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Come valorizzare la Valle dei Laghi

Francesco Borzaga

Si sta costituendo in questi giorni il nuovo Comune di Vallelaghi, che unirà gli attuali Vezzano, Padergnone e Terlago. Confinante con questo nascerà il Comune di Madruzzo, costituito dagli attuali Lasino e Calavino. Una semplificazione assai opportuna, che consentirà una gestione unitaria di territori di grandissimo interesse e quindi di grande potenzialità.

Fin da ora arrivano buone notizie da Terlago: su iniziativa dell’assessore alla Cultura sono state collocate diverse “stazioni culturali”, pannelli esplicativi destinati ad illustrare il ricco patrimonio edilizio del luogo.

Terlago, antico centro di dimore nobiliari, occupa un posto speciali fra le borgate del Trentino ed è bene che il suo nucleo centrale sia fatto meglio conoscere. Osservo però che la zona offre molti e diversi motivi di interesse, tali da visitare la visita ed un soggiorno: la straordinaria posizione, il lago di Terlago e gli splendidi laghetti alpini di Lamar, i boschi, le innumerevoli particolarità geologiche e specialmente le splendide tracce glaciali presenti ovunque sul territorio. Imponente è poi la parete della Paganella, che chiude a nord la conca. Anche la rimanente porzione del nuovo Comune, così come il vicino territorio del Comune di Madruzzo, è ricca di bellezze artistiche e naturali, così come del resto tutta la valle, giù giù fino ad Arco ed oltre. Non mi sembra però che fino ad oggi vi si sia sviluppato qualcosa di meglio e di più di un modesto turismo di passaggio o domenicale. Uno sforzo comune di quanti operano sui luoghi potrebbe dare qualche buon frutto.

La Valle dei Laghi non si presta al turismo invernale, per quanto il vicino Bondone possa offrire qualche possibilità. Neppure la stagione estiva, data la bassa quota, mi sembra favorevole. Bellissime sono invece le stagioni intermedie - primavera ed autunno - e qui penso non manchino le potenzialità. Non mi riferisco certo ad una clientela di ciclisti acrobati quale viene attualmente allevata in Val di Sole, né di appassionati del consumistico e costoso motocross, che già popolano il “Ciclamino”, e neppure di spericolati frequentatori delle varie pareti zebrate. Penso piuttosto a tranquilli turisti, non necessariamente di mezza età e oltre, provvisti però di sensibilità e curiosità sufficienti per capire ed apprezzare quanto questi luoghi offrono. Penso ad un turismo diffuso sul territorio, a ospiti lieti di spostarsi lentamente, preferibilmente a piedi, e magari di un certo livello culturale, tali da essere a loro volta occasione e stimolo di arricchimento culturale per la popolazione.

Sono davvero molti, del resto, i motivi di interesse già presenti. Sul piano enogastronomico vedo le distillerie, le cantine, i ristoranti di buono e anche ottimo livello. Questo turista doverebbe saper apprezzare anche i laghi, i castelli, i centri storici e le chiesette sparse sul territorio, i boschi che stanno ricrescendo, i castagneti, gli ulivi, le grandi marocche di Dro.

Certamente un tale turista non arriverà spontaneamente quale gradito dono del Cielo, ma dovrà essere ricercato con una adeguata promozione. I molti motivi di interesse sopra ricordati dovrebbero venir presentati e valorizzati in modo organico, con un’azione prolungata negli anni, funzionale ad un risultato unitario.

I mezzi per questo non dovrebbero mancare, se solo si pensi a quanto si è speso e si spende per promuovere il turismo invernale. Il risultato potrebbe rappresentare un positivo precedente ed un modello anche per il resto del Trentino.

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