Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

L’istruzione sottozero

I nostri lettori conoscono il nostro pensiero sull’abbattimento degli Istituti Tecnici di Trento nel comparto di via Barbacovi e la loro ricostruzione all’ex-Italcementi: una vergognosa dissipazione di risorse, tipica del tardo dellaismo, che non ha alcuna motivazione se non legittimare l’acquisto di un’area dalla Cooperazione (e da Isa) ed aprire una nuova speculazione edilizia nell’area centrale liberatasi.

La Giunta Rossi, di fronte alla vistosa contrazione di risorse e ai tagli conseguenti, non ha ancora deciso se proseguire con questo pasticcio. Però il Presidente ha pensato bene di lanciare messaggi rassicuranti (si fa per dire): “Si può fare” “L’istruzione è una priorità”.

E qui cascano le braccia. Perché Ugo Rossi è anche assessore all’Istruzione: e se subordina l’insegnamento alla speculazione, o pensa che la didattica dipenda dai muri, non ci siamo proprio. Era il 1997 quando l’allora assessore Vincenzo Passerini, anche lui alle prese con strampalati sperperi cementificatori, lanciò lo slogan: “non muri ma persone”. E, facendo seguire alle parole i fatti, trovò consensi entusiasti nel mondo della scuola.

Oggi invece siamo tornati decisamente indietro.

Su diversi fronti, non solo nella Giunta provinciale.

Ricordiamo come, alle comunali del 2009, il sindaco Andreatta con il Pd cittadino incentrasse la sua campagna elettorale, e con ottime e convincenti ragioni, sulla battaglia contro l’insensato spostamento delle scuole voluto da Piazza Dante.

Ora Andreatta tace, il Pd cittadino, da tempo trangugiato e metabolizzato il rospo, pure rimane silente, quando non addirittura timidamente farfuglia di “non abbandonare il progetto di Piedicastello”.

Il che porterebbe a un altro discorso: l’inutilità dell’attuale rappresentanza comunale, specie quella democratica (“circolo di pensionati” la ha icasticamente definita sul Trentino Piergiorgio Cattani) come già visto in tanti casi, ad esempio la biblioteca universitaria.

Ma questo è appunto un altro discorso. Qui invece tristemente registriamo come, sia sul tema dei contenuti dell’improrogabile nuovo corso post dellaiano, sia sulle necessità della scuola, la cultura politica sia a quota zero.