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Piana Rotaliana fra asfalto e sapori

Due iniziative contrastanti: un percorso eno-gastronomico e l’ennesimo intervento sulla viabilità.

Anche nella Rotaliana una strada del vino e dei sapori? Sette comuni, da Zambana fino a Roverè della Luna passando per Faedo, si sono fatti promotori del comitato al quale partecipano soggetti privati e pubblici della zona. Una trentina di persone, rappresentanti delle Pro loco, delle cantine sociali e private, dei commercianti, ecc. hanno espresso una rappresentanza con il compito di disegnare il percorso e di stendere il progetto da sottoporre a mamma Provincia per il finanziamento.

Il castello di Monreale.

Nel frattempo, paradossalmente, uno dei tratti più vocati per il futuro percorso, la strada comunale che porta al castello di Monreale e da lì fin sulla bella collina di Faedo, sta per essere coperta da un manto d’asfalto. Tra i promotori della strada del vino e dei sapori (capofila Mezzocorona) anche alcuni dei comuni che hanno tentato di allestire un progetto di patto territoriale, altra modalità per ottenere finanziamenti pubblici aggiuntivi, patto che però, nonostante il favorevole (per i contributi s’intende) clima elettorale, è stato, almeno per il momento, accantonato. Diversamente dalla legge sui patti territoriali che prevede (in teoria per le sole zone svantaggiate) consistenti finanziamenti di opere pubbliche e d’investimenti privati, la normativa sulle strade del vino e dei sapori limita l’intervento finanziario pubblico alla sola progettazione.

La "moda" delle strade del vino e dei sapori arriva dalla Toscana dove, sulle colline del Chianti, sono stati individuati degli itinerari in grado di intercettare il turismo enogastronomico, quello attratto dalle tradizioni del vino o di altri prodotti gastronomici purché accompagnate da un piacevole paesaggio agricolo. E nella Rotaliana i sapori non mancano: dai vini pregiati agli spumanti, dalle mele agli asparagi bianchi di Zambana. Quello che manca spesso è la capacità di conciliare tutto questo con l’altra parte dell’economia: l’artigianato, l’industria e i servizi che spingono verso un consumo spesso disordinato e inutile di territorio. Se ben utilizzata, l’idea della strada del vino e dei sapori, oltre che un’occasione in più per l’economia locale, potrebbe rappresentare anche uno stimolo verso una maggior tutela del residuo paesaggio rurale.Una bella scommessa quindi per la Rotaliana, zona fortemente urbanizzata ma con ancora ampi tratti di terre vocate all’agricoltura. Ma, se il bel giorno si vede dal mattino, l’idea di asfaltare la strada del castello Monreale (l’antico Konisberg), non invita all’ottimismo.

"Il fatto è - ci spiega il sindaco di Faedo, Bruno Faustini - che la strada comunale, così com’è, non potrà sopportare il traffico dei camion che si apprestano ad allargare i vigneti dell’azienda agricola Monreale". Infatti, i proprietari hanno ottenuto l’autorizzazione ad estendere di un’altra decina di ettari l’attuale vigneto a monte del castello e il comune vede di buon occhio tale iniziativa che serve a mantenere elevata l’immagine vitivinicola del piccolo paese. Il proprietario dell’azienda si è reso disponibile a sostenere in proprio il costo (circa 160.000 euro) dei lavori; qualche malizioso sostiene che potranno essere almeno in parte ripagati della vendita della ghiaia di risulta proveniente dalla bonifica. Faedo - è la tesi dell’amministrazione comunale - con l’asfaltatura e l’allargamento anche di un tratto superfluo per l’azienda ma richiesto dal comune, vedrebbe risolto per lungo tempo il problema della manutenzione della strada che, nella parte più alta, è posta a servizio di qualche vigneto dei paesani.

Resta il fatto che, parallelamente all’iniziativa dell’azienda Monreale, il comune di Faedo ha presentato domanda di finanziamento dei lavori al servizio infrastrutture agricole della Provincia motivandola con il fatto che l’opera rappresenta una valida alternativa all’attuale provinciale per Faedo; la provinciale è stata però appena ampliata e migliorata, ovviamente a spese della Provincia. Nei patti stretti con l’azienda agricola Monreale, qualora la Provincia conceda il contributo richiesto, è previsto che la somma sarebbe immediatamente girata al privato a parziale ( 80%) rimborso delle spese.

Al di là delle valutazioni sull’effettivo interesse pubblico dell’opera, l’asfaltatura sembra incompatibile con la presenza del castello ancorché non particolarmente ben mantenuto. Il comune ci conferma la presenza, nei dintorni del maniero, di una fascia di rispetto sottoposta alla vigilanza del Servizio beni culturali, che quindi è chiamato a esprimere un parere sulla fattibilità dei lavori stradali. Se il progetto verrà autorizzato, durante la prima fase dei lavori la strada verrà comunque asfaltata e solo successivamente, se il Servizio beni culturali lo imporrà, verrà prevista una diversa pavimentazione, quanto meno nel tratto più prossimo al castello.