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Niente vigilantes: basta qualche vigile in più

E’ in arrivo la polizia locale della Rotaliana - Paganella. E' l'effetto dell'insicurezza che cresce, anche se i crimini diminuiscono.

Mezzolombardo, Mezzocorona, San Michele all’Adige, Roverè della Luna, Faedo, Nave San Rocco e Fai della Paganella si sono accordati per un corpo di vigili urbani sovracomunale. Dagli attuali 12 operatori si passerà in poco tempo a 21. Aumenteranno le attrezzature e gli automezzi e, in prospettiva, in accordo col parallelo ambito che fa capo a Lavis, Zambana e parte della Val di Cembra, saranno complessivamente una quarantina i vigili in servizio a nord di Trento con pattuglie anche notturne. Chi ritiene che questo progetto risponda alle esigenze della cosiddetta politica della sicurezza potrà ritenersi soddisfatto. Se poi si aggiunge che in alcuni dei paesi ora associati nel servizio di vigilanza sono già presenti le caserme dei carabinieri (a Mezzolombardo anche la guardia di finanza), si spera che i cittadini possano ora dormire sonni tranquilli.

Il progetto è nato grazie all’impegno economico della Provincia, che ha messo a disposizione oltre 250.000 euro a fondo perduto per le attrezzature e che con altri 400.000 pagherà buona parte delle spese per i prossimi cinque anni. E dopo chi pagherà? Si vedrà.

Ci sono voluti però cinque anni, nonostante un consenso politico trasversale, per passare dalle parole ai fatti. Tempo di elezioni ora e tempo di elezioni anche nel 2000, quando il problema della sicurezza entrò pesantemente nella campagna elettorale. All’epoca si parlò addirittura di ronde notturne nella piana Rotaliana, poi i sindaci soprassedettero all’annunciato progetto di assumere i vigilantes per proteggere i beni e garantire la sicurezza dei propri cittadini. Il tema, gonfiato ad arte a livello nazionale in particolare dagli ambienti del centro-destra, divenne d’attualità anche nella Rotaliana dopo alcune incursioni ladresche negli appartamenti e alcuni furti nei negozi di Mezzocorona e Mezzolombardo. Particolarmente attivo si dimostrò l’allora neoeletto sindaco di Mezzolombardo che aveva costruito parte della sua carriera politica sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico.

Da Mezzolombardo ecco quindi apparire un documento diffuso nei comuni vicini e proposto all’approvazione dei rispettivi consigli comunali. Vi si denunciava l’aumento dei fatti criminosi e si chiedeva alle istituzioni statali e provinciali un maggior impegno nella tutela della sicurezza.

Sulla questione partirono le interrogazioni dei parlamentari Olivieri e Tarolli. Il deputato Ds fece proprie le preoccupazioni degli amministratori locali e chiese al ministro dell’Interno dell’epoca un maggior impegno. I sindaci e l’Associazione commercianti progettarono di spendere annualmente qualche centinaio di milioni di lire per assumere alcune pattuglie di una polizia privata, in modo da organizzare un servizio di vigilanza notturna aggiuntivo a quello dei carabinieri, considerato insufficiente. Ma quando si trattò di spendere soldi propri, non si passò dalle parole ai fatti.

I primi a tirarsi indietro furono gli artigiani locali che non si sentivano minacciati dai furti come i commercianti. Di lì a poco arrivarono, in risposta all’interrogazione parlamentare, i dati sulla criminalità locale forniti dal ministero dell’Interno. Già all’epoca, secondo le statistiche ministeriali, i reati erano in calo e non di poco. Nella zona rotaliana, prendendo a paragone il 1999, nel 2000 erano diminuiti furti e rapine, erano calati i raids negli appartamenti, nei negozi e nelle aziende. Non solo: rispetto alla media nazionale, da noi era già allora abbastanza elevata la capacità di individuare i colpevoli dei reati, cosa che era avvenuta nel 45% dei casi. E il ministero ricordava che nell’area (comprendendo anche Lavis) erano in servizio 30 carabinieri.

Ne seguì una polemica tra gli allarmisti ed i realisti, ma quello che contava non erano i dati ma la cosiddetta percezione di insicurezza e su quella furono in tanti a marciare.

Di fronte al pericolo di fughe in avanti, si mosse la Provincia e nacque, proprio dai fermenti della piana Rotaliana, il "Progetto sicurezza del territorio." La Pat, "allo scopo di favorire lo svolgimento in modo associato del servizio di vigilanza con una gestione più uniforme e meno conflittuale ed un contenimento dei costi" ha deciso "di finanziare il costo del personale aggiuntivo, l’attività di formazione, oltre alla strumentazione necessaria per attivare il servizio in forma intercomunale ".

Il comando del corpo di vigilanza avrà sede a Mezzolombardo: uno delle cause del ritardo di cinque anni rispetto alle promesse elettorali è stato il nodo della sede rivendicata da Mezzocorona, uno dei pochi comuni di una certa dimensione demografica privi di stazione di carabinieri. Nel frattempo, sono stati pubblicati dalla Provincia i dati che Transcrime ha elaborato sulla base delle denunce di reato presentate alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria (La criminalità nei comuni del Trentino). Se ne ricava, per fortuna, che su base provinciale i furti nei negozi sono in calo e i furti negli appartamenti, negli ultimi anni, si sono dimezzati. Calato anche lo spaccio di stupefacenti. Sono aumentate però le truffe.