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Un pesce d’aprile?

Aldo Collizzolli

Un pesce d’aprile anticipato, questo ho pensato dopo aver letto la notizia relativa alla realizzazione di una nuova clinica privata cardiologica a Pinzolo (CCP, curioso l’acronimo), giusta autorizzazione n. 269 dd. 3 ottobre 2017 (domanda presentata il 7 settembre) del dirigente dipartimento Salute e solidarietà sociale.

Dopo ho creduto a una delle solite fake news, ma poi la grancassa della stampa “coccodè”, le rassicurazioni fornite ai pochi “dissonanti” mi ha fatto pensare che magari qualcosa di vero c’era sotto.

Intanto si giustifica il cambio di una delle poche zone verdi, prossime al centro di Pinzolo, in area per strutture sanitarie. L’amministrazione comunale si presta entusiasticamente all’iniziativa e il Sindaco concede e garantisce “la massima disponibilità dell’amministrazione comunale”, perché “questo progetto può serbare un grosso potenziale per Pinzolo”.

Se diamo ascolto alle parole dell’assessore provinciale all’Urbanistica, che si fa vanto di aver bloccato la proliferazione delle aree residenziali, portando in giro per il Trentino la commemorazione dei 50 anni del Pup come la “madonna pellegrina”, c’è da credergli!

Dimenticano, sia l’assessore che il Sindaco, che il Pup prevedeva gli altoporti in quota in tutto il Trentino (memorabile quello in val de Blan alle Sole di Tione, dove dovevano sorgere gli impianti sciistici) per portare il turismo sulle vette, l’arcoporto ad Arco, il Fassalaurina, ma anche - come no! - il blocco idrogeologico a Madonna di Campiglio (1971) che pare una barzelletta; sono solo alcuni esempi emblematici, e tacendo degli scempi sull’asta dell’Adige. Ora ce lo ammantano come il vangelo dell’urbanistica, il Pup di Kessler.

Molti dimenticano i cambi di destinazione d’uso del territorio da hotel o residence a residenziale, operati negli anni ‘80-90 in Rendena; ma non solo, gli scempi dei cavatori, le strade in ogni dove, la proliferazione incontrollata di seconde case; guardatevi qualche foto solo di 40 anni fa.

La Provincia, per bocca dell’assessore alla Sanità (che non decide nulla senza l’autorizzazione dei “guardiani” che gli hanno affiancato), dice che non ci sarà un euro di contributo. Come se compito precipuo dell’ente pubblico fosse distribuire risorse e non governare i processi e le dinamiche, ma ormai, a proposito dei piddini non possiamo più stupirci di nulla.

Uniche voci fuori dal coro con qualche dubbio e critica, il M5S (fa parte del gioco) con una circostanziata interrogazione, e il dott. Cristofolini, medico riconosciuto e che un tempo avrebbe dovuto diventare assessore alla Sanità, (dirottato invece alla Presidenza del consiglio), che invece non fa parte del gioco ed esperto lo è davvero. Subito rassicurato da una velina aziendale.

Nessun altro in tutta la Rendena (che si vedrà gli elicotteri, carichi di cardiopatici provenienti dall’estero, sfrecciare sopra le teste ed atterrare chissà dove) e la Comunità delle Giudicarie, silente come sempre sulle cose che contano.

Eppure un progetto così dovrebbe far discutere e magari far sorgere qualche dubbio. Se un domani il dottor Karl Kronsteiner dirà: “Abbiamo cambiato idea, non ci sono più le condizioni, la clinica la si fa a Merano”, poco importa: da sanitaria l’area diventerà residenziale a ridosso del centro storico di Pinzolo, a due passi dalle piste, dal Parco, dalla val Genoa e bla bla bla come al solito, con la rendita fondiaria che come sempre decide e dispone le sorti del territorio.

Ecco, io non credo ad una riga di quello che è stato detto e scritto. Come Tommaso aspetto di metterci il naso, e spero che il mio cuore regga.

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