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Il vaccino dei fessi

Finalmente Ferruccio Fazio, sottosegretario alla sanità, lo ha ammesso pubblicamente: non si deve temere più di tanto il virus dell'influenza nota come "suina".

Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, visto che più di un medico già nei mesi scorsi aveva sgonfiato il "caso" e aveva rassicurato sulla mitezza del virus. Eppure pochi hanno prestato attenzione, men che meno il governo che da un lato ha minacciato di tenere chiuse le scuole e dall'altro ha sborsato milioni di euro per fare incetta di un vaccino che potrebbe risultare non solo inutile, ma perfino dannoso.

I media hanno cavalcato l'onda e non si sono fatti sfuggire la nuova emergenza, inserendo decine di volte nei palinsesti dei tg o tra le prime pagine dei quotidiani pseudo-notizie relative al contagio, alla pandemia, all'apocalisse virulenta.

La vera pandemia è esplosa, invece, quando un preside ha invitato i suoi studenti a non abbracciarsi né a baciarsi per evitare un possibile contagio, oppure quanto ingenti risorse pubbliche sono finite nella tasche delle grandi industrie farmaceutiche che hanno speculato sulla paura della gente.

E sempre lì ritorniamo, alla paura. Questo nostro millennio si è aperto con le torri abbattute dalla paura ed è proseguito sulla stessa via. Chissà se esiste un vaccino contro questa pandemia: un vaccino contro la paura. Che ci renda tutti quanti meno deboli e meno fessi.

mer 9 set 2009 20:32 | 1 commenti (12.09.09 13:51).

La canna che fa bene, la canna che fa male

Due pesi, due misure. Questa è la logica portata avanti dalla legislazione italiana: da un lato si accetta che una persona possa farsi una canna e che possa indicare agli amici a quale pusher rivolgersi, senza rischiare nulla; dall'altra parte, si arresta chi si coltiva qualche pianticina di canapa a casa sua.

La distinzione non è affatto casuale, ma esprime coerentemente l'ideologia che governa la nostra società. Se, infatti, la canapa al mercato libero è tollerata (indicare il miglior spacciatore sulla piazza, in fondo, è solo far pubblicità, nobile arte nel mondo mercantizzato), l'erba autoprodotta è bandita.

In poche parole: tutto è lecito, finché non mette in discussione la logica economica. L'autoproduzione diventa così per i nostri governanti e i nostri giudici uno dei peggiori cancri da estirpare. Altro che proibizionismo o antiproibizionismo!

Nel frattempo la malavita ringrazia. Il buon senso, no.

Parole chiave: droga
gio 6 ago 2009 16:02 | 1 commenti (17.09.09 13:59).

L'inganno dell'elisir di lunga vita

Questo governo meriterebbe di finire male. Magari travolto da quell'Apocalisse che molti prevedono per il 2012. Sarebbe una beffa per il Capo e i suoi servi. Del resto il rapporto con la morte è piuttosto ostico per chi è abituato a ritenersi immortale.

Come interpretare, altrimenti, le parole del ministro al Welfare, Maurizio Sacconi, che ha dichiarato sorridendo che dal 2015 scatterà un meccanismo che collega la pensione alle aspettative di vita?

Cosa significa? Semplice: siccome si vive più a lungo, bisogna lavorare di più.

Attenzione, perché dietro questa logica si nasconde la truffa del secolo.

Come tutti possono capire, la qualità di vita è generata dal “vivere bene” e non dal “vivere a lungo”. Chi di noi, infatti, cambierebbe un'esistenza di 75 anni pienamente vissuta con una vita di 105 anni fatta di pisciate e cagate a letto, di rincoglionimento stabile e di dolorosa consunzione fisica?

Tuttavia il messaggio che ci viene continuamente trasmesso è che “vivere di più è bello”, come se la vecchiaia fosse piena di serate al Billionaire, di orge con le “escort”, di vacanze in Costa Smeralda o al centro benessere di Saint Tropez.

Nessuno si rende conto che l'innaturale aumento dell'età è una meschina forma di sfruttamento da parte delle classi benestanti a discapito delle classi medio-basse. Per due motivi.

1. Vivendo più a lungo si incappa sempre più facilmente nei problemi legati al naturale deperimento psicofisico. I piccoli (o gravi) disturbi della vecchiaia vengono facilmente risolti da chi ha la disponibilità economica e informativa (leggi: la conoscenza “giusta”). Per tutti gli altri il destino è di marcire accompagnato da una famiglia allo stremo, che deve lavorare, badare ai nipotini, badare ai nonni, sempre con l'acqua alla gola; oppure di marcire a fianco di una badante, che alla fine risulta essere la sfruttata degli sfruttati.

