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Immigrazione, da dove vengono e come se la passano

II campione sai quale è stata condotta la ricerca è composto da 300 persone (56% uomini, 44% donne, queste ultime per lo piò latino-americane ed europee dell'est), residenti sia nel capoluogo di provincia (Udine) che nella provincia. Le aree di provenienza sono l'Est europeo (48%), l'Africa (28.6%), l'America Latina (12.2%) e il Maghreb (11.2%).

II livello di istruzione risulta nell'insieme piuttosto elevato: oltre un terzo degli intervistati ha un diploma di scuola superiore, e quasi uno su dieci ha conseguito la laurea. Di poco inferiore a quello dei laureati il numero di chi è senza alcun titolo di studio.

Per quanto riguarda la religione, il gruppo più consistente è quello musulmano, cui appartengono tutti i maghrebini, un terzo degli africani e il 36% degli europei dell'est. Al secondo posto troviamo la componente cattolica (America Latina, oltre un quarto degli africani e altrettanti europei). Il 36% degli europei sono invece ortodossi, ed infine ritroviamo anche alcuni africani di religione pentecostale.

Come mai sono venuti in Italia? La maggior parte degli europei dell'Est sono fuggiti dalla guerra nell'ex Jugoslavia, mentre gli africani e i sudamericani adducono soprattutto motivazioni economiche. In molti casi, infine, siamo davanti a ricongiungimenti familiari.

Problema ancora dolente, quello abitativo: solo il 5.4% sono proprietari dell'appartamento in cui vivono, il 45.6% sono in affitto, mentre tutti gli altri (quasi la metà del totale) vivono in alloggi gestiti da associazioni o sono ospitati da amici.

Quanto all'occupazione, circa un quarto degli intervistati (soprattutto fra single ed europei dell'Est) sono senza lavoro; quanto agli altri, presso gli uomini prevalgono gli operai, particolarmente tra gli africani, e fra le donne, oltre alle casalinghe, le impiegate.

Dalle risposte appare che gli immigrati utilizzano piuttosto scarsamente i servizi sociali. I più assidui sembrano i maghrebini, che ricorrono con maggior frequenza degli altri immigrati anche al sindacato, mentre ad usufruire dei servizi offerti dalle associazioni di volontariato sono soprattutto gli africani.

La socializzazione di quéste persone con gli italiani è insoddisfacente: solo uno su cinque dichiara infatti di frequentare gente e luoghi del posto. E contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa difficoltà riguarda in primo luogo i cittadini dell'Est europeo, oltre agli africani, e comprensibilmente tocca in maggior misura le donne e chi ha un basso li vello di scolarità.

Qual è l'atteggiamento degli italiani nei confronti del credo religioso di queste persone? Quasi mai di ostilità, ma neppure di interesse. Possiamo parlare, più ancora che di tolleranza, di una vera e propria indifferenza, priva di qualunque curiosità.

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