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Quei 10 milioni buttati

Mentre il Trentino arranca, Rossi sbraca: 10 milioni per la LaVis, un’azienda decotta. L’etica economica stravolta solo per ribadire il proprio potere di Presidente.

A Ugo Rossi non è andata bene. Come avevamo riferito nel numero di maggio (“10 milioni targati Rossi”), il presidente della Giunta si è personalmente impuntato per fare arrivare il ricco contributo alla LaVis. Però, oltre a un’incerta opposizione dell’alleato PD (su cui ritorneremo), si è trovato di fronte una serie di sdegnate riprovazioni nella società e nella pubblica opinione. E anche i quotidiani, adusi a spacciare per informazione le veline della Cantina, (ricordiamo titoli come “LaVis: bilancio col segno più” e “Il rilancio in atto”, a commento del bilancio 2012-13, chiusosi invece con una perdita, ignorata dalla stampa, di 6.743.669 euro), si sono messi a criticare aspramente Rossi e - addirittura! - a leggere i bilanci della Cantina evidenziando la montagna di debiti.

Il fatto è che quel maxi contributo è un insulto alla politica economica e all’etica istituzionale, oltre che uno schiaffo all’insieme della popolazione trentina, chiamata a sopportare tagli e sacrifici, dagli infermieri alle maestre d’asilo, dai vigili alle biblioteche, e che qui invece si trova costretta a pagare di tasca propria (40 euro da ogni singolo contribuente) un aiutino, anzi un aiutone, fuori dal senso comune.

L’economia

Ugo Rossi

Dunque, la politica economica anzitutto. L’esperienza della crisi ha dimostrato l’illusorietà degli aiuti alle aziende in difficoltà sotto forma di lease back. E quello alla LaVis è appunto un lease back, cioè un finanziamento corrispondente all’acquisto da parte dell’ente pubblico della sede (capannone o altro) dell’azienda, che dovrà poi pagarne l’affitto e, superata la crisi, restituire il finanziamento riacquistando l’immobile. In teoria un meccanismo perfetto: l’azienda con il contributo abbatte i debiti, ottiene il respiro per superare il momento di crisi e poi ritorna alla situazione di prima; l’ente pubblico vede comunque remunerato il capitale attraverso l’affitto e se le cose dovessero andare male si troverebbe con l’immobile in proprietà. Questa però è la teoria; la pratica è diversa: se l’azienda indebitata non è strutturalmente più che sana, si ritrova a vedere gravati i propri conti anche dell’affitto e quindi, dopo una breve ripresa, affonda definitivamente, mentre l’ente pubblico si ritrova sul groppone degli immobili dalla scarsa utilizzabilità, che aveva generosamente sopravvalutato. Insomma, ha solo buttato via denaro. È stato questo il caso di una lunga serie di interventi provinciali, dal Caseificio Fiavè alla Whirlpool, tutti risoltisi con la chiusura dell’azienda. Il lease back era finito sotto accusa e dopo un dibattito acceso si era stabilito di non utilizzarlo più. E Rossi, ora, che fa?

Investe altri 10 milioni in un’azienda, come la LaVis, senza speranze, che, dopo gli anni delle follie della gestione Peratoner, in quelli del “risanamento” del commissario, poi amministratore delegato Marco Zanoni, ha registrato solo bilanci in passivo, “27.476.249 di euro negli ultimi quattro anni”, come certifica la revisione cooperativa; e che ha sulle spalle debiti per oltre 120 milioni (di cui 78 verso banche e finanziarie, gli altri verso soci e fornitori), e si trova pure con 18 milioni di capitale circolante negativo (cioè, oltre i debiti pregressi, continua a bruciare soldi a palate). Insomma, una negatività totale, per la quale i 10 milioni di Rossi sono un pannicello caldo, utile a tirare avanti qualche mese e remunerare lo stesso Zanoni (con un ammontare tenuto nascosto ai soci della coop, e che a noi risulta, con i vari benefit, attorno ai 400.000 euro l’anno) e lo stuolo di consulenti che si è tirato appresso.

Questa la realtà. Cui hanno tentato di fare violenza le veline diffuse a piene mani da Zanoni e amplificate in questi anni dalle pagine economiche dei quotidiani, e ora dalle bolse chiacchiere dei politici. Panizza, senatore Patt: “LaVis ha imboccato la strada giusta e ha raggiunto e consolidato risultati significativi”. Conzatti, segretaria Upt: “Una scelta di risanamento partita con la nomina del commissario Zanoni, uno sforzo che sta cominciando a dare i suoi frutti” (!!). Per non parlare di Rossi, che per sembrare super partes s’inventa “l’obbligo per la Cantina di abbandonare le illusioni di fare il terzo polo del vino trentino”, come se oggi il problema di LaVis non fosse la mera sopravvivenza; e gli altri attori del sistema vitivinicolo trentino non ne temano invece i disperati tentativi di gettare fumo negli occhi, vendendo vino trentino sottocosto a prezzi improponibili e squalificanti, pur di poter vantare aumenti di fatturato (e di perdite, ma a quelle ci pensa poi Rossi).

Insomma, una situazione disastrata, con cui la politica si rapporta con sconcertante dilettantismo, quando non in aperta malafede. Il culmine lo raggiunge Tiziano Mellarini dell’Upt, assessore alla cooperazione e proponente della delibera dei 10 milioni: “Attorno alla Cantina vivono molte famiglie, e molte zone rischierebbero di essere abbandonate dalla coltivazione dei vigneti”; insomma, ci sarebbe la desertificazione. Mellarini, per favore, non faccia il furbo: sa benissimo che i contadini, se chiudesse la LaVis, conferirebbero in una delle tante altre cantine circostanti, sociali o private, e venendo remunerati molto meglio!

