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Si chiudono le porte del Teatro Portland. Ma l’eredità continua

APiedicastello si chiudono le porte del Teatro Portland. Porte rosse per 21 anni spalancate per accogliere le stagioni al venerdì sera con l’immancabile bicchiere di vino dopo gli spettacoli e i corsi di formazione per bambini e ragazzi e quelli per gli adulti. Laboratori e incontri, sogni ed emozioni. Sorrisi, abbracci e umanità. Raccogliendo, radicandosi nel quartiere, attorno ad una proposta originale una comunità fedele e curiosa. Quante cose sono successe, in quello spazio vivo raccolto ed intimo, per due decenni cuore pulsante della scena teatrale indipendente trentina. Anche se la scuola e l’attività della compagnia Arditodesìo proseguono, un altro importante capitolo della vita culturale cittadina si conclude.

A sancirne l’epilogo, due feste di chiusura dense di commozione, ma anche allegria e gratitudine. La prima, il 27 settembre, dedicata a bambini e ragazzi, con video, laboratori e scenette in compagnia di Paolo Vicentini. Mentre la seconda, il 17 ottobre, ha rappresentato il vero momento collettivo di saluto. “Una serata bellissima, con tantissimo affetto, - racconta il direttore artistico Andrea Brunello - iniziata alle 18 e continuata fino a tarda notte. Saranno passate più di 150 persone. Parecchi amici artisti sono venuti a lasciare una loro testimonianza e raccontare la loro esperienza al Portland. Abbiamo suonato, letto poesie, brindato, ricordato 20 anni di storie condivise. Un momento agrodolce, di grande malinconia ma allo stesso tempo di gioia: ci siamo accorti di quanta gente vuole bene al Portland”.

La festa d'addio del Teatro Portland

Lo spazio indipendente, diventato nel tempo punto di riferimento per la formazione teatrale, la produzione e la contaminazione fra teatro, scienza e comunità, non ha potuto sopravvivere all’aumento dei costi di gestione. “Il Teatro Portland era un luogo di aggregazione e ritrovo. Ci dispiace molto, ma le condizioni non erano più sostenibili. - allarga le braccia Brunello - Siamo un’associazione privata, abbiamo sempre coperto le spese col nostro lavoro. Costi e affitto continuavano a crescere, e stavamo cominciando a rimetterci. Ad ogni modo, l’affitto dello spazio era scaduto e stavamo cercando di capire come rinnovarlo. Ma i proprietari hanno altri progetti, di conseguenza non è stato possibile trovare un compromesso”. Così, con l’ultimo ciao nella sede di via Papiria, è finita un’epoca.

Ma non lo spirito del Portland. La scuola di teatro per bambini e ragazzi dai 7 ai 18 anni, infatti, continua a vivere, seppur in forma itinerante. “La tiene Paolo Vicentini. Abbiamo diversi spazi in affitto, come l’HarpoLab e il teatro di Gardolo. È tutto più piccolo, non avendo una sede, ma vogliamo continuare a seguire i nostri allievi, soprattutto i giovani e i giovanissimi”. E soprattutto prosegue, con ancora maggior centralità, l’attività della compagnia Arditodesìo. “Con progetti e tournée, ma soprattutto il festival 'Teatro della Meraviglia'. - evidenzia il direttore artistico - Stiamo preparando un’edizione molto interessante. Non avremo solo spettacoli, ma anche musica, performance, installazioni. E verranno coinvolti parecchi spazi cittadini. Un festival che si allarga sempre di più, anche grazie alla nostra riconosciuta leadership nel campo del teatro e scienza. La vitalità del progetto è confermata dal successo dell’ultimo bando, grazie al quale abbiamo ricevuto oltre 360 proposte. È un segno di grande interesse, che ci dà forza per andare avanti”.

Andrea Brunello

Si chiudono dunque le porte dello spazio fisico del Teatro Portland, della ventennale sede di Piedicastello. Ma non sulla sua eredità. Quella che per anni è stata una fucina di idee, incontri, comunità continua a vivere nella memoria collettiva, ma – soprattutto e concretamente – nei nuovi percorsi formativi e artistici. Perché sì, è sempre triste perdere un luogo che tanto ha dato a chi l’ha frequentato e vissuto. Ma è pure bello sapere che il seme lì piantato continuerà a crescere altrove. Nella speranza di trovare presto una nuova casa in cui tutto ciò che è stato possa tornare ad accadere.

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