domenica, 19 maggio 2013YOUTUBEcanale Youtube di QT | FACEBOOKFacebook | TWITTERTwitter | RSSFeed
Login
Alias utente:
Password:

Questotrentino

Mensile di informazione e approfondimento

Home > QT n. 8, 15 aprile 2000 > Referendum, la fatica di discernere

 Fondo

Renato Ballardini
15 aprile 2000
pdf A+ A-

Referendum, la fatica di discernere

La miscellanea dei prossimi referendum: da quello sacrosanto sulla legge elettorale, a quelli vendicativi contro i magistrati, a quelli antisociali. Agli elettori il compito di distinguere.

Indice:

Quanto tempo si impiega per andare a votare? Non più che per recarsi dal tabaccaio a prendere le sigarette, o in un bar per sorbire un caffè, e molto meno che per visitare un supermercato per la fare la spesa. E dopo tutto costa anche meno. Ed allora perché mai molti di coloro che tutti i giorni dedicano una parte del loro tempo a queste occupazioni non sentono il bisogno di impegnare, con frequenza assai più rara, un’equivalente esigua porzione della loro giornata festiva per deporre nell’urna il loro voto? Perché la politica è sporca, e l’onesto cittadino non intende insozzarvisi? O perché i "politici" sono arraffoni ed arruffoni e non meritano alcuna fiducia? O perché i partiti sono aziendine che fanno i loro giochetti sulla pelle del popolo? Si adducono queste motivazioni, ma sono dei comodi alibi. E infatti perché mai più del 60 per cento dei cittadini elettrici ed elettori di Trento non sono andati a votare il referendum di domenica 9 aprile sull’ampliamento dell’aeroporto Caproni? Non c’entrava la politica, né c’era alcun politico da eleggere, né alcun partito da sostenere. Il quesito era semplice ed importante: sei favorevole o contrario a potenziare l’aeroporto di Mattarello?

Io credo che il crescente astensionismo nelle consultazioni popolari, specialmente in quelle referendarie, ma non solo, sia da attribuire al fatto che l’esercizio del diritto di voto presuppone un certo sforzo intellettuale e morale. Prendere un caffè e le sigarette costa qualche monetina. Per esprimere un voto bisogna prima pensare ed assumere una responsabilità, costi che molti non sono disposti a sobbarcarsi.

Le cause di una tale indolenza sono molte. L’inesistente educazione civica e la scarsa cultura politica lasciano i cittadini disarmati innanzi alla estrema complessità dei problemi tipici di una società moderna. I mezzi di comunicazione di massa sono superficiali per necessità, selettivi per malizia partigiana, enfatici per impressionare e vendere, effimeri per destinazione naturale. I partiti ed i protagonisti della politica per parte loro, quanto meno come ci appaiono attraverso i canali della comunicazione, tendono, chi più e chi meno, ad eccitare gli animi piuttosto che a persuadere le menti. Ed anziché semplifìcare i problemi, in modo da renderne la soluzione alla portata degli sprovveduti cittadini, li complicano a dismisura.

Pensate ai referendum che saremo chiamati a votare il prossimo 21 maggio. Uno riguarda ancora una volta la legge elettorale. Promosso da due iniziative convergenti, una dei radicali e l’altra di AN, tende ad abolire la quota proporzionale ed a spingere verso un sistema elettorale compiutamente maggioritario. In questo caso la proposta è chiara e, sebbene il quesito sia tecnicamente oscuro, la scelta da fare è di principio: maggioritario, come già si è espresso il popolo referendario, in modo che la scelta del governo spetti al corpo elettorale; o proporzionale, come ora vuole Berlusconi ed una raccogliticcia congrega di forze e personaggi nostalgici del tempo in cui i governi venivano invece scelti dai partiti. Un referendum importante per rendere la nostra democrazia efficiente, bisogna augurarsi che raggiunga il quorum e vincano i sì.