L’etica

Si è toccato il fondo? Non ancora. Perché, come abbiamo documentato da oltre tre anni, sul giornale e in tribunale, la LaVis non rappresenta solo un caso di malaccorta gestione industriale, ma di malaffare. Abbiamo documentato due casi: l’accordo scellerato con Isa per l’acquisto di Casa Girelli, con un immotivato regalo di 4 milioni alla finanziaria del vescovo; e la sparizione di milioni e milioni di bottiglie in un’azienda americana (la Fine Wine International) che importava vino e mai pagava. Quando i soci detronizzavano i responsabili di questa autentica spoliazione (Peratoner, Giacomoni, Andermarcher) e nominavano nuovo presidente Vittorio Brugnara, che proclamava di voler ricontrattare il debito con Isa, fare causa a Peratoner & C e verificare le cose in America, Dellai immediatamente commissariava la Cantina sgomberando Brugnara e insediando Zanoni. Che subito riassumeva in posizioni di vertice Peratoner e Andermarcher, dichiarava intoccabili gli impegni con Isa, accettava impassibile le perdite americane iscrivendo 7 milioni di perdite a bilancio prima, e riannodando i rapporti con FWI poi.

Un’assoluta continuità con la precedente malagestione, condita con un surplus di aggressività: a noi che denunciavamo queste cose, Zanoni riservava due denunce, in sede penale e civile.

Il tribunale però si è rivelato per tali pessimi amministratori un terreno di battaglia temerario: Peratoner e soci sono stati condannati a 8 mesi di reclusione, la Cantina ha patteggiato 25.000 euro per “ostacolo alla vigilanza”, la querela in sede penale contro QT è stata archiviata (il procedimento civile è ancora in corso), la contabile di Casa Girelli, licenziata in tronco da Zanoni nei giorni della redazione del bilancio, vince in primo e in secondo grado la causa di lavoro e LaVis viene condannata per illegittimo licenziamento.

Una débacle, che ora si tramuta in farsa. Con l’acqua alla gola, Zanoni è costretto a piatire il contributo in Provincia, “È per l’ultima volta”- dichiara, ed evidentemente non può farlo senza prendere le distanze dai precedenti amministratori ormai condannati; ed avvia lui, dopo quattro anni di inerzia, un’azione di responsabilità contro Peratoner, Giacomoni e Andermarcher, nonché il collegio sindacale di Casa Girelli. E su quale base? Sulle stesse accuse di Questotrentino: “Hanno utilizzato FWI per convogliare le passività maturate e registrare nel contempo ricavi fittizi... i beni e i servizi non vengono mai pagati dalla società estera...” ecc, in pratica gli stessi rilievi, in alcuni punti con le stesse parole, effettuati da noi, per i quali Zanoni si è proclamato diffamato avviando dei procedimenti giudiziari uno dei quali ancora aperto!

È a costui che Rossi dà ancora fiducia? E ulteriori dieci milioni dei soldi di tutti? Ma non è ancora finita.

Abbiamo detto come la LaVis sia già stata riconosciuta colpevole di ostacolare la vigilanza cooperativa. Vigilanza che peraltro ha ritenuto sballate diverse cifre del bilancio della Cantina, continuamente correggendo, fra l’altro, fantasiose valutazioni del valore degli asset proprietari. Zanoni si è più volte scagliato contro la Revisione e in particolare contro il responsabile, dottor Enrico Cozzio, andando anche in cerca di più favorevoli valutazioni da parte di professionisti privati. Poi, alla prova dei fatti, cioè della vendita sul mercato di terreni e aziende, non è riuscito a realizzare nemmeno i valori indicati da Cozzio. Insomma, sui bilanci di LaVis gravano pesantissimi dubbi, che non sono frutto di chiacchiere da bar, ma sono messi per iscritto dall’autorità preposta alla Vigilanza. E Rossi vuole premiare un’azienda che sistematicamente pratica una tale opacità?

Il culmine (peraltro in attesa di quanto succederà con il bilancio 2013-14) lo si è raggiunto in questi mesi. In data 7 marzo la Vigilanza cooperativa ha chiesto alla Provincia la nomina alla LaVis di una sorta di commissario affiancatore perché risolva delle gravi irregolarità: la Cantina, pur con un bilancio in perdita, ha infatti proceduto al pagamento degli interessi ai soci sovventori! In soldoni: con un bilancio in perdita, ha distribuito utili, utili quindi che non esistono. Il che è un’enormità, contro la logica e soprattutto contro la legge.

E la Provincia che ha fatto, dal 7 marzo? Ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica? Ha risposto alla Vigilanza? E come mai non ha provveduto alla nomina del Commissario affiancatore? Rossi è a conoscenza di tutto questo? Ne sono a conoscenza gli assessori della sua Giunta? E ciò nonostante regalano 10 milioni a questa gente, che ne fa di cotte e di crude?

Hanno perso tutti

In questa vicenda escono tutti perdenti. Anzitutto ha perso Ugo Rossi. Il quale, attraverso un indubbio dinamismo, una profonda rivisitazione delle ultime megalomanie dellaiane e un buon rapporto con Bolzano, era riuscito a crearsi una certa credibilità, supportata anche dalla sintonia subito dimostrata con L’Adige e il suo direttore Giovanetti. Ora invece questo strappo ha evidenziato in maniera chiarissima una radicata mentalità clientelare dell’uomo, che già si era vista in altri atti (vedi il salvataggio dell’avventura immobiliare Corti Fiorite dell’imprenditore Dalle Nogare, attraverso lo schermo dell’acquisto - a prezzi incongrui - da parte del Social Housing); che già si vedeva all’opera in tutta una serie di nomine di modesti yes man imposti in spregio alla recente legge; e che qui è stata imposta con piglio sprezzantemente autoritario. La scena, trasmessa dalle tv, della conferenza stampa in cui il presidente si alza a deridere e zittire l’assessora Borgonovo Re che si sforzava di porre qualche condizione, è emblematica di un uomo che intende la politica e il potere coincidente con l’autorità e la clientela. In barba agli alleati e al buon senso. Anzi, il potere lo affermi se riesci a esercitarlo contro gli altri e anche contro la logica: se riesci a accontentare i tuoi clienti anche quando non lo meritano, allora sì che vai forte. Un mix di vetusta cultura dorotea e di nuove velleità autoritarie.