2. Vivendo più a lungo, inoltre, si è costretti a lavorare di più. Lavorare fino a 70 anni non è problematico per chi svolge una professione appagante, ben remunerata, coinvolgente. Ma lo stesso discorso non vale certo per la cassiera, per il muratore, per il camionista, per la maestra d'asilo, per il magazziniere. Per loro l'aumento dell'aspettativa di vita è il prolungamento coatto della fatica, dello stress, dell'alienazione.

Contravvenire alle leggi della natura, ricercando il nefasto elisir d'immortalità, è l'ultima mossa del capitalismo per generare ricchezza ad esclusivo beneficio della minoranza.

Forse sarebbe il caso che la maggioranza reagisse con un gesto eclatante, sconvolgente. Che ne dite di un bel suicidio di massa? A quel punto i piccoli signorotti resterebbe soli, costretti a sfruttarsi selvaggiamente l'un l'altro.

Una sublime Apocalisse, appunto.

Parole chiave: pensioni
gio 16 lug 2009 16:38 | 6 commenti (28.08.09 23:38).

Il Partito della fuffa (o della truffa)

La Commissione di Garanzia del PD ha sbattuto la porta in faccia a Beppe Grillo, impedendogli di iscriversi al partito e, di conseguenza, di partecipare alle primarie per la segreteria.

La motivazione della Commissione è la seguente: “Non è possibile la registrazione di Beppe Grillo nell'anagrafe del Pd poichè egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al PD”.

Quale, verrebbe da chiedersi. Forse le liste civiche comunali che portano avanti un programma coerente con gli ideali della sinistra?

Tuttavia, se le parole non sono un incrocio casuale di lettere, la sentenza della Commissione stabilisce che chiunque si riconosca in un movimento ostile al PD non può far parte del partito.

Ma se il PD non accetta chi è distante dalla sua area di riferimento, militando o appoggiando partiti diversi, se non addirittura avversi, si dovrebbero espellere anche tutti i transfughi, ovvero i cambia-casacca.

Ne citiamo solo uno: Marco Follini.

Il soggetto in questione fino al 2006 ha militato nell'UDC (diventandone pure segretario), partito che ha governato con la destra per cinque anni e che non si può certo definire di centro-sinistra.

Grazie a questo curriculum che nulla a che vedere con gli ideali socialdemocratici e progressisti, Follini, in cambio di un democristianissimo salto della quaglia, ha ottenuto la carica di “Responsabile nazionale per le Politiche dell'informazione del PD” e pure un seggio in Senato.

Se militare da sempre in un'area avversa al centrosinistra è l'unica via per trovare le porte spalancate del PD, tanto vale che alla fine della legislatura si chieda a un certo Silvio Berlusconi se vuole diventar leader del partito. Chissà che non accetti.

Parole chiave: PD, Grillo
gio 16 lug 2009 15:58 | 1 commenti (16.07.09 19:31).

Compagni, avanti il gran partito...

Aria di primarie in casa PD. E a scompaginare i giochi stavolta sono scesi in campo due personaggi che il banco lo potrebbero far saltare davvero.

Da una parte, il medico (e senatore) Ignazio Marino, cattolico di fede, laico di ragione e coscienza, deciso a portare avanti una seria campagna progressista in campo bioetico, alla faccia di chi, nel suo partito, si inginocchia davanti al sagrato di San Pietro e ha venduto scienza e coscienza al Vaticano.

Dall'altra, il comico Beppe Grillo che ha promesso (o minacciato) di voler trasformare il PD in un vero partito di sinistra, a partire dalle sue battaglie storiche per un'economia sostenibile e una moralità diffusa tra i rappresentanti politici.

In mezzo, i vecchi pasdaran del partito che hanno alzato barricate e minacciato sventure qualora il primo vincesse il congresso e il secondo riuscisse solo a parteciparvi.

Bravi! Mentre i cosiddetti “democratici” (?) cercano di disinnescare le bombe di Marino e Grillo, le idee nuove portate avanti da loro scolorano, abilmente nascoste dietro le baruffe di segreteria.

Eppure la laicità (testamento biologico e libertà di ricerca scientifica), i diritti civili (riconoscimento delle coppie non sposate), la sostenibiltà ambientale (riciclaggio spinto, filiera corta, energie alternative) e la questione morale (eliminazione di personaggi "compromessi") dovrebbero essere i punti qualificanti di un partito di sinistra.

