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Charles Darwin e gli “omissis”

Credevo che gli "omissis" riguardassero il segreto di Stato o i rapporti dei Servizi di Sicurezza. Scopro invece con stupore che hanno a che fare anche con la cultura e l’educazione scolastica. I lettori certo ricordano le polemiche, le discussioni, i dibattiti televisivi, gli articoli di stampa relativi all’insegnamento del pensiero di Charles Darwin nella scuole post elementari (ex medie), che la riforma Moratti aveva escluso. Dopo la sollevazione dell’intera comunità scientifica italiana contro la decisione di togliere dai programmi gli argomenti riguardanti l’evoluzione, il ministro Moratti si rese conto che il problema non era tanto Darwin, ma il concetto stesso di evoluzione che riguarda tutto: l’universo, il sistema solare, la Terra, la comparsa della vita, la struttura degli esseri viventi e non viventi, compresi gli atomi e i "buchi neri". Tutto si evolve.Questo concetto base non poteva essere ignorato dalla scuola, anche se toccava la nascita e l’evoluzione della specie umana e il pensiero di Darwin in proposito.

Charles Darwin.

Il ministro Moratti ebbe quindi un ripensamento e il 28 aprile 2004 istituì un gruppo di esperti affinché dessero indicazioni su come "insegnare l’evoluzione in tutti i percorsi educativi". La commissione era presieduta dal premio Nobel Rita Levi Montalcini e composta da Carlo Rubbia premio Nobel per la fisica, Don Roberto Colombo professore di biologia molecolare e genetica umana dell’Università Cattolica di Milano, e dal professore Vittorio Sgaramella, docente di biologia molecolare dell’Università della Calabria. I quattro esperti lavorano alcuni mesi e il 23 febbraio 2005 consegnano al ministro il rapporto conclusivo.

La signora Moratti ne prende atto con viva soddisfazione e trasmette il rapporto alla struttura amministrativa’ del ministero "affinché provveda ad integrare i piani di studio della scuola primaria e secondaria di primo grado in base alle riflessioni fornite" dai quattro illustri esperti.

La reintroduzione dell’insegnamento dell’evoluzione viene ribadita dal ministro Moratti alla conferenza stampa del 6 settembre 2005. Poiché le disposizioni attuative non sembrano corrispondere a quanto anticipato dalla stampa sul contenuto del rapporto degli esperti e sono formulate in modo ambiguo, presidi, professori , insegnanti e svariate istituzioni scientifiche chiedono formalmente al Ministero di poter avere il testo originale del rapporto.

Il ministro Letizia Moratti.

A questo punto inizia un giallo: le richieste vengono respinte con la motivazione che il rapporto non si trova. Incredibile.

La rivista Micromega è riuscita con un colpo di fortuna a trovare il documento e ha scoperto che è stato ampiamente manomesso e censurato, probabilmente all’insaputa del ministro Moratti. Lo pubblica integralmente, con le censure apportate, nel suo ultimo numero del 21 ottobre 2005, evidenziando che nella versione emendata da ignoti sono scomparse frasi e periodi importantissimi, di cui io riporto a titolo di esempio una sola dichiarazione che mi sembra emblematica: "Trascurare l’insegnamento dell’evoluzione, in favore della quale esistono oggi molti fatti incontrovertibili e teorie molto chiare, probabilmente ignorati dagli estensori delle nuove norme ministeriali, sarebbe un errore intollerabile in una società che si ritiene civile".

Non sarebbe il caso che il ministro Moratti facesse un’ inchiesta e un po’ di pulizia fra i censori della "struttura amministrativa" del suo Ministero?

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