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Uno zoo a Trento?

Giusi Ferrari

Trento ha bisogno di uno zoo delle Alpi, gestito dai cacciatori. Ci sembra giusto. Evidentemente è sempre più difficile avvistare nei nostri boschi gli animali che vi sono sempre vissuti di diritto... Evidentemente...

Ci siamo da poco inoltrati nell’Era dell’Acquario, la via del Tempo della Sapienza, ma evidentemente, ancora, ci piace imprigionare in gabbie d’oro, così ingannevoli da sembrare reali, non solo gli animali esotici, con buona pace per tutte le sofferenze che derivano dalla permanenza in un ambiente ostile rispetto a quello originario - si pensi ad un orso bianco a Buenos Aires oppure ai pinguini nell’acquario di Genova - ma pure quelli autoctoni.

Certo, vogliamo mettere, anziché farsi una bella escursione nei boschi, con tutta l’emozione che può dare lo scorgere gli occhi fantastici di un essere selvatico, così misterioso nell’autonomia della sua vita, farsi invece un bel giretto per quel di Casteller ed immergersi completamente nella finzione di un cartone animato, dove la privazione della libertà si mostra in forma tanto sottile per chi alla verità di tutta la sofferenza che comporta la prigionia, preferisce credere che quegli animali siano felici. L’ambiente, o è naturale o non lo è. Non esiste un "quasi" naturale.

Giusi Ferrari, LAV Trento

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Nello stesso numero:
Difendiamo la zona del Casteller
Direttivo WWF Trentino Alto Adige
In altri numeri:
Gardaland, gli animali non si divertono
LuigiCasanova

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