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Se perfino gli studenti si mobilitano...

Sempre più spesso i nostalgici ricordano quanto siano lontani quei tempi in cui gli studenti lottavano per la loro istruzione, ben più attenti ai contenuti e alla sostanza di ciò che veniva loro insegnato che non al mero diploma, alla laurea o a qualche specializzazione da stampare sul curriculum.

Saranno contenti quei nostalgici, e con essi tutti coloro che lamentano l’appiattimento generale dei giovani e della cultura, di sapere che per una volta gli studenti trentini sembrano pronti a rivendicare in coro un proiettiano "Fatece studià!".

Lo fanno per voce del loro organo rappresentativo a livello provinciale, la Consulta degli Studenti che, evidentemente insoddisfatta della proposta di legge di Dellai, propone una "terza via" mirata a ridare dignità all’istituzione scolastica e a quella meritocrazia tanto bistrattata. L’ipotesi prospettata dagli studenti abolisce l’ambiguo lessico adottato dalla normativa provinciale (niente più verbi al condizionale e futuri anteriori, dunque) in favore di un progetto strutturato e lineare: corsi di recupero per chi pecca in materie non fondamentali ai fini del corso di studi scelto, esami di riparazione per chi ha insufficienze in "materie caratterizzanti" (italiano e matematica ovunque, poi il latino al classico, le lingue al linguistico e via dicendo).

In altre parole: a giugno ci saranno promossi, bocciati e promossi con debito. Questi ultimi dovranno partecipare a corsi di recupero organizzati dai vari istituti (come secondo la delibera Dellai) entro e non oltre il mese di settembre. Questo sarà sufficiente per recuperare il debito contratto se l’insegnamento in questione non rientra tra quelli fondamentali, ma se, al contrario, si tratta di una materia caratterizzante, lo studente dovrà anche superare un apposito esame. Altrimenti, la bocciatura senza se e senza ma.

Tale mobilitazione è già di per sé rilevante. Ma c’è di più: allo scopo di informare tutti gli studenti, avvalorare tale proposta e, magari, recepire qualche altra idea, i rappresentanti degli studenti si sono fatti promotori di un ciclo di incontri e di un sondaggio nei vari istituti superiori della provincia. Una volta tanto, dunque, gli studenti potranno prendere la parola in prima persona, esprimendo quale sistema preferiscono. Entro metà marzo si conosceranno i risultati e per allora la Consulta potrebbe chiedere un incontro a Dellai in modo da poter esprimere chiaramente la volontà dei ragazzi. Ma difficilmente servirà a qualcosa: il governatore si è mostrato poco disponibile a fare marcia indietro, senza contare poi che le tempistiche sono complicate e ormai potrebbe essere davvero troppo tardi.

Comunque vada a finire, sarà stata una testimonianza importante ed un segnale che gli studenti trentini non sono così passivi come si potrebbe pensare.