Alle quali va aggiunto il disprezzo per l’etica istituzionale. Zanoni e il presidente della Cantina Paolazzi, in documenti e interviste, dichiarano che i debiti finanziari sono di 58 milioni (in realtà, come abbiamo visto, al bilancio 2013 erano 20 in più, cui andrebbero sommati altri 42 verso soci e fornitori). Rossi, richiesto di un commento, bello bello chiosa: “Beh, a me risulta che siano di più”. Vale a dire: gli amministratori della LaVis dichiarano il falso, io lo so, ma non mi importa, i soldi glieli do lo stesso. In questi tempi ci si può permettere un Presidente del genere?

Il primo partito?

Ma ha perso anche il PD, che in questa vicenda poteva rivendicare un ruolo, e soprattutto indicare una politica per rimettere in piedi uno dei supporti fondamentali dell’autonomia trentina: la cooperazione.

Siamo in tempi di vacche magre, con tante realtà economiche, anche meritorie, che arrancano. Per questo l’intervento pubblico, che per di più dispone di sempre meno risorse, deve essere più che mai avveduto; spazio per dissipare milioni in supporti clientelari non ce n’è più. La politica dorotea dell’accontentiamo tutti, e soprattutto i clienti, non ha più le basi materiali su cui reggere. Non solo: in un momento di crisi, e di più generale sbandamento, a livello nazionale, dell’etica economica, la barra dovrebbe essere tenuta ferma; correttezza, trasparenza, legalità e competenza dovrebbero essere principi imprescindibili.

Insomma, dal primo partito ci si aspetterebbe una posizione chiara e fermissima nel rifiuto delle clientele, del no ai lease back, della difesa intransigente dell’etica economica.

E invece il PD, che ha oltre il 40% di voti nelle valli e la maggioranza assoluta nelle città, che fa? Di fronte al maxi aiuto alla LaVis, che per tutte le ragioni viste non dovrebbe essere nemmeno ipotizzabile, come si comporta?

Attua la politica del “meno uno”. Non 10 ma 8 milioni. Non subito, ma a settembre. Non senza ulteriori approfondimenti (ancora? Non bastano le montagne di carte prodotte dal tribunale e dalla Vigilanza cooperativa?). Insomma, non contesta la logica, non le si oppone, si limita a chiedere rinvii e mettere i bastoni tra le ruote. Come se fosse un partitino, un fastidioso alleato di poco conto. E Rossi infatti così lo tratta!

La Cooperazione

Nella vicenda perde anche l’insieme del movimento cooperativo. Avevamo a suo tempo denunciato come nella questione LaVis fosse coinvolto lo stesso Diego Schelfi, nel duplice ruolo di presidente della Federazione Cooperative e di consigliere d’amministrazione (ed ex presidente) di Isa, supervisore quindi della spoliazione dei soci della Cantina effettuata con lo sciagurato acquisto di Casa Girelli.

Ci risulta che Schelfi sia contrariato dalle asprezze di Zanoni, che ha introdotto nel sistema trentino - fatto di accordicchi sottobanco in cui alla fine una mano lava l’altra - metodi spicci, cinici e financo brutali, con licenziamenti in tronco, espulsioni di soci, insulti alle autorità della Vigilanza, deferimenti in tribunale, addirittura adesso - arrivato alla disperazione sull’orlo del baratro - la denuncia del collegio sindacale che, firmando tutte le carte senza manco guardarle, aveva a suo tempo assicurato il quieto vivere. Insomma, il veronese Zanoni, improvvidamente trapiantato in Trentino, sta scardinando la vischiosità dorotea dei gruppi di potere, usi a formare un insieme, magari non omogeneo, ma sicuramente colluso. E Schelfi, “el Diego” per gli amici cioè per tutti, è uno dei massimi interpreti di questa gestione del potere.

In tale panorama LaVis rappresenta il buco nero. Per gli scheletri nell’armadio, per l’amministratore che si ritrova, per la montagna di debiti, per il ruolo ormai conflittuale che riveste nel mondo vitivinicolo. E allora Schelfi annaspa. “È una cosa importante se una cooperativa viene salvata” commenta i milioni di Rossi, riducendosi da solo a terminale delle elargizioni clientelari, e così dando nuove ragioni a chi accusa la cooperazione di vivere di assistenzialismo.

Il tema è tutt’altro che secondario e sta investendo anche Cooperfidi, l’organismo cooperativo incaricato di erogare il finanziamento, previa “verifica della sostenibilità economica del piano di risanamento” proposto dalla LaVis. Compito caricato di significato dagli assessori del PD che, incapaci di contrastare Rossi sul piano politico con ragionamenti semplici e chiari (“Di questo tipo di regalie neanche si parla”), confidano che siano i tecnici, i commercialisti di turno a cavargli le castagne dal fuoco, lasciando dire a loro che i 10 milioni sono soldi buttati.

In Cooperfidi tutti sanno che, con i bilanci di LaVis, con 120 milioni di debiti, i 10 milioni non servono. Si sono però messi, sia pur di malumore, a cercar tempo (“Sarà un’istruttoria lunga, che richiederà mesi”) e soprattutto l’esperto che gli dia il parere positivo, come si vuole nelle alte sfere.

Ricerca difficile, ma tutt’altro che impossibile; e comunque devastante. Ma come? Non bastano i bilanci? Non bastano le revisioni? E soprattutto, avete in casa chi questi bilanci li ha letti in controluce e col lanternino, la Vigilanza cooperativa, che a più riprese ha lanciato grida di allarme, e andate a cercare il parere di qualche fantomatico consulente? Ma con quale credibilità per voi, per la Vigilanza stessa, per l’insieme del movimento, disposto ad arrampicarsi sugli specchi pur di ricevere ancora una carrettata di inutili milioni pubblici per un’azienda decotta?

Quando ci sarebbero, ci dice un dirigente cooperativo, “decine di cooperative di lavoro che si salverebbero con 100.000 euro; alcune hanno anche 50-60 dipendenti, che a volte rinunciano anche al loro Tfr per far andare avanti l’azienda in cui credono”.