E che siano due outsider come Marino e Grillo a portarli avanti significa che la vecchia classe dirigente stavolta deve proprio farsi da parte. Non solo per lasciar spazio a Marino, Grillo o chichessia. Ma per consentire alle loro idee di incarnare il progetto politico alternativo alla destra.

Purtroppo anche queste saranno parole al vento. Marino verrà sconfitto, Grillo sarà messo al bando come un provocatore, e il PD finirà nelle mani di chi sarà incapace di fare opposizione, di incazzarsi come si deve, di dare un'identità ad un popolo di sinistra smarrito e deluso.

I “vecchi” faranno la solita opposizione del Valium. Gli “alternativi” torneranno a mugugnare in un angolo. E noi continueremo a non votare PD.

Mentre il sol dell'avvenire giacerà sconfortato tra l'orizzonte e il nulla, dimenticato da un partito che non lo merita affatto.

Parole chiave: PD, Grillo, primarie
lun 13 lug 2009 17:10 | 1 commenti (13.07.09 20:37).

La consueta bufala della scuola fancazzista

È la solita storia.

L'OCSE ha rilevato che i risultati degli studenti italiani sono tra i peggiori dell'area. Come sempre la stampa ha dato spazio alla notizia senza la dovuta attenzione. Non si spiega, ad esempio, in base a quali indicatori siano peggiori (si rimanda ai test PISA, nei confronti dei quali la scuola italiana non ha mai preparato con metodo gli studenti).

Si riporta, inoltre, il dato secondo il quale l'Italia è il Paese con il maggior numero di docenti per studenti, dimenticando però che tale dato è dovuto alla grandissima precarietà dei professori italiani. In parole povere: all'estero ci sono meno docenti complessivi, ma molti più lavoratori stabili, mentre in Italia ci sono tanti docenti, per lo più precari e impossibilitati a lavorare come dovrebbero.

In risposta a questo dato l'OCSE, con una banalizzazione stupefacente per un ente del suo genere, propone un aumento del numero di studenti per classe. In pratica si invita la scuola italiana ad avere circa una trentina di studenti per classe. Medesima soluzione che l'economista Luigi Zingales (uno dei falchi dei Chicago Boys iperliberisti che si sono scottati il culetto con la crisi “imprevista”) aveva proposto un paio d'anni fa al Festival dell'Economia di Trento.

Meno docenti, più studenti in classe. Ricetta presto recepita dal ministro Gelmini e dal suo tutore Tremonti. Cosa significa tutto ciò? Meno costi e meno cura per un lavoro già di per sé precario. Se è questa la strada che si vuole intraprendere si abbia il coraggio di dirlo: della scuola e della formazione alla destra non importa un fico secco.

Se invece per dirlo bisogna nascondersi dietro le statistiche (mai attentamente sviscerate) e gli slogan populistici (docenti fancazzisti, studenti sbandati, etc...), si è solo ipocriti e vigliacchi. Non certo una novità per questa classe dirigente.

Parole chiave: scuola
gio 18 giu 2009 16:02 | 0 commenti.

G8: attenti, vogliono riprovarci

Ci stanno riprovando, stiamo attenti.

Già nel 2001 in occasione del famigerato G8 di Genova l'allora ministro degli Interni Claudio Scajola fece di tutto per seminare il panico e preparare il terreno a quello che fu un feroce attentato (premeditato) alla democrazia, culminato con l'uccisione di Carlo Giuliani e il blitz alla scuola Diaz.

A distanza di otto anni, la riunione del G8 torna in Italia e al vertice c'è sempre la corte berlusconiana. Stavolta al posto di Scajola c'è il leghista Maroni, che come il suo predecessore ha già cominciato a seminare panico (si veda l'ottima ricostruzione da parte di Megachip della disinformazione di regime), con il duplice tentativo di distogliere l'attenzione pubblica dalle difficoltà del Presidente puttaniere e di spargere paure irrazionali che dovrebbero giustificare eventuali reazioni violente da parte dello Stato.

La sinistra non deve cadere in queste provocazioni: il governo boccheggia e la destra mostra i denti della belva in difficoltà. Non la si butti nello scontro frontale, ma si cominci a lavorare ai fianchi, infierendo sulle debolezze del governo: disoccupazione, giustizia, velinismo.

I picchiatori di regime non dovranno avere carne per i loro denti, stavolta. Sarà l'inizio della loro sconfitta.

gio 18 giu 2009 15:31 | 0 commenti.

