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Piccoli pellegrini della notte

Il singolare archivio fotografico di un benefattore inglese dell’800. Da Narcomafie, mensile del Gruppo Abele di Torino.

T. J. Barnardo

Piccoli pellegrini della notte: così il dott. Thomas J. Barnardo chiamava i bambini abbandonati che raccoglieva per le strade della Londra della seconda metà dell’800. Arrivò a ospitarne, nella "Boy’s home" di Stepney Causeway, 62.000 in trent’anni di attività. Li ripuliva, vestiva, sfamava, li faceva studiare e insegnava loro un mestiere. Ma soprattutto - da missionario mancato qual era - gli infondeva fede e gratitudine verso una Provvidenza capace di volgere, come scrive Massimo Pavarini, "una miseria disperata in una povertà dignitosa e rassegnata".

Fu insomma, Barnardo, un benefattore, o, come si usava dire un tempo, un filantropo, uno di quelli che nell’Inghilterra della Rivoluzione industriale, quando il fenomeno dell’infanzia abbandonata raggiunse dimensioni allarmanti (nel solo 1878 furono censiti a Londra ben 30.000 casi), trovarono di che per esercitare la loro vocazione.

Con ogni probabilità fu anche un uomo deciso, dai modi di spicci (A man of tender violence - uomo dalla tenera violenza - s’intitola un suo ritratto pubblicato in Inghilterra), un pedagogo cui una granitica idea di bene impediva di soffermarsi più di tanto sui modi e i mezzi con cui questo bene veniva perseguito.

Di Barnardo e della sua opera non sarebbe rimasto probabilmente nulla se non avesse avuto un’idea per certi versi rivoluzionaria. Il 19 maggio 1874 aprì uno studio fotografico all’interno della "Boy’s home". Le fotografie che pubblichiamo sono parte di un archivio che ne conta ben 55.000.

Perché Barnardo fotografava i suoi "piccoli pellegrini della notte"? Si possono fare a proposito molte congetture, mettere insieme spirito evangelico e positivismo classificatorio (in fondo anche il fanciullo perduto è a suo modo un deviante, un soggetto lombrosiano) unendoli magari a un po’ di morbosità - il puer è stato da sempre terreno scivoloso per certi uomini "virtuosi", e all’entusiasmo per quella meraviglia della tecnica che era la fotografia.

Certo è che a Barnardo, che ritraeva i fanciulli dopo un accurato lavoro preparatorio, sì da mostrare la loro condizione prima e dopo l’arrivo in Istituto (ricostruendo magari in studio lo scenario dei luoghi in cui li aveva trovati), le fotografie dei suoi virgulti tornarono molto utili.

Contrario a qualsiasi forma di finanziamento pubblico, perseguitato dai creditori, Barnardo si affidò anche lui alla Provvidenza, cioè al buon cuore di qualche ricco borghese. E per intenerirlo vieppiù, questo cuore, prese a diffondere le fotografie dei bambini. Arrivando, in certi casi, a piccole ma significative contraffazioni, come quella nascosta in due delle fotografie riprodotte: il bambino ritratto è lo stesso, prima con le vesti stracciate e i piedi nudi (in piena iconografia dickensiana) e poi lindo, coi capelli corti, il colletto bianco, intento a lavorare. "Once a little vagrant, now a little workman" - recitavano le didascalie. Peccato che le foto furono scattate lo stesso giorno. Come dire: quando il fine giustificava i mezzi, la beneficenza non si faceva scrupolo di anticipare i moderni metodi della pubblicità…