Lo sciagurato connubio fra politica e coop non produce buon vino, ma solo aceto

Da presidente di una cooperativa che ha uno statuto simile a quello di LaVis, sono amareggiato per la vicenda dei 10 milioni. Siamo arrivati a tanto perché la politica, in cerca di consensi elettorali, si è intromessa pesantemente nel mondo cooperativo, causando danni. Se ben ricordo, Questotrentino venne pesantemente intimidito dall’allora governatore Dellai perché aveva accusato di inerzia gli uffici provinciali preposti alla vigilanza sulle cooperative.

Ora mi viene da sorridere al pensiero che la Cooperfidi vigilerà su quella mazzetta a perdere di 10 milioni; magari lo farà come hanno fatto in passato i revisori della Federazione con dei conti della Cantina...

La Giunta provinciale fa quello che nemmeno le banche della Federazione fanno, e ciò facendo provocano solo guasti: nessuna salvaguardia dell’occupazione, soltanto un assistenzialismo con data di scadenza, vista la situazione economica della Cantina; e per questo ogni famiglia trentina contribuirà con 100 euro, alla faccia degli 80 ricevuti da Renzi!

Ma c’è di più: con questo regalo si danneggia l’imprenditorialità: fuori regione appariremo i bamboccioni coccolati da mamma Provincia, incapaci altrimenti di essere concorrenziali sul mercato.

E dire che personalmente, da presidente di una cooperativa, dovrei caldeggiare queste illusorie iniezioni finanziarie, tanto più che lo scorso anno abbiamo registrato una perdita di 50.000 euro dovuta a una brutta storia giudiziaria: avendo denunciato un funzionario provinciale infedele, ci siamo visti sospendere tutti i lavori para-provinciali fino alla conclusione della vertenza. Perché mai - mi chiedo - non dovremmo attendere dalla stessa Gwwiunta un assegno compensatorio? E certe cooperative fallite in passato, perché non sono state salvate? E i soci di LaVis che, visto come agivano gli amministratori, hanno preferito uscire dalla Cantina, chi li tutela?

Sono quegli stessi amministratori che hanno acquistato e poi venduto, ogni volta causando delle perdite, ma con la benedizione della Curia trentina. Perché perseverare è diabolico, ma se a guadagnarci è l’ISA (la finanziaria della Curia), non c’è niente di male.

Comunque andrà a finire, resterà l’amarezza per questo connubio tra politica e mondo cooperativo, che non ha prodotto del buon vino, ma solo aceto.

Alessandro Giacomini, presidente di Alpicoop, Carisolo

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Commenti (233)

x232 stai bass

Stai basso e offri poco, tanto li stanno svendendo tutto !!!!!Se vale 2 offri 1, se sei amico dell'A.D. a 500 la prendi, con le cisterne piene(no se sà de che, de aria de sicur!!!!)

io compro la cantina della val di cembra quanto costa????

Sono disposto ad acquistare la cantina in val di cembra perché da quella valle ci sono dei ottimi prodotti che non sono mai stati tutelati hanno un territorio unico e ricco di tante cose poco promozzionate.

Cambio al vertice nessuno

Carnera for president! E' riuscito a far fuori l'orso.... potrebbe riuscirci anche con Zanoni...,

ripeto ... vendere tutto Sorrido

sono convinto che sia necessario vendere tutte le altre aziende e rimane sono noi soci con la nostra cantina...
Allora con l'aiuto di PAT e Federcoop sistemeremo quello che c'è da sistemare e le remunerazioni dei soci torneranno a livelli accettabili.
Non ci serve Cesarini e nemmeno Casa Girelli.
Che se li prenda qualcun altro ... non so se hanno ricevuto offerte per queste 2 aziende ultimamente.
Qualche anno fa erano in vendita entrambe... sarebbe stato meglio venderle subito ... fare cassa ... e non cercare di proteggere qualcuno .. tutto qui!
Vendere subito!

VENDERE? ORMAI RIMANE POCO!

Perche' le banche devono avere TUTTI i loro soldi (senza un sens di sconto?) e noi soci solo pedate nel di dietro, ti ricordo l'andamento della media degli ultimi 4 anni (circa): 25-61-68-77 euro al quintale contro 100-100-100-100 di Mezza. Fatti 2 conti di quanti milioni sono andati chissa' dove, (in realtà sono molto di piu' perche' personalmente quelle medie non le ho mai raggiunte e non sono l'unico!). Oramai resta ben poco anche da vendere e ripartire, sono i soliti discorsi di RILANCIO DEL MELLARIN, puntuali ad ogni assemblea, rimane solo da rassegnarsi ed andare avanti sperando che non scoppi la miccia, per altri 10-15 anni a 70-75 euro, e sperando che nel frattempo altri soci fuggan via e perdendo la competitività con le aziende che si sono trasferite altrove.

vendere tutto Sorrido

ripeto. Vorrei che si vendesse tutto e che la PAT ci elargisse circa 20/25 milioni di euro. In questo modo si riuscirebbe ad andare avanti come una volta. Girelli farà anche metà del fatturato del gruppo ma non mi risulta che abbia marginalità importanti.
Vendiamo tutto ricaviamo circa altri 15/20 milioni e sistemiamo le banche.
Dopo di che si può ripartire con vini di un certo spessore.
Comunque... cari detrattori .. La Vis andrà avanti!!!

Daniza ha fatto centro

Speriamo che l'orsa Daniza con la sua morte (purtroppo) ci liberi da questa politica Trentina ottusa e di parte:chissà, forse un orso può mettere a rischio una coalizione politica salva-sostieni -forbisci-rescuscita-La-vis.!!!!Forse può fare di più un orso morto che tutti i comitati di vigilanza e controllo vivi, che, appunto intimoriti da Rossi e allegra compagnia, mettono la testa sotto la sabbia come gli struzzi,negando la triste evidenza........!!!!!!!Vedremo, certo che il sig. Rossi ora stà passando ore non troppo felici, Dallapiccola idem, e sarà tutto da ridere se dopo questa rivolta popolare ne seguirà subito un'altra per i soldi regalati, che poi verranno regolarmente bruciati, nell'inceneritore La-vis. Stavolta Il Sig. Rossi un'altra rivolta popolare non se la può permettere, altrimenti alle prossime elezioni si ritrova con un pugno di mosche in mano.