Ma gli altri, proposti dai radicali e che sono i sei che soltanto sono stati ammessi dalla Corte Costituzionale su ben 20 che erano stati presentati, riguardano questioni complesse, astruse, insuscettibili di essere risolti con il taglio netto di un sì o di un no. Uno riguarda il finanziamento pubblico dei partiti o delle loro attività. E’ questione con ombre e luci risolvibile in modi diversi, più o meno garantiti e trasparenti, ma che certamente esiste in tutte le democrazie. Farne oggetto di un referendum è assurdo e puramente demagogico.

Altri tre riguardano la giustizia. Si inscrivono nell’onda della rappresaglia promossa contro i magistrati dai poteri forti che furono colpiti da Mani Pulite. Uno per la verità, che propone di vietare che ai magistrati siano attribuiti compiti extragiudiziali, avrebbe potuto e dovuto essere superato da una semplice leggina conforme approvata dal Parlamento. Un secondo attiene ad una questione squisitamente tecnica, e cioè i sistemi elettorali vigenti per l’elezione del Consiglio Superiore della Magistratura. Contiene la ridicola pretesa di impedire, attraverso la revisione del criterio elettivo, che i magistrati continuino ad essere persone pensanti. Il terzo è il più carico di significato politicamente vendicativo: mira a realizzare la separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e magistrati del Pubblico Ministero, cioè quelli che conducono le indagini.

Vi sono poi due referendum antisociali, uno contro lo statuto dei lavoratori che prevede l’obbligo di riassumere il dipendente illegittimamente licenziato, e l’altro contro i sindacati, che si vogliono privare della contribuzione delegata dei loro associati.

Se i referendum sulla giustizia sono l’espressione di una politica eversiva contro il potere dello Stato chiamato a garantire la legalità, quelli antisociali sono un’aggressione contro le conquiste guadagnate dalla sinistra in 200 anni di storia, ma che ormai fanno parte di tutta la coscienza civile d’Europa.

Riusciranno gli elettori a veleggiare in mezzo ad un mare così burrascoso? Troveranno il tempo, ma soprattutto la passione per recarsi a deporre nell’urna il loro responsabile voto?



Articoli collegati in altri numeri:

Commenti

Nessun commento....

Inserisci commento

L'indirizzo e-mail non sarà mostrato. Gli utenti registrati non devono inserire il codice e possono modificare il proprio commento dopo averlo inserito.

Nome:

Codice: codice di verifica ricarica codice

Ricopia codice: aiutoRiporta il codice scritto nel box colorato.
Sono 5 caratteri formati da lettere minuscole e numeri.
Se necessario puoi ricreare un nuovo codice cliccando
sulla freccia blu accanto al box colorato.

E-mail (facol.):

I commenti contrari all'etica del sito saranno eliminati.


Numero in edicola

Oppure guarda i titoli del numero attualmente in edicola. Merita.

Ai lettori residenti in Alto Garda, Val di Ledro, Valle del Chiese e Giudicarie esteriori ricordiamo che nel loro territorio QT può essere acquistato a Riva del Garda presso la sede degli Amici della Terra in viale Dante 58/b, dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, a Tione presso l'edicola Lorenzi viale Dante 1, a Pinzolo presso la cartoleria Collini via S. Lorenzo 20.

Abbonamento in PDF

pdfOra puoi abbonarti anche alla versione elettronica in formato PDF: 11 numeri al costo di soli € 25 oppure 22 numeri a € 45!

Abbonati on-line con la carta di credito!

METEOTRENTINO di oggi

le previsioni meteo di oggi

Iscriviti alla newsletter di QT

Per restare informato sulle iniziative di Questotrentino iscriviti alla nostra newsletter inserendo il tuo indirizzo e-mail nel campo sottostante.

Appuntamenti di Monitor

«maggio 2013»
lunmarmergiovensabdom
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  


Questotrentino| via Calepina 65 (CP 181) 38122 Trento | tel. 0461 232096 | fax 0461 1860168 | P.IVA 00816780225 | pagina creata in 0,406 sec.