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Maggioranza al capolinea

Il nuovo vicesindaco è troppo progressista, e donna, per di più. E il partito non ci sta...

Nell’ormai lontano 1994, il futuro Capitano Herwig van Staa, consigliere comunale cacciato dal gruppo popolare, fondò la sua lista civica “Per Innsbruck”, per detronizzare l’allora sindaco, inefficiente ed autoritario secondo lui, e colpevole di un pericoloso immobilismo che avrebbe consegnato la città, da sempre democristiana, in mano a rossi e verdi. Ebbe la maggioranza relativa, divenne sindaco a capo di una coalizione con popolari e socialdemocratici e si riconfermò trionfalmente nel 2000, per poi diventare capo provinciale del suo ex-partito e Capitano, e lasciare il timone di sindaco alla sua vice Hilde Zach. La lista, dichiaratamente di centro, un po’ come la Margherita, è sempre stata uno strano mix di vecchio doroteismo, anti-partitismo un po’ qualunquista, modernismo ed efficientismo, con un pizzico di cattolicesimo popolare di sinistra. In breve, van Staa e la Zach sono stati sindaci di tutto rispetto,: hanno risanato il bilancio comunale, hanno riformato, sia pur brutalmente, l’amministrazione comunale all’insegna del “siamo al servizio degli utenti”, e hanno organizzato o almeno non ostacolato alcuni grandi progetti oggi simboli della città.

Ora, però, siamo forse alla fine, almeno di un capitolo.

Hilde Zach, sindaca di Innsbruck

Un anno fa, il vice di Zach, che già si comportava da delfino, ha voluto (o dovuto, non si capì bene) dimettersi dopo uno scandalo di milioni degli europei di calcio 2008 perduti, fuori bilancio. La Zach, ultrasessantenne e di malferma salute (sebbene sbrighi ancora benissimo una bella mole di lavoro), scelse come vicesindaco la giovane Christine Oppitz-Plörer, poco gradita, in quanto “ancora una donna”, ai vecchi mandarini popolar-maschilisti, ed in quanto sospetta di “deviazionismo verdeggiante” agli occhi dei potenti commercianti e dei conservatori in generale. Infatti, come assessora alle scuole, agli asili-nido, e alle politiche per la famiglia, ha quasi rivoluzionato vecchie strutture, ampliando l’offerta di posti-asilo (dal mattino alla sera) per aiutare genitori lavoratori; e ha anche ostacolato certi piani regolatori in odore di clientelismo e speculazione. Risultato: quando si tratterà di succedere alla Zach, sarà un bel problema tenere unite le varie anime della lista “Per Innsbruck”.

Lo si è già capito fin dalla prima riunione del Consiglio dopo la sua elezione a vicesindaco. Si trattava di bocciare uno dei piani regolatori della vecchia gestione, ma la Oppitz-Plörer, dopo un bell’intervento a favore di una politica urbanistica responsabile e lontana da logiche clientelari, ha dovuto rimandare il voto all’autunno, non essendo certa che ce l’avrebbe fatta, per mancanza di consensi nelle proprie file: la nuova numero due del partito battuta in pieno consiglio dai peones della propria lista!

I partners di governo (popolari “tradizionali” e socialdemocratici) sembra abbiano fiutato che tira aria diversa e dopo anni di umile servizio alla dama di ferro Hilde Zach, ed in vista delle elezioni del 2012, fanno vedere i primi sintomi di disubbidienza civile.

Quando in gennaio il Consiglio, riunito in seduta straordinaria voluta da 22 dei 40 consiglieri (socialdemocratici in testa), doveva votare un aumento del canone delle case popolari, il tutto finì in una gran confusione.

Christine Oppitz-Plörer

Bisogna sapere che le leggi in materia sono complicate e vengono spesso modificate, sicché la normativa riguardante una certa casa dipende dall’anno di costruzione e dall’anno della firma sul contratto di affitto. Nel nostro caso, si discuteva di poco meno della metà degli appartamenti municipali, a 48 dei quali si intendevano applicare degli aumenti considerevoli. Quegli affitti erano rimasti fermi al 1999, perché prima delle elezioni del 2000 bisognava tener buoni gli elettori. Ma ora la srl municipale affermava di essere in deficit, tanto da non poter più garantire la manutenzione delle case. Dunque, la sindaca voleva aumentare il canone, ed in fretta, per sanare la situazione a debita distanza di tempo dalle prossime elezioni. Neanche per idea, gridavano popolari e socialdemocratici. È finita che il Consiglio avrebbe dovuto votare su ben 8 mozioni diverse, nessuna delle quali, ovviamente, in grado di essere approvata. Non essendoci nessuna maggioranza in vista, la Zach ha mandato tutti a casa prima del voto, rinviando la discussione a data da destinare, a quando cioè sarà pronto un compromesso in seno alla maggioranza.

A questo punto, quale lista, ed anche quale maggioranza, vincerà nel 2012 nessuno è in grado di prevederlo.