per 225 Lascia perdere

Lascia perdere, fiato sprecato, il livello medio di quelli rimasti a LaVis e' questo. I soci intelligenti se ne sono gia' andati da un pezzo. Alle cose giuste che hai detto tu aggiungo solo che dicevano che Cesarini non sarebbe mai stata venduta, perche' e' il gioiello di famiglia, l'azienda del gruppo che ha un marchio ancora riconoscibile per prodotti di qualita'. Come sempre poi si sono smentiti da soli e hanno fatto il contrario di quello che dicevano e hanno venduto. O almeno questo si sente dire.... E nel caso di LaVis i sentito dire funesti di solito sono sempre veri!

x sorrido zarathustra

Caro sorrido, le 2 controllate sono quelle che fino ad ora hanno tenuto in piedi la baracca. Se non lo sai anche per la girelli i tuoi grandi dirigenti hanno ricevuto piu' di un'offerta ma sono state tutte rifiutate in quanto fa piu' della meta' del fatturato del gruppo e così tiene buone le banche. Altrimenti anche il tuo liquidato sarebbe ancora meno !!!!

Bravo Ma proprio bravo

Bravo sorriso, sei proprio un socio lungimirante, leggendo i tuoi commenti si capisce come mai lavis e' finita cosi male, se tutti i soci sono intelligenti come te la situazione e' ancora piu' grave di quello che si pensa. Ti mando un sorriso :)

Cesarini chi Sorrido

non credo sia stata venduta ... ma anche se fosse non vedo il problema. Il guaio è stata acquistarla...
Io vorrei che venisse venduta anche Casa Girelli... e con i soldi dei ricavi e quelli della PAT si va avanti e si aumenta il liquidato ai soci.
E credo proprio che questa sarà la strada. A noi soci rimasti vedrete che andrà sempre meglio !
Io lo so!
Altro che fallimento... ricordatevi che Lavis è uno dei mattoni maestri del sistema Trentino... non lo si può toccare!!!!
E' per quello che sorrido!!

cesarini andata? per mister sorriso

hei mister sorriso voci sempre più insistenti parlano di cesarini sforza in procinto di andare o già andata , venduta per due lire agli amici veneti ai quali è già stata omaggiata la poggio morino , almeno questo si dice negli ambienti del vino, che ne pensi tu che sai tutto, sarà vero ? dai che così con quei pochi soldi si fa festa per qualche mese ancora , i più contenti non serve che ti dica chi sono, quelli che ogni mese prendono la superbusta si sono messi al coperto per un altro po' con i vostri beni , siete dei cuori d'oro benefattori bravi !

nostradamus e dintorni Sorrido

come ha giustamente scritto Nostradamus, Zanoni avrà un nuovo "ruolo" a breve....
I poteri forti gli hanno già trovato una sistemazione. Lavis deve andare avanti ... e questo nonostante tutti e tutto!
Ed io sorrido alla faccia di chi ci vuole male... ho scelto la parte più giusta...

Aiuto aiuto è mort l'ors ! Daniza vive !

Povero Ugo Rossi, da mesi lotta disperatamente per difendere la poltrona dei dirigenti lavisani ed adesso rischia seriamente di perdere la sua di poltroncina ben pagata , perfino negli U.S.A. hanno chiesto la sua testa ! Varda ti che strana la vita ! Per quelli che dicono che Lavis va avanti : va benissimo che vada avanti , basta che i megastipendi da 400.000 euri e dintorni , 200.000 , 100.000 eccetera li paghino i soci creduloni ai loro fantastici dirigenti , che ormai si dice siano più degli operai , tra amici, amici degli amici, parentopoli e vescovado . Loro di sicuro hanno tutto l'interesse che la cantinota vada avanti , dove lo trovano un altro posto dove vengono pagati così tanto senza neanche dover portati risultati concreti ? Ma l'importante è che paghino i signori soci di tasca loro , non la pat cioè i cittadini , niente contributi pubblici e lunga vita alla Lavis , dove i soci mangiano pane e cipolla e i dirigenti caviale .

94 gg Nostradamus

Mancano 94 gg ad un'altra fondamentale tappa della carriera del pifferaio e nel frattempo i poteri forti ordinano di smorzare i toni e di salvare Lavis per evitare effetti domino fra cooperative e ricatti vari su chi ha mangiato in quel piatto.Che schifo!!!

x Sorridere Fate Furbo

Sorridere quest'anno ha un alleato, il tempo : infatti per chi vive con la testa tra le nuvole non c'è tempo migliore di quello fatto ultimamente.......Fosse furbo potrebbe prendere due piccioni con una fava, e con la pioggia raffreddarsi il cervello, ormai surriscaldato dalla dottrina Zanoniana !

X 216 BRAVO

La tua analisi è perfetta, concordo pienamente, non serve dir si va avanti, tanto per tirar, per averla vinta? vinta su chi e cosa? chi ragiona cosi' è fuori strada, hai detto bene 216 bisogna andare avanti - pagare i soci - pagare i debiti - non dilapidare il patrimonio ecc ecc ecc.
Purtroppo tutto questo a Lavis, si intravvede solo tra le nuvole,..., è ancora tutto nella piu' assoluta incertezza!

214 sei un pirla secondo me

Il caseificio va avanti con gravi perdite per i soci, Nomi va avanti con i soci che hanno subito per alcuni anni un trattamento economico al limite della tolleranza.... e LaVis va avanti e i soci ci rimettono e tanto anche se alcuni soci/amministratori dicono di no.... io sono socio e vedo quanto prendo, per cui non è sufficiente andare avanti per averla vinta, bisogna andare avanti - pagare i soci - pagare i debiti - non dilapidare il patrimonio ecc ecc ecc.
Su questo le carte che ha in mano Zanoni sono poche prevedibili e limitate (Viale Verona verrà ricontrattato a meno di 9 milioni, e questi sono troppo pochi erano già al limite i 13.5 milioni figuriamoci 9 milioni), la provincia mette sul piatto 10 milioni e servono a pagare le Banche che hanno dato prestiti alla LaVis senza garanzie e che non ci rimetteranno nemmeno 1 cent; questa non è una scelta tutelante per i soci ma per il sistema bancario.

sorride bene sorride ultimo

Ricorda che sorride bene chi sorride ultimo....

scommetto sorridere

scommetto che non piangerò ! E che non ci saranno nemmeno motivi per farlo... forse piangerete voi dalla rabbia...
I casi precedenti insegnano. Ad Avio si è andati avanti .. a Nomi si è fatta la fusione con Vivallis, ... il caseificio va avanti... ergo anche Lavis va avanti!!!!

