mercoledì, 22 maggio 2013YOUTUBEcanale Youtube di QT | FACEBOOKFacebook | TWITTERTwitter | RSSFeed
Login
Alias utente:
Password:

Questotrentino

Mensile di informazione e approfondimento

Home > QT n. 17, 13 ottobre 2001 > Macchè dimissioni, ci vuole la ruspa!

 Piesse: Sfogliando s’impara

Carlo “Tòs” Dogheria
13 ottobre 2001
pdf A+ A-

Macchè dimissioni, ci vuole la ruspa!

Franco Tretter e il suo stretto legame con la poltrona in Consiglio provinciale...

Indice:

"Quando uscì allo scoperto la vicenda degli orologi, chiesi le sue dimissioni. E Tretter mi rispose che la giustizia avrebbe dovuto prima compiere il suo corso. Ora alla condanna in corte d’appello per il furto di orologi e a quella in Cassazione per le minacce si aggiunge quella in Tribunale per peculato, per aver fatto shopping con i fondi pubblici. Cosa aspetta a questo punto Tretter a dimettersi?”

Così Vincenzo Passerini, all’indomani della condanna di Tretter, reo di aver acquistato, con i soldi che avrebbe dovuto usare per attività di partito, dei capi di abbigliamento e degli oggetti di oreficeria. Ma Tretter non si scompone e commenta: “Il diessino Passerini si è espresso con durezza, ma è Passerini, lo doveva fare”. Già il solito lunatico con la fissa della questione morale…

Sul merito, poi, Tretter non ha difficoltà a chiarire le cose: i vestiti, dice, non erano certo per lui: “Non per vantarmi, ma io non indosso vestiti da 200.000 lire… Visto il mio ruolo, è una questione di decoro… Li ho acquistati per due raccoglitori di mele polacchi che si dovevano sposare”.

E la gioielleria? “Erano dei regali da fare a ragazzi ciechi e persone con handicap”.

Va bene, ma visto che non si trattava di spese “politiche”, perché non ha pagato di tasca sua?

Un semplice disguido che può capitare a tutti: “L’asssegno usato è stato quello del gruppo ma per un banale errore. Io ho sempre nel portafoglio due assegni per le emergenze. Uno personale e uno del gruppo. Evidentemente in quell’occasione mi sono sbagliato…”.

Già, evidentemente. Ma se tutto è così chiaro, come mai la condanna?

“Penso di essere il capro espiatorio di una manovra che mira a togliere autonomia alla politica… Io credo di aver sempre fatto tutto nell’interesse della gente”.

E questo la gente lo sa e gliene è riconoscente: “Io non leggo i giornali. Ma sento la gente comune: sono moltissime le persone che mi confortano, che mi ripetono di non mollare perché il mio ruolo politico è utile alla comunità. Ed io rimarrò in aula fino all’ultimo giorno… A me interessa il parere della gente comune: nelle ultime ore mi avranno scritto mille persone”.

E’ questo il motivo per cui Franco Tretter rifiuta di andarsene, nonostante che i suoi stessi compagni di partito, da Carlo Andreotti a Francesco Moser, gli chiedano di andarsene di sua spontanea volontà senza aspettare che arrivi da Roma la sospensione ufficiale di 18 mesi prevista dalla legge. Infatti, solo in caso di spontanee dimissioni il suo posto in Consiglio verrebbe rimpiazzato (guarda caso, proprio da Moser), mentre nell’altro caso il PATT (e con esso il Consiglio provinciale) resterebbe con un rappresentante in meno.

Niente da fare: non solo Tretter non vuole dimettersi, ma addirittura cerca di evitare la sospensione attraverso un ghiribizzo legale, da lui stesso escogitato, sul quale invece il suo stesso avvocato nutre scarsa fiducia. Leggiamo sull’Adige del 5 ottobre: “Dopo aver letto e riletto il testo della legge che parla di ‘sospensione di diritto’ per i consiglieri regionali, ecco la trovata geniale: - Sarò pure un consigliere regionale – ha prontamente replicato l’ex leader autonomista – Ma io sono soprattutto un consigliere provinciale. E quindi la legge per me non vale. O meglio, vale solo in quanto consigliere regionale, ma per il consiglio provinciale io resto al mio posto a pieno titolo -. E’ questa la nuova linea difensiva scelta da Tretter”.

Insensibile alle trasparenti motivazioni addotte da Tretter, quel forcaiolo di Passerini torna alla carica: “La cosa più seria – dice – è che Tretter si dimetta”. Anche per evitare, soggiunge, “che un condannato, cioè Berlusconi, sospenda un altro condannato, cioè Tretter. Una vicenda che più che politica sembra di ben altro genere...”


Parole chiave: Patt, Tretter

Articoli collegati in altri numeri:

Commenti

Nessun commento....

Inserisci commento

L'indirizzo e-mail non sarà mostrato. Gli utenti registrati non devono inserire il codice e possono modificare il proprio commento dopo averlo inserito.

Nome:

Codice: codice di verifica ricarica codice

Ricopia codice: aiutoRiporta il codice scritto nel box colorato.
Sono 5 caratteri formati da lettere minuscole e numeri.
Se necessario puoi ricreare un nuovo codice cliccando
sulla freccia blu accanto al box colorato.

E-mail (facol.):

I commenti contrari all'etica del sito saranno eliminati.


Numero in edicola

Oppure guarda i titoli del numero attualmente in edicola. Merita.

Ai lettori residenti in Alto Garda, Val di Ledro, Valle del Chiese e Giudicarie esteriori ricordiamo che nel loro territorio QT può essere acquistato a Riva del Garda presso la sede degli Amici della Terra in viale Dante 58/b, dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, a Tione presso l'edicola Lorenzi viale Dante 1, a Pinzolo presso la cartoleria Collini via S. Lorenzo 20.

Abbonamento in PDF

pdfOra puoi abbonarti anche alla versione elettronica in formato PDF: 11 numeri al costo di soli € 25 oppure 22 numeri a € 45!

Abbonati on-line con la carta di credito!

METEOTRENTINO di oggi

le previsioni meteo di oggi

Iscriviti alla newsletter di QT

Per restare informato sulle iniziative di Questotrentino iscriviti alla nostra newsletter inserendo il tuo indirizzo e-mail nel campo sottostante.

Appuntamenti di Monitor

«maggio 2013»
lunmarmergiovensabdom
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  


Questotrentino| via Calepina 65 (CP 181) 38122 Trento | tel. 0461 232096 | fax 0461 1860168 | P.IVA 00816780225 | pagina creata in 0,27 sec.