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QT n. 10, ottobre 2020 Trentagiorni

Fiemme e Fassa: la Lega sconfitta ovunquee

Forse è il segno di una inversione di tendenza, non solo politica ma anche culturale, vedremo nei prossimi mesi le scelte dei nuovi sindaci sui temi climatici, della mobilità e dell'assistenza sanitaria

I risultati delle elezioni comunali delle valli di Fiemme e Fassa sono stati sorprendenti. Non sempre è corretto generalizzare un voto su un territorio tanto ampio, in quanto ogni comune vive specificità proprie e protagonismi personali ben identificati. Ma non c’è dubbio alcuno: in ogni realtà dove la Lega, con i suoi rappresentanti ufficiali provinciali o di valle si è fatta viva sostenendo delle liste civiche ha perso, ed in modo netto.

Sergio Finato

È accaduto a Cavalese dove il centrodestra nelle ultime tornate superava sempre il 40% e non riusciva a vincere solo perché aveva da abbattere la corazzata centrista di Mauro Gilmozzi. In questo caso invece le liste della destra hanno raccolto un misero 26% di consensi e l’area centrista degli operatori turistici un incredibilmente modesto 17%; hanno vinto le due liste che sostenevano Sergio Finato. Liste di giovani, ricchi di alto profilo culturale e di energia, Ambiente comune e Bene comune i due significativi nomi delle rispettive liste. A trent’anni di distanza dalla sorpresa del 1990, quando una coalizione di centro sinistra ambientalista aveva conquistato uno dei feudi della Democrazia Cristiana, sembra ripetersi un coraggioso percorso di rinnovamento, questa volta non identificabile in sigle partitiche. Ed anche a Tesero la lista civica vicina alla Lega è uscita sconfitta, come del resto avvenuto nelle Ville, Carano, Daiano, Varena.

Sergio Finato

Ma la sorpresa vera e propria viene dalla valle di Fassa. L’Associazione Fassa, una coalizione di destra facente riferimento alla Lega e al consigliere provinciale Luca Guglielmi, è riuscita a perdere nettamente le elezioni per il Comun General, fino a ieri governato dalla senatrice leghista Elena Testor. Cinque anni di totale assenza progettuale, di visione, sono stati ben compresi dall’elettorato, che ha preferito premiare le liste giovani che facevano riferimento all’ex consigliere ladino Beppe Detomas. Per il candidato delle destre si erano spesi, oltre al consigliere ladino, anche Walter Kaswalder.

Ivo Bernard

In valle di Fassa la destra ha perso anche importanti comuni. Se a Moena il risultato era quasi scontato, vista la candidatura dell’ex sindaco Riccardo Franceschetti, che si era distinto per le sue incredibili assenze alla guida del comune e più recentemente dell’assessorato del Comun general, è importante il risultato di Campitello di Fassa. Ivo Bernard ha infatti nettamente sconfitto il marito della senatrice leghista, Stefano Sommavilla. Riguardo ai contenuti, il successo a San Jean del sindaco uscente Giulio Florian nei confronti della rappresentante di Associazione Fassa, Lara Battisti, è importante. La candidata infatti chiedeva un cambio radicale delle scelte di governo del centro Fassa, partendo dalle politiche ambientali. Fra i punti centrali delle sue proposte vi era la riapertura al traffico privato di tutte le strade di penetrazione delle valli laterali, Val San Nicolò e zona di Gardeccia. Il suo programma riprendeva la povertà politica espressa dai candidati in lista in cinque anni di presenza in Comun General: liberalizzazione, edificazione, ampliamento delle aree sciabili.

È possibile che il voto delle due valli segni una inversione di tendenza del territorio non solo politica, ma anche culturale, grazie ai tanti giovani eletti un po’ ovunque. Se davvero siamo in presenza di un dolce mattino, lo vedremo nei prossimi mesi, quando questi amministratori troveranno sul tavolo scelte strategiche da affrontare, specie sul tema dei cambiamenti climatici, della mobilità in valle, dell’assistenza sanitaria territoriale e del potenziamento del mondo della scuola.

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