Rider Che rider

E già che ci sei affogati nelle risate pensando che son da 3 anni che tutti quelli buoni se ne sono andati e l'emoraggia continua tutt'ora. Ridi ridi che restano tutti gli imboscati e i lecca-lecca dei potenti, ma oltre a salvare i propri interessi non portano altro, se le svendite delle aziende Toscane non ti hanno insegnato niente............Ridi-ridi, che la mama la ha fat i gnocchi !!!!!P.S. A volte a forza di ridere vengono le lacrime agli occhi, scomettiamo che tra qualche mese piangi????? Ridi-ridi

Bravo sorridi ! Che ti fa bene !

Bravo sorridi che riso fa buon sangue , con tutte le disgrazie che vi stanno piovendo addosso a LaVis avete bisogno di mantenere il morale alto ! Tra un sorriso e l'altro magari ricordati di chiedere al Vostro Illustrissimo Amministratore Delegato e al Vostro Illlustrissimo Presidente se hanno messo giù uno straccio di piano industriale, che lo stiamo aspettando dal 2010 ( è cosaprioritaria , disse qualcuno ! ) e ormai siamo quasi a fine 2014 . Perchè a voi della LaVis , soci o dipendenti che siate , vi affabulano con le storielle del tutto va bene che vi raccontano in assemblea. Banche, politici e altre istituzioni invece ormai non ci credono più e piano piano si defilano . Ultimo esempio il CLA oggi , come riportato dal Corriere del Trentino . Sarà forse perchè il famoso piano industriale non esiste ed invece si naviga a vista , come sempre? Che dici, forse qualcuno o molti più di qualcuno non stanno facendo il proprio lavoro, per cui sono profumatamente pagati ? A proposito , oggi ho sentito che anche l'ultimo o penultimo enologo rimasto a Girelli se ne va, dopo che questa estate se ne è andato anche il Direttore . Si potrebbe fare una squadra di calcio con tutti gli enologi che se ne sono andati da Gruppo LaVis dal 2010 a oggi , sarà forse perchè sono persone che capiscono bene come vanno le cose in azienda e quindi sanno che la verità non è quella dei comunicati stampa dettati ai giornali ? Sorridi, sorridi , che ne hai di motivi per sorridere...

ridicolaggi 2 Sorrido

Sorrido vedendo i commenti... sono ancora più sicuro di quanto ho affermato precedentemente.
Non c'è nessuna causa di CLA ed è probabile che l'affare si chiuda.
La volontà politica è di continuare e quindi si va avanti.
Non mangiatevi troppo il fegato...

x 209 Alla resa dei conti

E adesso va tutto a REMENGO, come è giusto che sia con chi truffa il prossimo negandogli il dovuto !!!!!!Se avessero onorato gli impegni e avessero pagato i debiti, TUTTI, e ribadisco TUTTI, soci e ex soci, 5 comuni, dipendenti,gli avrebbero supportati.......Invece facendo gli sbruffoni sono odiati da tutti, e tutti gli augurano miseria !!!!!!! Ben gli stà, hanno messo al timone degli incapaci nel settore del vino????? Se li CIUCCINO, nessuno in tutto il Trentino verserà una lacrima!!!!!!

l'ennesima causa ?? zarathustra

e intanto anche Cla rivuole indietro gli 1,8 milioni di caparra per il compendio Girelli.... la parola fine a tutte le chiacchiere su questo fantomatico trasferimento con cui Zanoni ha tenuto buoni dipendenti, soci, banche e clienti vari. E adesso ???

Se il debito torna al mittente... Forza 5 Comuni

Sai che risate se il debito dei 5 Comuni torna al mittente , sarebbe divertentissimo vedere gli arroganti che vengono puniti dalla giustizia divina , speriamo che quello che hai scritto sia vero e che i frutticoli abbiano la loro rivincita. Negli ultimi anni a Lavis hanno sempre pensato di poter fare quello che vogliono, senza rispettare nessuno , forti solo della loro tracotante arroganza e degli appoggi dei politici di turno . Purtroppo per loro adesso i nodi vengono al pettine , tutti quanti , nessuno escluso . E dinanzi alla manifesta incapacità imprenditoriale anche le coperture dei politici possono fare poco o niente. Forza 5 Comuni!

caro 205 sei un pirla

Intanto i 5 Comuni i soldi non li hanno dati tutti alla LaVis e finché la LaVis (leggi Zanoni) non libera il consorzio dai fardelli che ha messo sulle spalle dei frutticoli i soldi nemmeno il povero Zanoni li vede più (faccia pure causa, una l'ha già persa contro i 5Comuni).
Per quelli che dicono che i contadini non sanno difendersi io rispondo che i frutticoli si sono difesi e il mutuo di 6.8 mln di euro che Zanoni voleva far pagare ai cugini sarà pagato per intero dalla LaVis con buona pace dei soci vinicoli ladri ... e 6.8 mln di euro sono molti di più dei pochi spiccioli, circa 500.000 euro, che la LaVis ha rubato agli ex-soci.
Non so chi abbia vinto la partita ma secondo il mio parere il super AD si è fatto infinocchiare dai zoticoni dei 5 Comuni anche se Federazione e PAT hanno fatto di tutto per convincere i melicoli che dovevano pagare e basta perché scritto in chi sa quale documento approvato in chi sa quale assemblea... incapaci e sopravvalutati.

