Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

La scuola ha successo? Via il direttore!

Andrea Grosselli

Quella che dovrebbe rappresentare la prima decisione di Zumiani, a meno di un mese dalla sua elezione, è eclatante ed improvvisa. A Fabrizio Valcanover, direttore della scuola di specializzazione in medicina generale, è stato chiesto di farsi da parte. Ciò che colpisce della vicenda è che lo stesso Zumiani, nell’intervista qui a fianco, non nega le capacità innovative dell’attuale direttore e del suo staff nella formazione dei giovani medici di base (sono già 60 gli specializzati).

La scuola di formazione specialistica ha una storia breve ma molto fortunata. Nata nel 1995, quando l’Italia recepisce la normativa europea che obbliga anche i medici di base ad una specializzazione dopo la laurea, in una prima fase viene gestita direttamente dalla Provincia. Nel 2000 il salto di qualità. Un gruppo di medici di base si offre di coordinare i corsi e garantire uno sviluppo scientifico innovativo alla scuola. Provincia e Ordine dei medici - unico caso in Italia - decidono di gestire insieme il nuovo istituto.

Ne nasce una convenzione che, tra l’altro, lascia all’Ordine la nomina del direttore. Fabrizio Valcanover e il suo staff ampliano il numero dei corsi e innovano le metodologie puntando alla cura del malato in quanto persona prima che paziente. Ogni anno nella didattica vengono coinvolti decine medici ospedalieri e sono disponibili tutor e tirocini anche all’interno dei reparti. La scuola ha iniziato a collaborare con istituti e università europee e si è conquistata, sul campo, il ruolo di coordinatrice della rete di tutte le scuole di specializzazione in medicina generale d’Italia. L’approccio è sicuramente audace: quest’anno i giovani specializzandi hanno allestito anche uno spettacolo teatrale. Protagonista della trama è un medico condotto che, nel secolo scorso, cerca di fare i soldi con la sua professione.

A riprova di questo successo, oggi, per iscriversi alla scuola di Trento, c’è una lunga lista d’attesa, i corsi da biennali sono diventati triennali, il grado di soddisfazione è alto. Ma nonostante i risultati, per i vertici dell’Ordine Valcanover va dimesso. Sul tema abbiamo intervistato il diretto interessato.

Perché oggi è fondamentale la formazione specialistica in medicina generale e cosa caratterizza la scuola di Trento?

Il dott. Fabrizio Valcanover.

"Con la scuola si è riconosciuta la specificità clinica e culturale della medicina generale. E’ il primo passo verso la specializzazione universitaria, uno standard in quasi tutti i paesi europei.

La figura del medico generico è ormai superata. Oggi fare il medico di base significa essere in grado di approcciarsi al paziente nella sua complessità e fungere da primo, imprescindibile contatto della persona sofferente con i servizi sanitari e di cura. Un compito che necessità di una professionalità qualificata. Quello di Trento è un vero e proprio laboratorio a servizio della comunità locale, ma anche di tutta la medicina generale italiana. L’orientamento formativo punta alle persone e alla comunità. Per noi la tecnica clinica è fondamentale, ma è uno strumento, non il fine, perché il medico di base non ‘aggiusta’ i pazienti. Nella scuola abbiamo costruito percorsi formativi inediti in Italia che hanno raggiunto qualità di livello europeo. Le relazioni costanti con istituti universitari inglesi ed olandesi ce lo testimoniano".

Che tipo di organizzazione vi siete dati?

"Abbiamo adottato un modello aperto ed orizzontale. Cerchiamo di premiare la competenza e di far convergere i diversi approcci metodologici. Allo stesso tempo la discussione nel consiglio direttivo è sempre vivace. Ma chi progetta iniziative e percorsi ne è anche responsabile, senza diktat o vincoli".

Cosa risponde a chi l’accusa di verticismo?

"Non mi va di dire nulla. Aggiungo solo che chi ci accusa di questo non ha compreso lo spirito con cui è nata la scuola. Siamo noi i primi ad organizzare corsi per nuovi insegnanti, in modo da aprire il più possibile la scuola".

Con alcuni membri del consiglio direttivo avete incontrato Zumiani. Cosa vi ha chiesto?

"Non c’è nulla di ufficiale, per ora. L’incontro è stato informale. Di fronte ai colleghi Pedrolli e Bertoluzza, Zumiani mi ha chiesto di dimettermi perché, a suo dire, alcuni medici avrebbero criticato l’impostazione culturale della scuola. Noi abbiamo ribadito a Zumiani la natura pubblica della scuola e la sua autonomia, ricordando che il personale non viene selezionato in base all’appartenenza sindacale, ma solo per competenze. Sono questi i principi che hanno permesso alla scuola di raggiungere il suo attuale prestigio. E questo è un patrimonio che l’Ordine dovrebbe saper valorizzare".

Intanto, tra i medici in lizza per la successione a Valcanover, sembra spuntare il nome di Francesco Chiumeo. Il medico di base di Civezzano, già candidato alla comunali di Trento nelle file di Trento Democratica, ha ricevuto una richiesta di disponibilità direttamente da Zumiani.

Chiumeo, è vicesegretario del sindacato autonomo Snami e presidente della società scientifica Snamid.