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Alta Valsugana: quando differenziare i rifiuti non conviene

Luigi Francesco Traverso

Brutta storia quella dei rifiuti. Tutto deriva dalla smania del consumismo e dell’usa e getta che ci ha coinvolti tutti, nostro malgrado. Alcuni lo chiamano progresso, ma quali sono gli effetti collaterali?

Sembra impossibile, ma una grossa fetta dei rifiuti che viene prodotta ogni anno in Italia deriva dall’imballaggio, che imballa l’imballaggio, che a sua volta contiene un contenitore usa e getta. Se comperi un cavolo devi stare attento a non comprare la plastica, se comperi il latte ci sono i tetrapak e per imballare, la plastica e tra una fila e l’altra di tetrapak due bei pezzi di cartone ondulato.

Il cittadino o si dota di una laurea in chimica e riconosce i materiali oppure si trova in difficoltà a poter diversificare. Su questo argomento nessuno che pensi di obbligare i produttori di imballaggi a indicare sugli stessi dove e come conferirli.

In maniera consapevole, ce la metto tutta. Ho dedicato uno dei due terrazzi di casa ed una parte della cantina alla diversificazione dei rifiuti, quasi una mania.

Il risultato si vede: dal 2010, data del mio arrivo a Civezzano, non sono mai riuscito a conferire il rifiuto urbano indifferenziato che AMNU ha deciso come quota ad personam. Riesco a diversificare ogni tipologia secondo le indicazioni date dal gestore della spazzatura, contribuendo, orgogliosamente, a fare della spazzatura una risorsa.

Tutto bene quindi? Proprio no.

Amnu, sicuramente avallata dei sindaci della Comunità di valle, ha deciso di applicare un nuovo balzello sulla raccolta degli imballaggi leggeri. Loro dicono che non ci sarà un incremento di costi a carico dell’utente, ma vi posso garantire che non è vero. Non può essere vero, visto che per ogni conferimento fatto tramite una chiavetta elettronica, viene addebitato un importo al conferente.

Io ho superato il problema: non ho ritirato la chiave elettronica, mi sono dotato di sacchi capienti ed una volta ogni quindici/venti giorni porto gli imballaggi leggeri al CRM con la mia vettura; ma quanti anziani ci sono che non possono farlo?

Ma non finisce qui. Dopo aver diligentemente diversificato la spazzatura rimane una minima parte di rifiuto indifferenziato che metto in un contenitore con microchip che deposito sul bordo strada, ovviamente quando è pieno. Tutto bene? Proprio no:

In fattura, pago la quota fissa per due persone rapportata alla tipologia abitativa, pago la quota per lo spazzamento delle strade e, udite udite, se conferisco il contenitore dell’indifferenziato residuo mi viene addebitato lo svuotamento e se non lo conferisco pago comunque il mancato conferimento.

Un esempio sul 2016: ho pagato per ben tre volte il mancato conferimento di rifiuto residuo I.V.A. compresa al 10%, quando il conferimento minimo previsto è di due cassonetti da 120 litri. Evidentemente, secondo i calcoli AMNU, avrei dovuto conferire tre cassonetti. Non riesco a capire, come non capisco l’applicazione dell’IVA sulle operazioni attinenti i rifiuti, anche alla luce della sentenza n. 5627 del marzo 2017 della Cassazione e ancor meno l’IVA anche sui rifiuti che non ho mai conferito!

Mi sono permesso di andare agli sportelli di AMNU per avere informazioni e mi è stato detto che i regolamenti comunali prevedono il volume minimo di rifiuto indifferenziato e che loro non possono fare nulla.

Mi sono permesso di dire che pretendere il pagamento di un servizio non usufruito mi sembra assurdo, visto che i conferimenti di indifferenziata sono tracciabili con microchip. Ho anche informato che sono titolare di un’altra utenza in altra sede dove dimoro una buona parte della mia vita e dove conferisco e pago regolarmente (come seconda casa) e sono materialmente impossibilitato a produrre quei rifiuti che loro hanno deciso di farmi pagare. Risposta? Non pervenuta.

Ma ha un senso obbligare il pagamento di un servizio che non si utilizza? Ma veramente, ammesso che i Comuni abbiano deliberato in tal senso, si può applicare anche l’IVA su un mancato conferimento? Una storia kafkiana! Mi sono quasi convinto di essere un portatore sano di rifiuti.

Che dire? Posso solo fare considerazioni per le quali non ho conferme:forse Amnu sta tentando di avere più rifiuto indifferenziato? Vuole forse indurre i cittadini a non diversificare e a mettere tutto assieme? Ma questo a chi giova e soprattutto ha un senso? Mentre attendo lumi, pago.

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