Elezioni a sinistra: nel disastro, un bell'esempio

Viene da Casalmaggiore, paesone della bassa cremonese

Elezioni 2009: ecco qualche numero da un disastro a (centro)sinistra (tanto per cambiare).

Europee. Sinistra divisa e fuori dal Parlamento (unita sarebbe entrata). PD fermo ad un misero 26,1% (netto peggioramento: alle precedenti europee del 2004 l’Ulivo aveva fatto il 31,1 e alle politiche 2006 Margherita col 10,7 e Ds col 17,5 arrivavano sommati al 28,2).

Provinciali. Guardiamo ai ribaltoni, cioè ai passaggi a un’amministrazione di colore diverso dalla precedente, perché sono i ribaltoni a dare di più il polso della situazione e del cambiamento. Su 15 ribaltoni, 15 sono di centrodestra. Zero (0) i passaggi da un’amministrazione di centrodestra a una di centrosinistra.

Comunali. Guardiamo ai ribaltoni pure qui, limitandoci ai Comuni superiori ai 15.000 abitanti. I ribaltoni sono 28: 22 a favore del centrodestra, 1 a una lista di centro, 2 a liste civiche. Solo 2 al centrosinistra (vale la pena citarli: Mascialucia in Sicilia e Civita Castellana nel Lazio).

Riepilogando: alle amministrative, su 43 ribaltoni, solo 2 sono andati a favore del centrosinistra. Anzi, 3.

C’è infatti un terzo ribaltone, ignorato dalle statistiche per una questione di pochi abitanti, da cui vengono un esempio e una speranza per la sinistra.

Il terzo ribaltone è accaduto in un paesone della bassa cremonese, affacciato sul Po e perso nella Pianura Padana, che non fa 15.000 abitanti per un pelo, appunto: il comune di Casalmaggiore ne conta infatti 14.733.

Cosa è successo a Casalmaggiore? Intanto, che 31 anni fa ci nascevo io. Ma questo interessa poco al lettore. Quello che interessa è che a Casalmaggiore, con queste elezioni, si è passati da un’amministrazione di centrosinistra a una di… sinistra!

Avete letto bene: si tratta dell’unico ribaltone di questo genere in tutta l’Italia che è andata al voto lo scorso fine settimana (e poco importa il fatto che, con più di 15.000 abitanti, si sarebbe finiti al ballottaggio, probabilmente perdendolo).

Da sempre politicamente di centro e roccaforte della DC prima e della Margherita poi, Casalmaggiore, per la prima volta nella sua storia, sarà amministrata da una lista (ufficialmente civica) fatta da ex DS, verdi e comunisti (più qualche indipendente). E questo grazie alla rottura dell’alleanza con i centristi (finiti secondi e distaccati di 8 punti percentuali), che a Casalmaggiore durava dall’inizio della Seconda Repubblica.

E la cosa è ancora più straordinaria se si pensa che la vittoria è arrivata in una provincia, quella di Cremona, che proprio in questa tornata elettorale ha visto passare dal centrosinistra al centrodestra Provincia e Comune capoluogo.

L’esempio è quindi fulgido: lo slogan “uniti si vince”, del tutto dimenticato a sinistra, può anche cessare di essere uno slogan, e diventare realtà. A Casalmaggiore è successo.

mar 9 giu 2009 10:57 | 0 commenti.

Non sei "normale"? Ma allora te le cerchi...

“Solstizio d'estate” è una manifestazione che, ormai giunta alla 19esima edizione, si propone di portare in Piana Rotaliana piccoli e grandi spettacoli teatrali e musicali di qualità. E per garantirne la realizzazione i comuni della Piana, la fondazione Cassa di Risparmio e naturalmente la Provincia investono parecchi soldi.

Il primo appuntamento dell'edizione 2009 è stato lo spettacolo di Paolo Rossi e Stefano Benni, poi malauguratamente sostituito dal monologo di Paolo Hendel a causa dei problemi di salute di Rossi.

Ma non è della performance teatrale che voglio discorrere. Anche perché lo spettacolo ho rischiato di non vederlo proprio.

Costretto ad usare le stampelle per un brutto incidente ad una gamba, mi sono imbattuto nella completa disorganizzazione del tanto celebrato (e finanziato anche con denari pubblici) “PalaRotari” di Mezzocorona.

