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Caro banca: come difendersi

Centro Tutela Consumatori

Anche per l’anno in corso la palma nera dei conti correnti più cari al mondo spetta all’Italia (vedi l’ultimo confronto della società di ricerche Cap Gemini): 252 euro in Italia di un conto corrente standard contro i 34 euro di un identico in Olanda.

Nulla di nuovo all’orizzonte si dirà, anche se i clienti degli istituti "ne hanno le tasche piene", anzi vuote, dalle inefficienze del "cartello" bancario italico. E allora, dopo un altro anno di sofferenze ed arrabbiature per gli utenti bancari, non resta altro che ripercorrere alcuni utili consigli in tema di conti correnti ed annessi.

Quando conviene estinguere un conto?

Una recente sentenza del Tribunale di Bolzano ha confermato che in occasione della modifica delle condizioni economiche di conto corrente (la banca vi aumenta ad es. il canone mensile di gestione del conto da 4 a 5 euro oppure la commissione per l’esecuzione di un bonifico) al cliente è consentito recedere dallo stesso, senza il pagamento di alcuna penalità e quindi senza il pagamento di alcuna spesa di estinzione, entro 15 giorni dal momento in cui si sono conosciute le modifiche.

È bene ricordare ciò, in quanto è proprio questo il momento più adatto e probabilmente più conveniente per cambiare aria, perdòn banca!

Ma come fare a sapere quando la banca ci modifica le condizioni del nostro conto corrente? Innanzitutto è sempre utile controllare gli estratti conto, soprattutto quelli che vengono inviati ogni tre mesi e che riportano i conteggi di "chiusura contabile periodica" del conto: qui sono riepilogate le spese di gestione e di chiusura contabile addebitate nel trimestre. Assieme all’eventuale canone mensile, queste sono le voci di costo a cui fare maggiormente attenzione. Ma le variazioni possono riguardare altre voci, come ad es. il tasso di interesse applicato oppure le commissioni di massimo scoperto o quelle sui bonifici o sulle utenze.

Altro modo è poi quello di controllare ben bene il cd. documento di sintesi delle principali condizioni contrattuali: si tratta di un documento, composto anche di due-tre pagine che la banca ha l’obbligo per legge di inviarvi almeno una volta all’anno, ma non è detto che non lo possa fare anche due o tre volte. Il momento dell’invio di questa importante documentazione è diverso da banca a banca, ma spesso coincide con l’inizio o con la fine d’anno. Quindi è bene prestare attenzione proprio in questo periodo!

In ogni caso è bene ricordare che si ha tempo 15 giorni dalla conoscenza delle modifiche per comunicare alla banca (meglio se per iscritto con raccomandata a.r.) la propria volontà di recesso, di fronte alla quale la banca non può chiedere alcuna penalità e quindi neppure alcuna spesa di estinzione.

Dove andare?

A tal riguardo è buona cosa guardarsi attorno per tempo. In circolazione esistono ancora conti tradizionali con costi abbastanza contenuti (un es. è il conto Bancoposta con spese di tenuta conto pari a 30,99 euro a prescindere dal numero di operazioni effettuate, ma ve ne sono degli altri: vedi calcolatore conti correnti del CTCU sul sito www.centroconsumatori. it/45v903d904.html) oppure per chi è pratico di internet, la scelta di interessanti e più economici conti online si arricchisce ogni giorno di più. Anzi in questi ultimi tempi sono sempre più numerosi i clienti delle banche tradizionali, che stufi del trattamento ricevuto dalle proprie banche, decidono di orientarsi verso più economici e pratici conti online.

Le alternative (per i più giovani).

A seguito degli alti costi di gestione e di tenuta di un conto corrente tradizionale, sta prendendo piede, soprattutto fra i più giovani, l’idea di forme alternative di gestione del denaro: una fra queste è quella di rinunciare al conto e di utilizzare per prelievi e pagamenti semplicemente una carta di credito prepagata. Su tale carta il consumatore può "caricare" un certo importo ed utilizzare poi la stessa quale comodo mezzo di pagamento presso esercizi e negozi o per prelevare denaro contante all’occorrenza (non c’è il rischio tra l’altro di andare in rosso e quindi di pagare salati interessi a debito).

Quando l’importo è stato utilizzato si può ricaricare la carta e avanti così. Un esempio abbastanza economico è dato dalla carta prepagata Postepay di Poste Italiane (costo di rilascio: 5 euro – costo di ricarica: 1 euro); sul sito www.cartedipagamento.com si possono consultare altre offerte. Le carte prepagate risultano tra l’altro di utilità e praticità (con minori rischi tra l’altro) nelle transazioni commerciali via internet.

Un’altra alternativa potrebbe essere quella di estinguere il conto corrente (soprattutto se non è particolarmente movimentato), tenendo aperto un semplice libretto a risparmio (postale possibilmente che ha costi limitatissimi) e provvedere poi direttamente al pagamento di utenze (luce, gas, telefono ecc..) e bonifici presso gli stessi sportelli postali o presso le tesorerie degli stessi gestori dei servizi.