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E se dessimo il voto ai bambini?

Ho seguito sabato sera "l’Infedele" di Gad Lerner, dedicato ai minori, anzi ai bambini. Trasmissione molto interessante, che sfociava in una proposta controversa. Sul tipo di educazione da utilizzare nei confronti dei bambini gli interlocutori erano tutti d’accordo. L’educazione ideale è quella che precocemente aiuta la formazione dell’autonomia del bambino, l’esperienza del mondo, la capacità critica, il cavarsela da sé nelle situazioni più varie. Cominciando, per esempio, con le necessarie cautele e una preparazione pedagogica, ad andare a scuola da soli. Il che oggi non avviene nella massima parte dei casi. Il bambino viene caricato in macchina dal papà o dalla mamma, scaricato a scuola, ricaricato in auto per tornare a casa. Perché non mandarli a scuola da soli?

In alcuni Comuni delle Marche, ma anche a Milano e a Roma, l’esperimento è avviato con ottimi risultati. Sono soddisfatti i bambini e i genitori e, quel che più conta, comincia a cadere quello scudo di protezionismo che rende indifesi, impreparati i nostri figli di fronte alle difficoltà della vita. Su questa prima parte della trasmissione hanno manifestato il loro assenso pedagogisti, psicologi, studiosi di sociologia, uomini politici, filosofi, economisti e anche genitori.

Nella seconda parte si è affrontato il problema dei diritti dei bambini, che sono persone giuridiche e godono di tutti i diritti della Costituzione, ma non possono votare fino alla maggiore età. E’ un bene o un male? Cosa cambierebbe per i bambini, per i genitori, per i partiti politici e per la democrazia se anche i bambini potessero votare, non direttamente, ma per il tramite dei genitori? Costoro prendono decisioni per conto dei loro figli minori assai più gravi che non il voto: per esempio la scuola da frequentare, il tipo di corso di studi da seguire, se educarli a una religione piuttosto che a un’altra. Perché non dovrebbero anche poter votare per loro, attribuendo un voto in più per ogni figlio minore?

Non è una proposta molto stravagante: ce n’è una simile in discussione al Bundestag tedesco. Si pensa che così facendo i genitori prima di votare rifletterebbero di più sulla scelta da compiere, premiando quei partiti che hanno dimostrato nei fatti di avere una politica lungimirante, di pensare al futuro, di investire programmi concreti nella gioventù.

E’ possibile. La proposta è davvero interessante. Si può obbiettare che in genere l’elettore è già convinto della scelta da fare, e pensa che il suo partito sia quello che fa meglio l’interesse dei suoi bambini. Un elettore di Forza Italia che ha tre figli esprimerà così 4 voti a favore di Forza Italia. Un elettore dell’Ulivo invece con tre figli darà 4 voti all’Ulivo. Cosa cambierà dunque? Nulla, credo. Ma può darsi che i Partiti siano stimolati seriamente a elaborare politiche serie per i giovani e a realizzarle. E’ una proposta certamente da discutere.

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