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Un dibattito a colpi di mazza

Lega Nord: Enzo Boso critica il suo segretario: “Sei un serpente a sonagli”.

Cinque mesi fa, all’indomani del burrascoso congresso della Lega trentina, avevamo commentato la baruffa andata in scena a Lavis (Litigare per niente) constatando come dietro le parole grosse, gli insulti, le maledizioni che le due fazioni contendenti si scambiavano, non si vedessero motivazioni politiche di alcun tipo. Magari c’erano, ma i contendenti, nell’impeto della rissa, invocavano categorie quali l’ingratitudine, la cattiveria e simili, che ben poco spiegavano.

Enzo Erminio Boso.

In quell’occasione, vinse a sorpresa Denis Bertolini, scalzando dalla segreteria l’ex onorevole Fontan e mettendo in minoranza la leadership del partito, cioè i vari Boso, Divina e Fontan. Da allora - accusano i perdenti - la Lega è entrata in sonno: da quel Bertolini che predicava la necessità di "tornare ad essere il partito duro e puro della mobilitazione nelle piazze,… di armarsi di colla e manifesti per tappezzare il Trentino con quegli slogan che hanno contribuito alla fortuna del Carroccio", ebbene, da quel Bertolini - a dire di Boso - non è venuto nei cinque mesi successivi "un solo cenno di disgelo, non un incontro con i consiglieri provinciali per discutere di politica, di strategie, di leggi, di Regione".

In compenso, il segretario ha recentemente inviato agli iscritti una lettera, da cui traspare come la rissa abbia avuto una replica: "Con il cuore pieno di amarezza - vi si legge - mi scuso per l’indecoroso e umiliante spettacolo che vi abbiamo offerto giovedì scorso durante la riunione dei segretari di sezione e dei consiglieri nazionali… Purtroppo non sono riuscito a mantenere calma e pacata la discussione, forse perché a qualcuno tornava utile creare caos e confusione per evitare un tranquillo approfondimento… Purtroppo l’esito del congresso di Lavis non è stato ancora accettato da chi oggi cerca in ogni maniera di delegittimare il segretario e non vorrei che di fronte al fallimento dei tentativi per sostituire la segreteria, si arrivasse perfino a dividere il partito".

Peccato non saperne di più…

La lettura che il segretario dà di quell’incontro non piace però a Boso, che vorrebbe replicare; ma Bertolini gli nega l’indirizzario del partito e così Boso, l’8 e il 9 maggio, acquista una pagina dell’Adige e mezza del Trentino per indirizzare una "Lettera aperta ai miei leghisti" che dà il via alla terza puntata della rissa, dalla quale, anche stavolta, è rigorosamente tenuta fuori la politica.

"Il neo segretario della Lega - attacca Boso - mi ha negato i vostri recapiti per poter replicare ad una lettera che egli stesso vi ha recapitato (di persona? n.d.r.) ed in cui insinuava fra le righe cose ignobili, che mi attribuiva". Nonostante egli abbia usato "metodi democristiani con cui si è creato il consenso", io "mi sono messo al mio posto come un buon soldato di Pontida". Poi, "poche settimane fa, il nostro segretario, invitando persone estranee ad una riunione, ha fatto dire a questi estranei quello che egli pensa, e dopo la prevedibile bagarre ha pure difeso le infamanti insinuazioni di questi sgraditi ospiti".

Parlando col cronista dell’Adige, poi, Boso è ancor più esplicito: "Bertolini è una serpe velenosa… Sotto le apparenze di un buon uomo si cela un serpente a sonagli. Ha vinto il congresso con la menzogna e con i sistemi beceri della peggior DC e dei socialisti di Craxi. Non ha carisma, è un incapace e un incompetente. Ha solo tanta cattiveria dentro. Mi ha umiliato e offeso…. E tutto questo per essere il primo in lista alle Provinciali del 2003 senza nessuno che possa fargli ombra… Con quello lì non parlo più. Non gli rivolgo nemmeno la parola".

Il segretario della Lega Nord, Denis Bertolini.

Secca la replica di Bertolini: "Boso si è inventato tutta questa storia… Il partito è con me. La base della Lega sta dalla mia parte". E conclude con una battuta: "Possiamo valutare con calma, tanto non c’è pericolo di recidiva, visto quello che gli è costato fare questa inserzione".

Un po’ più accesa la reazione di un suo supporter, comparsa fra le lettere dell’Adige, che così si rivolge a Boso: "Quello che sa tanto di democristiano è questo tentativo di ribaltone politico condito di invettive assolutamente gratuite… Vorrei anche toglierti l’ultima illusione che ti fa ritenere popolare nelle nostre sezioni. Non è così, anzi i giudizi (unanimi) sono irriferibili".

Degli altri big leghisti, si fa vivo solo Sergio Divina, che dopo aver ribadito da che parte è schierato ("Quello che dice Bertolini sono bugie, quello che ha scritto Boso è tutto vero"), fa presente la necessità di abbassare i toni e di arrivare ad un (improbabile) armistizio: "La questione, a questo punto, è arrivare alle elezioni senza massacrarci a vicenda… Dobbiamo fare una tregua. Altrimenti si arriva alla distruzione della Lega".

Un esito auspicabile, visto lo spessore di questo personale politico.