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Trenitalia e Tim: alla fiera dei disservizi

I perchè delle carrozze portate a spasso chiuse, e quelle aperte strapiene e i passeggeri lasciati a terra. E gli pseudo "servizi" paratelefonici, che non ci si riesce mai a scrollarsi di dosso. Si stava meglio quando si stava peggio?

Tempo fa ci siamo occupati dei disservizi di un’azienda un tempo pubblica, Trenitalia. La quotidianità di una vita semipendolare dà continuamente nuovi stimoli per tornare sull’argomento. Ad esempio potremmo dire che la nuova biglietteria automatica per i treni regionali installata a Rovereto, dopo fugaci segni di vita è tornata nuovamente fuori servizio, e sembra che la Provincia non sia intenzionata a riaggiustarla - così ci hanno detto ad uno sportello della stazione - visto che tempo fa è stata svaligiata. E questo mentre la sua consorella, deputata ai biglietti nazionali, è guasta la più parte del tempo, e quando non è guasta non accetta contanti, ma solo Bancomat e carte di credito.

Altra chicca. Chi da Bologna dovesse venire in Trentino con uno dei famigerati interregionali in partenza dal binario 3 ovest, troverà una volta su due i primi due vagoni (su 6) chiusi col cartello "Fuori servizio". Come mai? Chiedetelo a un qualsiasi controllore: ci deve essere almeno una persona di servizio ogni quattro carrozze e, se non c’è, quelle in più devono essere chiuse al pubblico. Un amico capotreno mi ha inoltre detto che anche prima era in vigore questa legge, solo che c’era più personale. Vi siete accorti che da quando è entrata in vigore la nuova supermulta di controllori non se ne vedono praticamente più? Ecco il perché delle carrozze chiuse portate a spasso, anche quando la gente è costretta a rimanere a terra perché il treno, utilizzato per lo più da pendolari, è stracolmo. Il tutto alla faccia della sicurezza sui treni durante il viaggio. Abbiamo chiesto spiegazioni a Trenitalia, ma nessuno, dopo mesi, ha ancora risposto.

Prossimamente torneremo sull’argomento, mentre ora ci occuperemo di altri disservizi, sempre vissuti in prima persona dal sottoscritto, gentilmente offertimi dalla Tim, compagnia di telefonia mobile del gruppo Telecom.

Sabato 25 aprile, festa della Resistenza. Alle ore 12.30 precise-precise mi arriva un SMS sul telefonino, con numero mittente 493930. Il messaggio recita testualmente: "FLASH SPOT by TIM Invia KATTIVA al 49393 e ricevi subito GRATIS lo sfondo del macho! Ogni 7mana 4 consigli e lo sfondo x essere donna al TOP. 2 E/sett.".

Questo giuntomi non è che l’ennesimo messaggio proveniente da questo numero Tim che reclamizza ora suonerie, ora sfondi (wall paper, per gli addetti al settore), ora altro ancora, che da un po’ di mesi - a cadenza settimanale - s’insinua nel mio telefonino.

Il messaggio pubblicitario per lo meno è gratuito; recentemente la trasmissione "Mi manda Rai 3" si è occupata di messaggi simili, in abbonamento, che per il solo fatto di riceverli (quindi senza che l’utente scaricasse alcun prodotto multimediale) le compagnie scippavano ogni volta dal credito dell’utente 2-3 (o più) euro. La gratuità di un fastidio nulla toglie però alla sua totale scocciatura, soprattutto se questo si perpetua nel tempo ignorando le numerose proteste e la privacy. Ben cinque le telefonate fatte al 119 (Servizio clienti Tim), ognuna delle quali si era conclusa con una garanzia dell’operatore che nel giro di un paio di giorni il (dis)servizio sarebbe cessato. Alla promessa l’operatore affiancava ogni volta una proposta-cantilena (da me ovviamente sempre rifiutata, non volendo aggiungere scocciatura a scocciatura), che inizia all’incirca sempre così: "Vedo che lei non ha ancora aderito (come se fosse un obbligo, n.d.r.) a Milleuna Tim!". L’affaraccio è una sorta di ‘raccolta punti’ virtuale, dove a forza di euro spesi in telefonate – che si trasformano magicamente in poetiche ‘lune’ da accumulare - si possono vincere cose come messaggi gratuiti, minuti di telefonate a basso costo, le news di MTV e perfino "l’oroscopo by Branko"!

Ma se lo spot di "Milleuna Tim" recita "Per avere la luna basta chiederla", io, che non voglio la luna né l’oroscopo by Branko ma solo non ricevere le pubblicità Tim sul mio cellulare, non vengo di certo accontentato. Tutt’altro.

Il 22 aprile effettuo infatti la mia quinta telefonata per chiedere la cessazione del servizio e, al solito, ottengo una promessa e la cantilena per farmi aderire a "Milleuna Tim", offerta al solito ripudiata. L’indomani, alle 11.34, ecco un nuovo messaggio. Mittente, questa volta, il 119: "Benvenuto in Milleuna Tim, ora è iscritto".

Insomma, simpaticamente l’operatore, oltre a non cancellarmi dall’odioso "Flash spot", mi ha iscritto contro la mia espressa volontà a un nuovo (dis)servizio.

Come nel caso Trenitalia, ho subito scritto al servizio clienti, ma non ho avuto risposta. Intanto, due giorni dopo il messaggio Flash spot by Tim del 25 aprile, ne ricevo un ulteriore: "FLASH SPOT by TIM. Il 66% delle italiane ha avuto un solo amore nella vita. Scopri il mondo LOVE e ricevi uno sfondo gratis! costo 30,98 cent/sms"…