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Alla disperata ricerca di un sindaco

Un piccolo comune di Fiemme - Daiano - e un campo di golf che bisogna fare ad ogni costo. Auspice Mauro Gilmozzi.

Le amministrazioni comunali di Daiano da due decenni sono fra le più tormentate della valle di Fiemme: situazioni di incertezza con fratture all’interno delle liste di governo, oppure candidati sindaci autolesionisti che descrivono gli elettori come dei mafiosi (2000), e nell’ultima tornata la sonora e significativa sconfitta di Elvio Partel, candidato sindaco unico, Scario della Comunità di Fiemme, che nonostante l’importante carica rivestita in apnea aveva raggiunto il 30% dei voti utili.

L'assessore provinciale (ed ex sindaco di Cavalese) Mauro Gilmozzi.

Il 6 novembre si torna a votare nel tentativo di ritrovare qualche minima certezza. Ritorna in campo un candidato forte, Laura Bignardi, già sindaco dal 1994 al 2000, albergatrice, entusiasta fan dell’assessore all’ambiente e urbanistica della Provincia di Trento, Mauro Gilmozzi, sostenuta da una lista fotocopia di quella arenatasi nell’astensione sei mesi fa, una lista portatrice di interessi forti.

Fino a pochi giorni fa sembrava dovesse ripresentarsi una sola lista: nel piccolo borgo era ritornato il mal di pancia, prevaleva l’impossibilità di digerire una simile proposta con candidati praticamente già bocciati poco tempo prima, e si stava riorganizzando il partito dell’astensione. Avuto sentore dell’umore del paese, si è invece trovata la soluzione, una nuova lista, una lista civetta guidata da un personaggio nuovo, il responsabile del marketing di una importante azienda di valle, Roberto Vanzo.

La lista si presenta come una compilation di giovani con un programma costruito più su slogan che su obiettivi precisi: riqualificazione del turismo, valorizzazione del territorio, creazione di nuovi posti di lavoro.

Attraverso quali percorsi politici si attueranno questi obiettivi, non è dato saperlo. E’ una lista costruita in fretta ed anche in questo passaggio sembra che l’impronta di Gilmozzi sia stata decisiva: non si vuole ripetere l’esperienza del commissario e due liste porteranno quasi sicuramente nelle secche l’azione degli astensionisti.

Ma perché tanta attenzione su questo paesino, e perché lo scontro fra residenti è tanto pesante? Perché non è possibile trovare una soluzione politica al dissenso e costruire una vera lista alternativa invece di accontentarsi del misero sabotaggio?

Una parte della risposta la troviamo nella crisi di identità dei piccoli comuni trentini: certe municipalità incapaci di progettualità, di offrire risposte sociali, devono accontentarsi di sostenere le lobby dei grandi poteri, l’edilizia e gli albergatori in questo caso.

Daiano

La risposta alla prima domanda è ancora più semplice. Da quindici anni si lavora per trasformare l’ampia distesa prativa che da Daiano scende verso Carano e Cavalese in un campo di golf. La proposta era stata accantonata dalla precedente giunta provinciale grazie all’interessamento dell’assessore Robeto Pinter.

Ma oggi Gilmozzi vuole riprendere il cammino bruscamente interrotto e per fare questo ha bisogno di avere un Consiglio comunale che appoggi l’iniziativa, che esprima un parere positivo, possibilmente unanime. Già sa di trovare il consenso nell’attuale maggioranza di Carano, Cavalese è praticamente nelle sue mani, e con quest’ultimo passaggio - quello delle due liste fotocopia - il prato per il golf non poteva risultare meglio coltivato. Solo in questo piccolo particolare amministrativo troviamo presenti gli scopi veri del prossimo confronto elettorale: la capacità della lettura politica e sociale del territorio sembra andata definitivamente perduta, e, in simili condizioni, immaginiamo quanta importanza si possa offrire ai reali bisogni della popolazione...