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Il Progetto Bradford

Alessio Surian

"Se vogliamo creare una società pluralista e consapevole dei fondamentali valori comuni, dobbiamo lavorare soprattutto con i giovani. E’ nel mondo dell’educazione che questo messaggio interculturale ha maggiori probabilità di venire ascoltato. E’ attraverso l’educazione che possiamo mettere fine al razzismo. E’ per questo che abbiamo stabilito stretti legami con il mondo dell’educazione, con i genitori e con i membri delle varie comunità religiose di Bradford". Sono alcune delle indicazioni che ho raccolto a Bradford nel 1998 da David Jackson, coordinatore dell’ Interfaith Education Centre, il Centro Educativo Interconfessionale che ha la sua sede nella vecchia chiesa anglicana a Listerhills Road. Sono dichiarazioni che in seguito ha ripreso anche Le Magazine, la rivista educativa della Commissione Europea.

Mi ero recato a Bradford, su invito del Consiglio d’Europa, per osservare da vicino alcune esperienze di educazione interculturale particolarmente efficaci, riprese in seguito dal Centro Educazione Mondialità, CEM. Da settembre 1995, in cooperazione con il provveditorato, il Centro Educativo Interconfessionale di Bradford promuove in tutte le 200 scuole della città un corso comune di religione. Le lezioni settimanali vengono adattate alle esigenze della singola scuola e sono basate su un manuale che raccoglie tracce di lavoro che stimolano il dialogo interreligioso (lo studio di elementi della propria religione a confronto con almeno un’altra fede) e informazioni e schede su sei religioni: cristianesimo, buddismo, ebraismo, induismo, islam, sikh. Ogni modulo si basa su un tema specifico, per esempio i luoghi di culto, segni e simboli, testi sacri e profeti. Secondo un insegnante della Nab Woods Upper School, Mick Walker, "il metodo è semplice e certamente non costoso. Ogni argomento viene affrontato a partire dalle esperienze degli alunni. Vengono quindi proposti dei laboratori in cui c’è la possibilità di incontrare e lavorare con altri alunni. Infine viene proposto uno studio comparato. Gli alunni imparano ad apprezzare i valori degli altri e ad individuare quelli che hanno in comune". A sostegno del corso il Centro Educativo Interconfessionale ed il provveditorato hanno sviluppato manuali per i docenti delle scuole materne, elementari e secondarie. Il 20% delle scuole di Bradford sono confessionali ed in queste scuole sono gli insegnanti di religione a svolgere il corso. Nelle altre scuole il corso viene integrato nelle lezioni di storia, geografia o francese.

Questa esperienza è stata messa in comune con altre città europee con simili esigenze in ambito educativo. Il progetto triennale (1996-1998) ha coinvolto insegnanti di Cork (Irlanda), Rotterdam (Paesi Bassi), Odense (Danimarca) e Birmingham (Gran Bretagna). Bradford ha così ospitato due corsi di formazione settimanali cui sono seguiti visite e scambi di esperienze. I materiali scolastici prodotti a Bradford sono stati adattati nella varie lingue e secondo le esigenze dei diversi sistemi scolastici. Il testo di partenza è il "Bradford Agreed Syllabus for Religious Education", il manuale pubblicato dal Centro Educativo Interconfessionale nel 1996, che offre per ogni fascia di età scolastica sei prospettive religiose diverse per riflettere su temi che vanno dal viaggio alle festività religiose, dalla nostra idea del mondo a conflitti e cooperazione. In collaborazione con gli insegnanti degli altri paesi europei è stato quindi messo a punto un nuovo pacchetto didattico il cui titolo provvisorio è "Chi siamo - Idee, valori e visioni per gli europei del ventunesimo secolo". Nell’elaborare questa proposta didattica interreligiosa gli insegnanti si sono confrontati in particolare con le idee di Hans Küng, l’idea di un’etica globale e la convinzione che le maggiori religioni hanno molti tratti e valori etici comuni.

Il nuovo lavoro è strutturato in tre sezioni principali: processi (visioni, storie urbane); contenuti (idee chiave sulle religioni del mondo); esercitazioni (esperienze pratiche adattate ai vari contesti cittadini e idee per aprire la scuola alle comunità locali: il coinvolgimento dei genitori nella celebrazione di varie festività e l’uso di racconti individuali per valorizzare le risorse, culturali e spirituali della comunità).