Liste uniche e programmi-fotocopia
Le sconfortanti elezioni amministrative in Fiemme e Fassa.
Escluso il Comune di Predazzo, anche in valle di Fiemme e Fassa i cittadini saranno chiamati il 4 maggio al rinnovo delle cariche comunali. Per Fassa, sulla base di una legge regionale, si vota anche per il Comun General. Come accaduto un po’ ovunque nelle valli del Trentino, costruire le liste elettoraliè stato impegnativo .
Laddove vi è una lista unica - in Fiemme sei comuni su otto, in Fassa quattro su sei - si raggiungerà il quorum di votanti? Vista la diffusa e forse più che motivata disaffezione al voto, c’è il rischio che in alcuni comuni il sindaco non venga eletto e si vada al commissariamento dell’ente. Anche venisse eletto, il sindaco rappresenterà un’esigua minoranza dell’abitato: la maggioranza degli elettori, rimanendo lontana dai seggi, di fatto avrà siglato una sfiducia. Una situazione più che delicata. Ci si deve chiedere perché si è arrivati a questo punto.
Proviamo una prima risposta. Nelle valli dell’Avisio le liste rappresentano quasi tutte espressioni politiche rivolte a destra o comunque a sostegno dei poteri forti. Sembrerebbe chenon vi sia respiro per la cultura di sinistra o ambientalista, ma sappiamo che non è così. Queste aree non si presentano perché certe di finire in minoranza e la legge elettorale penalizza chi siede in minoranza.
Quel ruolo è oggi percepito come sfiancante, una umiliazione della democrazia. Sindaci e assessori impediscono sempre più l’accesso alle informazioni anche ai consiglieri; ritardano le risposte alle interrogazioni; rendono inutile l’istituto delle mozioni; creano negli uffici una barriera insormontabile nell’accedere a informazioni: certo ai cittadini, ma anche ai consiglieri.
In Fiemme e Fassa si registrano poi altre debolezze. Troppe candidature rappresentano storie personali logore, orgogli personali, alcuni rivestono cariche istituzionali da lustri, vedasi Mazzin, dove il candidato sindaco governa da 28 anni. Ma almeno in questo comune troviamo la proposta di una possibile alternativa. O Ziano di Fiemme.

I programmi sono tutti simili. Trionfa la parola sviluppo. Certo, accompagnata dall’aggettivo sostenibile. Sempre più aree sciabili, ulteriori strade, più agibili le demolizioni dei centri storici e di edifici di pregio. Quando questo è già stato ottenuto, ci si accontenta di proporre nuove pavimentazioni delle piazze o si diffonde la mania di asfaltature di strade poderali, vedasi Cavalese, Tesero, Ziano, Predazzo.
Attenzione al sociale? Certo, in favore ancora del turismo. Alloggi per il personale stagionale, possibilmente usando edifici pubblici dismessi e comunque con sostegno finanziario pubblico. O mascherando, come accaduto a Cavalese sul Cermis, deroghe in quota ad alberghi già imponenti, con alloggi previsti, si dice, per l’accoglienza del personale.
Di lavoro alternativo al turismo non se ne parla. Ecco quindi i giovani costretti alla fuga perché non ci sono prospettive lavorative di qualità, è impossibile l’accesso all’acquisto di un appartamento e gli affitti hanno costi sempre più insostenibili.
Un altro motivo tiene lontane le potenziali candidature di qualità. Diversi, troppi candidati sindaci sono emanazione diretta dei pochi poteri che decidono i destini dei paesi: industria dello sci, albergatori, immobiliaristi, Casse Rurali e studi tecnici. Altri candidati (vedasi Cavalese) escono da quindici anni di immobilismo o ripropongono candidature poco credibili, come l’ex segretario della Magnifica Comunità di Fiemme Carlo Betta già ricco di sconfitte nel passato.
Forse Tesero può alimentare un confronto serio. La sindaca uscente, Elena Ceschini, dovrà vedersela con una lista di combattenti che non si sono lasciati travolgere dal sogno olimpico e che hanno difeso il loro territorio: ad opporsi è Massimo Deflorian, già direttore di Anffas.
A Canazei è scontro. La destra, comunque una lista giovane, propone candidato sindaco Roberto Guglielmi, il gestore del Wurstelstand “Pippotto” - già il nome è un programma - che si oppone al sindaco uscente che esce da un mandato anonimo.
Un po’ diversa la situazione per l’elezione del Comun General. Certo, si scontrano due aree che si definiscono opposte, ma con programmi speculari. Neva Ual con Amedeo Valentini, dipendente della società Incremento Turistico Canazei Spa e maestro di snowboard si oppone alle due liste di Edoardo Felicetti, sorretto da una lista di giovani e una da ex amministratori di destra. Una candidatura debole: già sindaco a Moena, con la sua lista “Ega frescia” ha portato il paese a diventare una “fata dormiente”.
Anche prendendo spunto dagli esiti elettorali di questi territori, il dopo elezioni sarà tempo di bilanci e di attenzioni sul significato e valore di questa democrazia.