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La Provincia come un maso di famiglia

Uno sconcertante scandalo in materia di energia

La competenza sull’energia, di cui la Provincia di Bolzano è entrata progressivamente in possesso, è diventata un luogo cruciale dell’intreccio fra economia e politica in Alto Adige. Anziché lasciare le centrali ai comuni e ai produttori locali, facendoli consorziare fra di loro, la Provincia ha deciso a suo tempo di creare una società propria, chiamata Sel, in cui nel corso degli ultimi anni ha fatto confluire grandi masse di denaro pubblico. Essendo la Provincia anche l’ente che attribuisce le concessioni, indice le gare e crea le norme, si è trovata in un conflitto fra due funzioni inconciliabili tra loro. Manca la trasparenza degli atti, è stato spesso detto dall’opposizione. E i comuni in cui si trovano le centrali si sono spesso sentiti danneggiati proprio da chi doveva essere il garante e invece favoriva, con norme e denaro, la propria società. La Sel, dal canto suo, non è riuscita, sopravvalutando il proprio potere, a contrattare adeguatamente la cessione di centrali con le grandi società di Edison ed Enel, facendosi imporre clausole capestro e basando la propria posizione di forza - rivelatasi debolezza - sulla certezza di vincere tutte le gare.

La storia è vecchia, ma quest’estate è emerso qualcosa di nuovo. Nel corso di un’inchiesta giudiziaria, aperta in seguito ad un esposto di due consiglieri comunali dei Freiheitlichen di Campo Tures, è stato iscritto sul registro degli indagati nientemeno che il vicepresidente della giunta provinciale, Hans Berger, per la sua partecipazione in società e finanziarie legate alla produzione di energia alternativa venduta ad alcuni comuni altoatesini. Tramite una fiduciaria di Verona, la AF Spa Fiduciaria, Berger avrebbe operato da imprenditore privato nel settore dell’energia alternativa rimanendo dietro le quinte. Come assessore, però, poteva favorire i propri interessi.

Nel corso dell’inchiesta sono emersi fatti sconcertanti riguardanti il vertice di Sel. In particolare, il direttore amministrativo risultava in possesso del 27 per cento della Borgone Srl in Val di Vizze attraverso la fiduciaria Af, quota poi ceduta al fratello. Vi erano state inoltre trattative con un’altra società, la Stein an Stein, che poi non era stata acquistata.

Michl Laimer, assessore provinciale all’Ambiente

L’inchiesta ha fatto emergere forti irregolarità e comportamenti che hanno destato scandalo. La politica ha resistito, con difese del presidente Durnwalder (sentito anche dalla Procura ma non indagato), e dell’assessore all’ambiente Michl Laimer (idem e poi indagato). In Consiglio provinciale, il 5 ottobre, una mozione dell’opposizione chiede la rimozione del vertice di Sel ma viene respinta per un solo voto. A favore vota anche un consigliere Svp, ex-sindaco; contro, Svp e Pd. Poche settimane dopo anche Laimer finisce sul registro degli indagati, per due concessioni. Mano a mano che l’inchiesta procede, emerge una situazione che fa pensare ad un vero sistema. È l’ipotesi su cui lavora la procura. Un gruppo piccolissimo contornato da consulenti a caro prezzo. In novembre il presidente della Sel Klaus Stocker e il presidente del collegio sindacale Klaus Pircher hanno dovuto andarsene. Il direttore invece è in aspettativa, sembra protetto dall’assessore Laimer. Perché?

Il deputato Zeller racconta oggi che nel 2008 lui e il collega Brugger fecero da pacieri fra Enel e Sel, perché Rainer si era comportato con prepotenza, rovinando i rapporti fra le due società. Ora i nemici interni al partito fanno girare la voce che i due parlamentari siano sul libro paga dell’Enel. Loro smentiscono infuriati. Infuriato è anche Laimer, che risponde alle contestazioni fatte dai Verdi; senza smentire nulla, ma anche senza chiarire nulla. L’intera faccenda scuote l’opinione pubblica, che non è abituata a vedersi raccontare storie dal sapore “italiano”. In questo clima, la Sel è in difficoltà e molto denaro pubblico in pericolo. D’altro canto come aspettarsi che la vecchia dirigenza sia sostituita degnamente prima che siano chiarite le relazioni fra Sel e politici?

Soldi e successioni al vertice

Klaus Stocker, presidente della Sel

In - provvisoria- conclusione, si devono fare tre considerazioni. La prima è che in questo campo ci sono in gioco tantissimi quattrini (si tratta di energie rinnovabili) e in un sistema non trasparente è possibile che ci sia chi ne approfitta per giocare su due tavoli. Un mariuolo? Diverso sarebbe se si trattasse di un sistema, reso possibile dalla sensazione di impunità che ha chi intrattiene legami strettissimi con un potere politico che poco si cura della trasparenza.

Il secondo aspetto riguarda la politica e la sua funzione: la Provincia è nello stesso tempo proprietaria della società Sel, fondata qualche anno fa tra le polemiche e i dubbi di legittimità rispetto alla normativa europea sulla concorrenza, ma è anche l’ente deputato a dare le concessioni alle nuove centrali. Ciò ha dato origine ad un fortissimo conflitto fra i comuni sul cui territorio si trovano o vengono costruite le centrali e la Svp provinciale. Si dovrebbe dire la Provincia, ma qui neanche il Pd riesce a incassare le sue quote di sottogoverno come negli altri settori. Si è avuta spesso la sensazione che, invece di fare della competenza in questa materia un modo per favorire i cittadini, si sia voluto creare un centro di potere economico, una piccola area di privilegio per pochi.

Hans Berger, vicepresidente della Giunta provinciale

Terzo aspetto, di cui ancora non è chiaro il peso, ma che certamente non è da poco, è il fatto che lo scandalo, che continua a emergere di giorno in giorno dalle indagini giudiziarie e dalle pagine dei giornali Tageszeitung e Dolomiten, viene alla luce in un periodo in cui si sono aperte le grandi manovre per la sostituzione dell’attuale presidente della giunta Durnwalder. Questi non ha affatto detto di non volersi ricandidare alle prossime provinciali, ma certo è in un momento in cui appare alquanto debole e soprattutto attaccabile (per il compleanno festeggiato a Castel Tirolo e l’invito a pagarne le spese fatto alle associazioni che ricevono contributi dalla Provincia; per l’indennità superiore a quella del presidente americano, introdotta con un emendamento nel bilancio e rivendicata a muso duro in virtù dei propri presunti meriti; e per gli atti di prepotenza in materia di toponomastica e monumenti fascisti, che sembrano, insieme agli affari nelle grandi opere, l’unico suo pensiero, mentre l’Italia e l’Europa stanno affondando).

Ora gli aspiranti alla successione partono all’attacco. Suo e dei concorrenti. Le loro linee politiche sono oscure, almeno quanto la sua. Berlusconi sosteneva che governare l’Italia è come dirigere un’impresa. La Svp sembra governare il Sudtirolo come un maso di famiglia.