Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

Per vivere più a lungo

Col passare degli anni si constata che tra parenti, amici e conoscenti sono i migliori ad andarsene per primi, lasciando un gran vuoto in quelli che restano. Erano quelli più allegri, che avevano un sorriso, una parola buona per tutti e tanti progetti per il futuro. Lontanissimi dall’immaginare che la sorte li avrebbe interrotti bruscamente. Le frasi più o meno toccanti dei necrologi non lasciano dubbi su qualità morali e dedizione ai propri familiari. Certo è facile affermare che erano tutti buoni dopo, ma non penso sia solo buonismo, c’è molto di vero e tutti dolorosamente, prima o poi, ne facciamo esperienza.

Su cosa ci fa vivere più a lungo, le statistiche ufficiali fanno molta confusione. Per esempio, la prima causa di morte per infarto non è il colesterolo, nemmeno il fumo o il troppo lavoro, ma la morte di una persona cara. Per quanto riguarda i tumori, la medicina alternativa ritiene che ad uccidere sia proprio la chemioterapia e quindi il non fare niente darebbe migliori risultati: esistono in noi meccanismi d’autoguarigione e rigenerazione pronti ad attivarsi in caso di bisogno. Chissà!

L’unica certezza è che la morte falcidia tutti, belli e brutti, ricchi e poveri, buoni e cattivi: ecco, prima i buoni secondo me. Partendo dal fatto che il nostro destino è già scritto e non si cambia, che non faranno nemmeno indagini serie su un argomento così insolito, azzardo una mia personale interpretazione ironica del fenomeno al solo scopo di sdrammatizzare.

Finalmente scoperto quello che fa vivere più a lungo: la cattiveria, signori miei! Da qui l’origine del vecchio detto l’erba cattiva non muore mai! E come prova inequivocabile di quello che asserisco pensiamo alle buonanime che da dove sono non possono più dar consigli. Certo, in base a questa clamorosa scoperta tutta la vita dovrà essere riconsiderata. A serio rischio i buoni di spirito, i buoni come il pane, quelli in buonafede, i buontemponi e i pieni di buonsenso. Hanno tutti i giorni contati. L’unica eccezione ammessa riguarda i poco di buono, perché apertamente schierati, mentre comportamenti ambivalenti, dove si usano o le buone o le cattive, in questo momento storico sanno molto di riforma Gelmini.

Anche la dieta deve essere rivista completamente: del colesterolo si può tenere solo quello cattivo gettando via quello buono. Assolutamente vietati gli zuccheri perché addolciscono troppo. Alla gogna i vegetariani che si credono buoni perché non mangiano animali; è il caso ritornino a mangiar la fiorentina al più presto, perché è dimostrato che la carne rende aggressivi. Ai buongustai e alle buone forchette si consiglia di farsi venire in fretta almeno il sangue cattivo.

Sì all’esercizio fisico, ma solo se competitivo, mentre quello sano, liberando endorfine, aumenta il buonumore che già dal nome s’intuisce essere sconsigliato. Dimostrato che una regolare attività sessuale unicamente dedita al proprio piacere e non a quello del partner può influire sulla durata della vita. Ai signori uomini che in questo campo sono di bocca buona si ricordano i pericoli di tali debolezze. Nessun limite e controindicazione per i pensieri cattivi, mentre le conseguenze delle azioni malvagie sarebbero di competenza della giustizia, ma si può sempre sperare in un’estensione a tutti del Lodo Alfano.

Ricordando l’ironia di Gaber, volutamente - in tempo d’elezioni - non si approfondisce se essere buoni è di sinistra ed essere cattivi è di destra. Potrebbe influenzare il voto. Celentano potrebbe offrirci la sua visione qualunquista: essere buoni è lento, cattivi è rock. Mentre è il giullare Benigni a darci il suggerimento più conveniente: "Morire è l’ultima cosa che farò!"