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Vite parallele

Mentre Bezzi si ispira a Mastella, il sen. Santini proclama la rinata verginità di Malossini...

Le affinità fra i due sono evidenti, tanto da far ipotizzare che il più giovane Bezzi si sia ispirato al più anziano e illustre Mastella. Sono entrambi uomini sostanzialmente di destra, ma da sempre nidificano al centro, da dove è più facile, con una leggera oscillazione, spostarsi di qua o di là a seconda della convenienza del momento: guarda caso, salgono sempre in groppa al cavallo pronosticato come vincente.

Quanto a Bezzi (qui è su di lui che vogliamo concentrarci), Ugo Rossi, segretario del Patt, il suo partito, ha così commentato la decisione di candidarsi con Berlusconi "La politica.. non è certo saltare da una parte all’altra in base a come tira il vento". ELorenzo Dellai, sottolineando quanto poco di politico (in senso nobile) ci sia in quella giravolta: "Mi sembra più che altro una vicenda personale". E anche molti titoli dei giornali locali avvalorano questa impressione: "Giacomo Bezzi non vuol rinunciare a un seggio in Parlamento". "Bezzi vuole Roma e spacca il Patt". "Bezzi, è risaputo, punta più che altro ad un nuovo mandato in Parlamento"

Accuse alle quali il nostro replica precisando che lui è sempre stato un uomo di destra: "Attenzione, io non mi sono mai candidato con la sinistra. Nel 2001 mi ero candidato col centrodestra e nel 2006 con la Svp". La quale Svp, però, appoggiava Prodi. D’altronde, in caso di necessità, Bezzi potrà sempre dire che nel 2001 non si candidò in un partito di destra, ma nell’anonima lista "Per l’abolizione dello scorporo" (collegata con la Casa delle libertà).

E comunque le sue motivazioni sono irreprensibili: "Io amo farmi conoscere per quello che sono, con quella sincerità che cerco quotidianamente di porre anche al centro della mia attività politica" - scriveva nel suo sito alla vigilia delle elezioni del 2001. E nei giorni scorsi, al cronista dell’Adige, si faceva perfino paladino della questione morale: "Io faccio politica: pongo idee politiche e progetti politici... Io la magnadora di Dellai e soci l’ho sempre denunciata... Io ragiono in termini di progetto".

Ma per condurre a buon fine una giravolta, bisogna trovare un interlocutore disposto ad accoglierti, e qui Bezzi ha superato il maestro. Se infatti Mastella si è visto ripudiato da Berlusconi, e perfino la fantasmatica DC di Pino Pizza lo ha respinto, Bezzi, grazie ad un frenetico attivismo, ha finito col trovar casa, anche se ancora non si sa se in Veneto o in Lazio.

"Il recordman del movimentismo è Giacomo Bezzi" leggiamo sul Trentino, e infatti, dopo i contatti con il PNE di Panto e l’MPA di Lombardo (ma "nel caso in cui l’UDC si presentasse con il suo simbolo, Bezzi vorrebbe provare a perlustrare questa strada"), ecco una incompleta lista dei suoi ultimi contatti: incontro con Calderoli, al quale chiede un seggio sicuro "in cambio del suo impegno futuro per le provinciali a lavorare per il centro-destra e a portare da quella parte della barricata il PATT che sta con lui".

Poi "Bezzi tratta per presentarsi con l’UDC... In ballo ci sarebbe il posto da capolista dell’UDC alla Camera". Quindi "Giacomo Bezzi è inquieto... Dopo aver incontrato Di Pietro, Casini, Berlusconi e Calderoli, oggi vedrà Fini. Al 90% si candiderà in qualche seggio del Pdl fuori regione".

E finalmente, sul Trentino del 1° marzo, l’annuncio del lieto evento: "Bezzi si candida con Berlusconi... Sarà suo uno dei 14 posti che il nuovo partito di Berlusconi ha riservato alle espressioni delle autonomie, l’MPA di Lombardo in testa".

Dove? Ancora non si sa, ma che importa?

E mentre Bezzi esulta, lontano da Trento, si svolge un dramma: "A Roma staziona ormai da due giorni Mario Malossini, che vuole assicurazioni di un posto utile alla Camera, altrimenti è pronto a scatenare il putiferio per avere un collegio senatoriale"

Ma Berlusconi non aveva parlato di un "codice etico" che escludesse dalle candidature del Pdl i pregiudicati (a meno che non si trattasse di persecuzione politica?). Certo, ma nel caso Malossini interviene un’altra regola, che ci viene spiegata, sull’Adige, dal senatore Santini: "Mi pare che il caso Malossini sia stato chiuso e consegnato alla memoria storica... Mi sembra davvero impietoso andare a rivangare... Anche gli scheletri sono finiti nel dimenticatoio... Mi pare che chi doveva pagare ha pagato e quindi adesso ha davanti una nuova opportunità". Ciò non impedisce che "abbiamo noi per primi il desiderio di chiedere a tutti coloro che hanno intenzione di accostarsi a Forza Italia di dare un’occhiata alla propria fedina penale... Non siamo più disposti ad avere come compagni di viaggio persone di scarsa trasparenza".