri del giornale di cui parla, si accorgerebbe anche lui di una realtà ben nota. Che Questotrentino non è per niente "corretto", cioè né amico e men che meno servile, della giunta Dellai, della quale ad ogni numero sottolinea limiti o malefatte: su questo numero - tanto per dire - l’articolo di apertura (Adesso l’ambiente è una emergenza) non è certo tenero con la Giunta Provinciale, e nel numero scorso una serie di articoli si intitolava "La controriforma di Dellai"; di più, i suoi colleghi del centro-destra hanno spesso, anche in aula, utilizzato articoli di Questotrentino proprio per i loro interventi contro la Giunta (Questotrentino pornografico?). E lo stesso assessore Tiziano Mellarini, responsabile della delibera che scandalizza de Eccher, proprio il giorno della prima inserzione è stato da QT criticato per la sua politica nei confronti dei centri commerciali (Il commercio nell'era del Millennium).

Ma forse questo è quello che distingue Mellarini e Dellai dall’ex picchiatore fascista de Eccher: per il concetto di democrazia.