Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Scuola: la riforma di Salvaterra

Francesco Laterza

Il tentativo attuale dell’assessore Salvaterra di normare in modo abbastanza organico le questioni della scuola, certamente va apprezzato e incoraggiato. Però la sostanza ordinamentale di cui si permea lo schema di disegno di legge proposto, potrà essere tanto più condivisibile e modernamente efficace quanto più riuscirà a liberarsi da alcune pericolose scorie dell’Intesa P.A.T.-M.I.U.R. Uno dei punti di forza più evidenti di questa recente intrapresa provinciale sta proprio nel fatto che finalmente la P.A.T. cerca di imboccare una strada nuova che potrebbe tutelarla più puntualmente dalle nefaste scorribande normative della Moratti.

La fase dell’Intesa parrebbe ormai superata, con buona soddisfazione dei tanti operatori scolastici che a suo tempo non ne hanno condiviso l’opportunità, pur riconoscendo però al governo della Provincia la saggezza di aver posto l’Intesa come un percorso sperimentale e opzionale, per nulla obbligatorio.

Per quanto attiene al corredo istitutivo e, soprattutto, alla sistemizzazione organica delle singole istituzioni scolastiche, l’impianto generale sembra buono, decisamente proiettato verso una democratizzazione interna meno proclamatoria e populistica rispetto al passato, ma più tendente invece all’efficacia di gestione (e di produzione), insomma un impianto ammodernato e al passo con i tempi. Vengono recuperati i principi innovativi della grande stagione degli anni ’70 (partecipazione democratica, collegialità dell’azione educativa e formativa) e coniugati con il modernissimo processo di autonomia, arricchito quest’ultimo dalla nuova configurazione amministrativa di trasparenza, efficienza ed efficacia, responsabilità diretta, ecc.,fermentata a partire dalla legge 241 del 7 agosto 1990 e assestatasi definitivamente in quello strumento di grande compendio per il settore pubblico che è il decreto legislativo n°165 del 30 marzo 2001.

Come documento fondamentale costitutivo dell’unità scolastica, risulta buono il cambio dal Progetto di Istituto allo Statuto dell’Istituzione Scolastica, documento questo meno tecnico, ma certamente di maggiore valenza giuridico-istituzionale. Il Progetto di Istituto rimane nel sistema, ma assume posizione in corollario insieme con la Carta dei Servizi: così si evita il quasi doppione Carta dei Servizi e Regolamento di Istituto, e si introduce, come già detto, lo Statuto. In altre parole, se si riflette, e a prescindere dall’eccessiva ridondanza descrittiva che va certamente corretta, non è di poco conto il passaggio dalla terna documentaria Progetto di Istituto + Regolamento di Istituto e Carta dei Servizi alla nuova terna Statuto…+ Progetto… e Carta dei Servizi.

Allo stesso modo va apprezzata l’innovazione della disciplina sugli Organi Collegiali della scuola. La proposta di non definire i Consigli di Classe o Interclasse non significa abolizione dei necessari momenti di riflessione interna sulle specifiche situazioni di gruppi o di singoli alunni, ma vuole essere certamente un riconoscimento all’autonomia organizzativa delle singole istituzioni scolastiche. Persino il cambiamento di terminologia del Consiglio (che passa da Consiglio di Circolo o Istituto a Consiglio dell’Istituzione Scolastica) e del Dirigente (che passa da Dirigente Scolastico a Dirigente dell’Istituzione Scolastica) sottende una profonda svolta di teoria generale del diritto, in senso di chiarificazione democratica.

Molto opportuna risulta anche l’eliminazione di fatto della più che inutile Giunta Esecutiva, sostituita efficacemente dall’opera del funzionario amministrativo che nello schema interviene direttamente con compiti di Segretario del Consiglio dell’Istituzione. Buoni anche gli altri punti di razionalizzazione del Consiglio: la durata in carica che passa da tre a cinque anni e la sua composizione che, dai precedenti schemi a 14 oppure 19, passa definitivamente a 11 membri.

Senz’altro buona ogni altra operazione di snellimento dell’intera disciplina, che comunque preserva in sé e ammoderna i principi del sistema comunitario scolastico affiorati per la prima volta con i Decreti Delegati del maggio ’74.

Buono l’avvicinamento concreto agli enti locali ed ai "soggetti che costituiscono espressione del mondo culturale economico e sociale". Buono lo stimolo ad una efficace articolazione del Collegio-docenti in gruppi di lavoro, dipartimenti, aree disciplinari e quant’altro (art. 11). Buono l’impegno promozionale della Provincia di favorire lo sviluppo delle associazioni professionali degli insegnanti "quale luogo di confronto sulle tematiche della scuola" (art. 10, c.3).

Fra le cose, invece, che più vistosamente non si possono accettare in questo schema legislativo vi è certamente quell’arzigogolato principio del "diritto-dovere all’istruzione", di pura marca morattiana, che verrebbe a sostituire il principio costituzionale della obbligatorietà. Infatti, l’escogitazione della Moratti (l. 53 del 2003) rappresenta una di quelle gravi scorribande compiute dall’attuale Governo in direzione di uno sfrenato liberismo privatistico, ai danni della moderna visione sociale prospettata dalla Costituzione Italiana. In riferimento all’Istruzione di base, l’art. 34 della nostra Costituzione parla di obbligatorietà coniugata con la gratuità, laddove non è poi tanto difficile capire che l’obbligatorietà (proprio perché si lega indissolubilmente con la gratuità) non si riferisce esclusivamente ai genitori, bensì ingloba anche l’obbligo economico-sociale dello Stato. L’esercizio del diritto-dovere, invece, batte l’accento esclusivamente sul soggetto-individuo, senza per nulla riferirsi al soggetto pubblico. Perciò, su questa questione di fondo ci aspettiamo un ripensamento da parte dell’Assessorato Provinciale di Trento, che serva a girare le spalle definitivamente alla pericolosa ideologia superprivatistica e anticostituzionale della Moratti.

Francesco Laterza
dirigente scolastico dell’I.C. "Isera-Rovereto"

Commenti (0)

Nessun commento.

Scrivi un commento

L'indirizzo e-mail non sarà pubblicato. Gli utenti registrati non devono inserire altre verifiche e possono modificare il proprio commento dopo averlo inserito.

Riporta il codice di 5 lettere minuscole scritto nell'immagine. Puoi generare un nuovo codice cliccando qui .

Attenzione: Questotrentino si riserva la facoltà di cancellare commenti inopportuni.