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 Lettere e interventi

sagoma volto
22 dicembre 2001
di LAV, Legambiente, LIPU, PAN-EPPAA, WWF
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Il futuro delle nostre foreste

Lettera aperta alla Giunta provinciale.

Indice:

Il passaggio delle foreste demaniali dall’Assessorato all’Ambiente all’Assessorato all’Agricoltura e Foreste viene presentato come una scelta volta ad unificare e razionalizzare la gestione del patrimonio forestale della nostra provincia ed in apparenza essa sembra tale. Basta però approfondire l’argomento per capire che così non è.

Le foreste demaniali sono attualmente le uniche vere aree protette di una certa consistenza presenti in Trentino, le uniche zone cioè (assieme ai biotopi, la cui estensione geografica è però di dimensioni ridottissime) dove è escluso il prelievo venatorio e pertanto, come aree naturalistiche di notevole importanza, sono state finora di giusta competenza del Servizio Parchi e Foreste Demaniali. Le finalità che hanno caratterizzato (e noi auspichiamo ciò continui ad avvenire) la gestione di questa parte protetta del nostro territorio sono diverse rispetto a quelle applicate nelle altre aree forestali presenti in provincia. I territori demaniali sono sempre stati gestiti in funzione di una selvicoltura naturalistica, volta soprattutto al mantenimento ed all’incremento delle specie faunistiche (se vi fossero dubbi sull’importanza che la stessa amministrazione provinciale ha dato in passato a tali aree, basterà leggere gli esempi che riportiamo a parte); nelle altre foreste invece l’obiettivo primario risulta essere la coltivazione del bosco per scopi economici, con la fruizione dei prodotti boschivi (prelievo venatorio, produzione di legname, raccolta di funghi, ecc.).

Esiste dunque una diversificazione di fondo, che secondo noi ha oggi valore più che mai, e che giustifica ampiamente la diversificazione nell’assegnazione delle competenze a due distinti assessorati. E’ facile intuire che una provincia a vocazione turistica come il Trentino avrà sempre più bisogno di poter offrire aree naturali "di pregio" se vorrà essere in grado di competere con chi questa scelta l’ha già fatta e tutela con rigore il proprio territorio, avendo capito l’enorme valore che già oggi, ma un domani ancor più, tali aree rappresentano. Se in futuro le foreste demaniali continueranno ad essere aree protette, non si capisce la logica che ha portato alla decisione di togliere la loro gestione al Servizio Parchi; un servizio che semmai, nell’ottica di favorire il turismo naturalistico, dovrebbe essere potenziato e dotato di nuove aree faunistiche. Ovviamente tutto il ragionamento cade se la decisione presa sottende invece una diversa destinazione delle foreste demaniali, magari nell’ottica di una loro trasformazione in aree aperte all’attività venatoria: una possibilità che non ci sentiamo di escludere.

Riteniamo che una simile scelta rappresenterebbe in prospettiva un errore gravissimo e chiediamo ai membri della Giunta un ripensamento sulla validità del passaggio di competenze, oltre ovviamente ad una presa di posizione sul destino delle foreste demaniali.

Distinti saluti

Giusy Ferrari - Lega Anti Vivisezione, Fernando Boso - LEGAMBIENTE, Sergio Merz - LIPU, Mauro Nones - PAN-EPPAA e Carlo Frapporti - WWF


Parole chiave: Ambiente, Caccia, Parchi

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