rida rida e veda quanti soldi ha perso ... ahahaha x 205

mi sto stravaccando dalle risate pensando agli attuali soci della Lavis compreso i c.d. soci sovventori.
I primi, non vedono oltre il proprio naso, non sanno fare due conti, si trovano ancora a pagare spese enormi per la cattiva gestione della propria cantina.
I secondi per il grosso rischio stanno correndo con i soldi dati alla cantina con l'escamotage di prendere interessi più alti che in banca , in una situazione economica e finanziaria prefallimentare.
Ogni volta mi viene da pensare alla Lavis .... rido, non è da tutti lavorare per gli altri .
Non si preoccupi.. la PAT non ha avallato nulla, ognuno ha le sue responsabilità , la giustizia è lenta ma arriva ovunque e tutti i nodi verranno al pettine.

ridicolaggini... Sorrido

mi viene da ridere ogni volta che leggo la questione degli exsoci.... state tranquilli ... e mettetevi l'animo in pace. NON vedrete un euro di quanto chiedete. Lo ha già certificato la PAT.
Suvvia... non ci sarà nessun fallimento e nessuna istanza... Quindi si andrà avanti tranquillamente ! Tra un po' non si parlerà nemmeno più del problema Lavis...
Siamo competitivi e vendiamo un sacco di bottiglie... facciamo margini nonostante si dica il contrario e non vedo perché di debba regalare soldi a ex soci (che se ne sono andati spontaneamente) e 5 comuni se la legge non lo prevede....

basta parole vediamo i fatti/2 x 201

Ma chi se ne frega se la Lavis fallisce, a me interessa PAGHI i suoi debiti anche svendendo tutto, son cavoli loro dove trovano i soldi, importante paghino anche gli interessi e le spese .
Se fallisce nessuno prende i soldi con tutti i debiti ha con le banche, i dipendenti, i professionisti etc etc.

basta parole vediamo i fatti x 201

Ne può parlare il mondo intero di probabile richiesta di fallimento, finche non si presenta un'istanza sono solo parole al vento.
Ancora non vi siete resi conto che alla Lavis non frega niente delle parole, loro guardano i fatti.
I fatti dicono che parlate tanto ma non portate niente a casa, solo la soddisfazione di leggere alcuni titoloni sui giornali, ma di soldini, niente.
Mancano all'appello:
- i crediti trattenuti indebitamente a ex soci , giustificati dalla Lavis come ricostituzione riserva (delibera nulla nei confronti di ex-soci).
- i crediti per l'autofinanziamento trattenuto indebitamente di cui ad oggi non si vede un'azione diretta al recupero.
MI e VI domando, a quando le azioni dirette a recuperare i Vostri soldini ??
ARBITRATI - DECRETI INGIUNTIVI - ISTANZE DI FALLIMENTO ???

98 gg Nostradamus

Dai che ce la facciamo! Meno 98 piccoli gg !

Leggi bene le parole .... ... e dopo parla.

PER 199 : l'avvocato sull'Adige diceva che la richiesta di fallimento è UNA DELLE POSSIBILITA' O STRADE PERCORRIBILI . Lo saprà lui se ci sono i presupposti per eventualmente richiederla , è pagato per fare il suo lavoro e noi pensiamo ad altro . Comunque non preoccuparti , anche se ci fossero mille ragioni LaVis non fallirà , i santi in paradiso a qualcosa servono . Intanto però anche il Zanoni ha ammesso sia il debito che il ritardo nel pagamento dello stesso . E già il fatto che in giro si senta parlare di POSSIBILI ED EVENTUALI , ANCORCHE' NON CERTE NE' SICURE , richieste di fallimento dovrebbe essere piuttosto fastidioso . O quantomento , dovrebbe essere fastidioso per persone oneste e abituate a comportarsi correttamente ,con senso etico . Non si sa se sia il vostro caso, forse no...

GRADI COSI' COSI'

ne fal gradi el muller, a Lavis? quanto, a voi autri? 15-15.20....a voi forse 16 come il grado ottimale?...calcolo statico fatto su chissa' quanti anni di verifiche, ed al primo anno di messa in opera è gia' tutto da rivedere....sperando che il settembre porti il sole e ribalti la fine vendemmia .... se partono con le media da 16 ... e calano come previsto ad ogni decimo di grado...arrivo forse ai mitici 25 euro al quintale del 2010...

fatti non parole dov'è la sostanza ?

se si vuol far fallire una società che non paga, occorre avere dei crediti o dei titoli esecutivi.
Ad oggi non risulta vi siano titoli esecutivi.
per i crediti non pagati necessità si facciano le dovute istanze per l'incasso, messa in mora e ove non vengano pagate successiva istanza di fallimento.
il resto sono solo parole al vento.

farla chiudere subito

Allora, visto che ieri son stato "oscurato"(mi sembrava solo di aver detto la verità, magari in modo un pò crudo, ma va bene lo stesso e rispetto i moderatori )cerco di fare un pò di chiarezza.Cioè, solo in Italia si può accertare che c'è stato un illecito e far passare tutto nel dimenticatoio !!!Ma è possibile che un Giudice non imponga a una società che a sentir loro naviga nell'oro con profitti in continua crescita di pagare il dovuto ai creditori ?Se va cosi bene perchè non pagano, e perchè i giudici, se non pagano, non cominciano a pignorare ?????? Ma fatela chiudere valà che è meglio !!!!!

La seconda profezia. Nostradamus

Meno 1 0 1 giorni pifferaio .....!!!!!!

