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Home > QT n. 9, 3 maggio 2008 > Soluzioni facili per problemi complessi

 L’editoriale

Renato Ballardini
3 maggio 2008
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Soluzioni facili per problemi complessi

Le motivazioni dell'ingannevole fascino della Lega.

Indice:

La Lega ha preso un sacco di voti, pescando a destra ed a manca. Tutti la elogiano per la sua capacità di stare in mezzo alla gente, di ascoltarne i bisogni e di interpretarne gli umori. Ed infatti mentre Berlusconi pontifica dalla televisione e Veltroni predica dal palco di piazze affollate, la Lega scende a terra, in mezzo al popolo, con i suoi chioschetti chiamati "gazebo" o con tavoli per raccogliere firme su rivendicazioni legate ai disagi del quartiere. Il metodo è efficace, per guadagnare consensi, ma è assai dubbio che lo sia per risolvere i problemi.

Se consideriamo i temi trattati dalla Lega e le soluzioni che propone, balza subito all’acchio il carattere demagogico ed illusorio del suo messaggio. Peggio ancora: la speculazione sfrontata che viene compiuta sugli istinti primordiali delle persone.

Dominante è stato il problema della sicurezza, che sarebbe minacciata dalla presenza dei rumeni, dei rom e degli extracomunitari. Il problema è reale, anche se viene enfatizzato dai mezzi di comunicazione. Finisce per identificarsi con il disagio avvertito per la presenza degli immigrati più o meno irregolari, che, nel peggiore dei casi, aggrediscono e stuprano le donne, e nei casi meno gravi occupano posti di lavoro a minor costo o case popolari sottraendole agli italiani. Dinanzi ad un tale fenomeno il rimedio è indicato nelle espulsioni, nella tolleranza zero, nella certezza della pena, nelle ronde di quartiere. Insomma, in una reazione repressiva e violenta. Essa corrisponde all’istinto primordiale di chi vive in quartieri periferici delle città, ove anche isolati episodi criminali suscitano sgomento, che la televisione e la stampa si incaricano di alimentare. Ma si tratta di rimedi assolutamente inefficaci, che anzi portano con sé conseguenze ancora più gravi. Le espulsioni devono essere motivate da fatti accertati e non sempre è possibile eseguirle. La tolleranza zero e la certezza della pena esigono una revisione radicale del nostro sistema penale che è intriso di norme che proteggono l’inquisito dagli abusi del potere. Le forze di polizia potrebbero anche essere rafforzate, ma con costi che non possono essere sostenuti se contemporaneamente si pretende la riduzione della pressione fiscale, e con il rischio di ridurci a vivere in uno stato di polizia. Le ronde di quartiere prefigurano un ritorno ai tempi in cui spadroneggiavano le polizie private, e non si vede come oggi, dovendo rispettare i principi sanciti dalla nostra Costituzione, siffatte formazioni possano essere di una qualche efficacia senza fare scempio della legalità.

Sono dunque rimedi che non risolvono il problema, ma corrispondono ad impulsi avventati e controproducenti.

La soluzione vera è una soluzione civile. Purtroppo difficile, perché non esistono soluzioni facili per problemi complessi. E questo è un problema complesso che coinvolge il vasto mondo, che è diventato un villaggio globale. Se vogliamo eliminare, o almeno limitare, l’immigrazione, è necessario che l’economia opulenta cominci ad occuparsi di quei popoli che vivono in miseria. Oggi tutti i problemi sono interdipendenti. Se aumenta da noi il prezzo del pane e della pasta è perché in altre parti del mondo è aumentato il consumo dei cereali, e la speculazione vi si ingrassa.

Se aumenta il costo della benzina e del riscaldamento, la causa sta nelle quotazioni del petrolio, sul cui mercato mondiale gli speculatori profittano di eventi che accadano in altre contrade. Ed è alla luce di questa verità che cogliamo un altro pericoloso vizio della politica delle Lega. Nell’era della interdipendenza la Lega si attarda ancora a rivendicare l’indipendenza. Il federalismo fiscale non è altro che l’ultima espressione della indipendenza della Padania, l’anelito residuale della rivolta contro "Roma ladrona". Non si vuole capire che se l’economia italiana arranca è perché non si sviluppa il nostro meridione, e perché le nostre aziende hanno dimensioni medio-piccole. La crescita del sud, impossibile finché vi spadroneggia la criminalità organizzata, è presupposto essenziale del progresso di tutta l’Italia. La capacità delle nostre imprese di fare sistema è indispensabile per una ricerca ed innovazione adeguate a fronteggiare la concorrenza cinese. Sta nell’interdipendenza, nella collaborazione, nella solidarietà la soluzione dei nostri problemi.

Esattamente il contrario di ciò che proclama la Lega. E’ questo che dovrebbe sostenere la sinistra. Non è una linea facile da fare intendere. Ma è l’unica civile e "conveniente".      


Parole chiave: Elezioni, Immigrazione, Lega

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