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Oliver Twist

Deliziosi dilettanti

Abbiamo rivisto l’ Oliver Twist di Dickens-Marafante, tre mesi dopo la prima (alla quinta e non ultima replica), e abbiamo trovato un gruppo di attori ancor più affiatato, capace persino di recuperare errori di recitazione con maestria inavvertita dal pubblico. “Deliziosi dilettanti”, ci è venuto da pensare, con simpatia, mentre scrosciavano gli applausi finali. E ritornavano alla mente le semplici ma incisive parole del regista, in apertura di spettacolo, il quale spiegava la scelta del soggetto in termini di sfida nella sfida: mettere in scena una storia di andata e ritorno dal baratro dell’emarginazione sociale e della delinquenza, in cui sono protagonisti dentro e fuori dalla scena ragazzi come Oliver Twist, capaci, con il giusto aiuto, di uscirne fuori per sempre.

“La Londra di ieri e le nostre città di oggi, quanto a rischi per i giovani, non sono diverse”, ha osservato Marafante, soddisfatto per essere arrivato al suo quinto allestimento con la Comunità trentina di S. Patrignano. L’assessore Panizza ha sottolineato il proficuo impegno della PAT, della Comunità con i suoi attori e attrici (ma anche con i suoi reparti di falegnameria e sartoria), e ovviamente di Roberto Marafante, “ormai una presenza stabile sul territorio trentino”.

Il pubblico, abbastanza folto, ha applaudito con convinzione e in taluni casi con commozione la gradevole performance di attori e attrici, i cui numerosi nomi risulta qui impossibile citare per esteso. I commenti raccolti, origliando qui e là, sono stati tutt’altro che di semplice cortesia: l’emozione era palpabile e i complimenti suonavano più che sinceri.

Uno spettatore che lo conosce bene, ha detto di Marafante che “farebbe recitare anche i sassi”. Effettivamente, vedere come abbia tirato su un gruppo così assortito di giovani, facendoli crescere di mese in mese, ha un che di straordinario.

Se il nuovo corso del Centro Santa Chiara, come più volte sostenuto dal presidente Gabrielli, significa attenzione a produzioni locali, al pubblico giovanile e a registi capaci di stare con i giovani, “Oliver Twist” dimostra che questa è una via maestra, da percorrere senza indugio. “La condizione difficile di una gioventù in una società di adulti, che educa al successo e al profitto - osserva Marafante - richiede uno sforzo collettivo atto a proporre ai giovani valori e cultura”.

Il teatro può farlo, la politica deve consentirlo, senza nascondersi dietro i proclami e la propaganda.

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