x 194 uffa Onta & vergogna

Quello che dici tu è vero, Lavis non fallirà mai, nonostante i pessimi bilanci e le pessime modalità gestionali e nonostante il fatto che qualunque altra realtà economica , trentina o no , a parità di situazione avrebbe già chiuso . Troppo forti sono le coperture politiche che hanno interesse a fare in modo che Lavis vada avanti, anche se tutti sanno che sarebbe più conveniente e intelligente chiuderla , perché anche negli anni a venire dovrà essere continuamente sostenuta da soldi pubblici . Ma ci sono i politici del PATT che per avere i voti lo scorso autunno si sono presi determinati impegni , fatto promesse, adesso sono impelagati... Poi ci sono i non si sa bene quanti dipendenti , 150-200 mica pochi , che avendo lavorato sempre nel comodo del sistema cooperativo si troverebbero persi a dover ricominciare a lavorare da un’altra parte , inoltre visto il momento critico tanti di loro non riuscirebbero neanche a ricollocarsi . Poi ci sono le banche ( Casse Rurali ) , che non possono far fallire una realtà cooperativa come loro , stessa famiglia . La Cassa Rurale Lavis addirittura ha gli stessi soci della cantina ! Detto ciò, in ogni caso se veramente l’avvocato degli ex soci avanzerà richiesta di fallimento per i mancati pagamenti ( una delle possibilità riportate dalla stampa di ieri ) sarà una ennesima figuraccia per gli amministratori della Lavis e per la cantina stessa. Non sarà bello per i soci ( che comunque sembrano fregarsene delle figuracce ) vedere questa triste notizia sui giornali. Vabbè che ci si abitua a tutto , e quando si parla di Lavis ormai non ci si meraviglia più di niente , ma sarà comunque molto vergognoso ed imbarazzante . Detto questo, se una cantina con quasi 100 mln di euro di fatturato è disposta a fare questa figuraccia perché non ha neanche a disposizione 80.000 euro ( diciamola tutta, per la cantina dovrebbero essere spiccioli , in fondo sono un paio di mensilità del rinomato A.D. ) per mettersi a posto con gli ex soci, significa che siamo proprio alla frutta, messi peggio del previsto . Gli amministratori poi, che provano a scaricare le colpe su 5 Comuni , veramente patetici ed imbarazzanti . Come se non si sapesse che 5 Comuni non può accedere alle linee di credito bancario perché è stato inguaiate dalle ipoteche , gentile regalo della Lavis al momento della scissione . Cartellino rosso, per l'onta e la vergogna .

uffa due volte volete illudervi

La Cesarini pare sara' (s) venduta a tomasi. I 10 milioni non sono anvora arrivati. Le banche cominceranno a muoversi e i creditori anche. Certo dalle revisioni (?) della federazione non posdiamo aspettarci molto ma dovra' pur dire qualche cosa. Caro socio illuso sono dalla tua ma passerai dalla mia di ex socio disilluso. Credimi.

UFFA ...Non volete capire

mi sembra che ormai le cose sia state decise... non vale la pena continuare a predicare il fallimento o la chiusura della Lavis o di Girelli o tantomeno di cessione di Cesarini.
Le 3 aziende andranno avanti alla faccia di tutti quanti!!!
L'unica cosa che spero da socio ... che si fida ... ma non troppo ... è che non ci chiedano ulteriori sacrifici!!

per HASTA LA VICTORIA che guevara

Secondo te se la Lavis avesse vinto il buon Zanoni si sarebbe affrettato a dichiarare al hiornale L'Adige che presto pagheranno? Rifletti furbacchione che il tuo AD e' piu' furbo di te che ti bei per una vittoria di Pirro.....Zanoni sa bene che il giudizio di Ancona pesa come un macigno: non ce' reato ma i fatti sono appurati. Grande vittoria della Lavis? Rifletti furbacchione e arriverai a capire. Forse.....

NON CAPISCO TANTO, MA TANTO

come faccia un amministratore delegato ad andar sui giornali dicendo che è colpa dei 5comuni se non han versato i soldi (reali) ad alcuni pori contadini, si tratta dicono di 200mila euro. Io me ne sarei stato zitto piuttosto che dire certe cose, ma che figura fa di fronte al mondo delle cooperative? Si accusa una cooperativa contro un'altra (cosa peraltro gia' effettuata con azioni legali) nel momento cruciale in cui la provincia sta cercando disperatamente di salvare almeno Lavis, alimentando una polemica inutile quanto insensata? Ma che interessi sta difendendo, esprimendosi in questo modo? Ma chi legge, penso a Rossi, ma anche a presidenti del calibro di Fronza, di Rigotti, ecc...quelle di Isera che parerebbe essere a credito dalla Lavis, come reagiranno?

Zanoni fai ribrezzo ammagliatore

La colpa del mancato pagamento degli ex-soci è dei 5 comuni così ha sentenziato Zanoni, il consorzio ortofrutticolo che nel solo 2014 ha versato 600 mila euro alla cantina LaVis senza poter ricevere nessuna forma di finanziamento a causa delle ipoteche della stessa LaVis sul comparto di Zambana.
Zanoni quei 600 mila euro bastava che li usasse per pagare gli ex soci, caprone, falso come una moneta da 3 euro.

x 188 Hasta la victoria

Perche' ti arrampichi sugli specchi parlando di fallimenti che non esistono? Perdere fa male si sa.

DI COSA STATE PARLANDO SPIGATEVI

MEGLIO! Fateci sapere, che causa, per quale motivo è fatta?....

Vinta la battaglia Vinta la battaglia

Il Giudice ha certificato la veridicità dei fatti e ipotizzato il reato in caso di fallimento.
Vinta la battaglia direi che ancora è lunga......

C'e' sempre una prima volta Hasta la victoria

E alla fine LaVis ha vinto la sua prima causa! C'e' sempre una prima volta!

Per Thurgau Descantabauchi

Sveglia Thurgau, la vendemmia che conta non è quella che fai tu a 400 mt., ma quella che si fa dalle pergole di Piazza Dante.

MULLER THURGAU

Aveo vedemà muller thurgau, a quote, 300-400 m. A voi quanti gradi, io 17.50 Bx. Abbastanza Scarso.

Aiuti Dall'alto

Visto che è in contatto con l'onnipotente, potrebbe il Paolazzi fare una buona parola anche per le altre cantine ?????Cioè, visto che i vigneti che conferiscono alla La-vis sono IMMUNI da marciumi e altre rogne e, UNICI in Trentino-Alto Adige non hanno problemi di sorta potrebbe(sul prezzo si può discutere, li sono abituati a trattare) proporsi come mediatore vitivinicolo con chi ci protegge dall'alto dei cieli ??????Possono i vari Mellarini, Dallapiccola,Panizza, Olivi , visti tutti i soldi buttati, prodigarsi affinchè dopo tutti gli aiuti ricevuti faccia anche lui qualcosa di utile ????????
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