Per accedere alla cassa, provenendo dal parcheggio, bisogna fare una lunga rampa di scale. Non volendo morire di fatica ho voluto usufruire dell'accesso per i disabili, indicato con tanto di cartelli. Piccola sorpresa: la porta di accesso era chiusa e nessuno dell'organizzazione è stato capace di trovare le chiavi per aprirla. Bene. Rampa di scale a colpi di stampella e alla fine sono arrivato alla cassa.

Prima di entrare in teatro ho cercato dove fossero i bagni e, quando ho scoperto che per accedervi dovevo percorrere un'altra immensa e ripida scalinata (stavota in discesa), ho chiesto al personale presente dove fosse l'ascensore. Una signora mi ha scortato e stavolta sono potuto scendere senza sudare le sette camicie.

Tuttavia, una volta uscito dal bagno i miei tentativi di risalire sono risultati vani. Motivo: l'ascensore per salire (e solo per salire!) necessita di un codice, che io ovviamente non conoscevo e che la signora si era ben guardata dal comunicarmi. Salvo non voler rimanere nei bagni tutta la sera, ho deciso di salire nuovamente per le scale.

Morale: ringraziando la fortuna di avere una gamba sana e un cuore ancora in buono stato, sono riuscito a entrare a teatro, pisciare e accedere allo spettacolo, benché sia arrivato sudato e stravolto.

Ma se mi fossi presentato in carrozzina che mi sarebbe successo? Sarei rimasto fuori dal teatro perché la porta dell'accesso disabili era chiusa e nessuno aveva le chiavi? O forse sarei rimasto intrappolato tra water, lavandini e carta igienica perché mi mancava un dannatissimo codice di avviamento dell'ascensore?

In una stuttura nuova, presentata a tutti come un gioiellino, non c'è la benché minima presenza di un fottuto scivolo per superare le barriere architettoniche. O, se esiste, non è visibile, né è conosciuto dal personale organizzativo della manifestazione.

La cultura è per tutti. Purché “normali”. Pe gli altri, vabbé... ma che cazzo pretendono?

Parole chiave: disabili
lun 8 giu 2009 12:21 | 1 commenti (08.06.09 13:11).

Protesta fuori dal Tunnel?

Contro il Tunnel del Brennero, qualcuno ora si muove anche in Trentino

Nei precedenti numeri di QT  avevamo denunciato la grave assenza di dibattito pubblico attorno al progetto di un’opera, fortemente voluta dalla Provincia, che stravolgerebbe il nostro territorio, ovvero il tunnel del Brennero, o meglio la costruzione della tratta d’accesso trentina.

Finalmente, qualcuno ora comincia a muoversi e a chiedere più trasparenza e coinvolgimento alle istituzioni provinciali. Dopo mesi e mesi di silenzio, e mentre sul sito che la Provincia ha dedicato al progetto (www.ferroviabrennero.provincia.tn.it) continua a campeggiare desolante la scritta “Il nuovo aggiornamento sullo stato del Progetto sarà consultabile non appena disponibile” (e l’ultimo aggiornamento del sito risale al 2007…) , a maggio sono stati ben 3 gli episodi degni di nota.

L’8 maggio l’assessore all’ambiente di Ala – comune che verrà interamente attraversato dalla tratta in galleria – si dimetteva in segno di protesta contro la presentazione blindata del progetto al consiglio comunale da parte dell’assessore provinciale Pacher.

Il 15 maggio era invece il consiglio comunale di Lavis al completo che approvava il no al progetto, che prevede il passaggio all'aperto del treno ad alta velocità per un chilometro e 300 metri sotto la frazione di Sorni.

Infine, al Festival dell’Economia è arrivata la bordata dell’economista Alberto Alesina: “Ritengo che i grandi progetti siano largamente inutili sia perché sono troppo lenti e sia perché anche nel lungo periodo non ritengo che quello di cui ha soprattutto bisogno l'economia italiana oggi sia il ponte sullo stretto di Messina o l'alta velocità. Io ritengo che sarebbe molto più positivo e fondamentale per l'Italia fare in modo di avere una giustizia che funziona e combattere la mafia e la camorra».

Come dargli torto?

Parole chiave: Tunnel del Brennero
sab 6 giu 2009 19:28 | 2 commenti (07.06.09 15:20).

Sinistri

Pensieri e parole per ritrovare la bussola (a sinistra).

di Tersite Rossi
12 interventi, l'ultimo il 09.09.09 20:32.

Parole chiave del blog

ambiente (1), Berlusconi (1), disabili (1), droga (1), Grillo (2), Noemi (1), PD (2), pensioni (1), primarie (1), scuola (1), Tunnel del Brennero (1)

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