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Trento

Un’idea aggiornata di storia della città. Emanuele Curzel. Spoleto, Centro italiano di studi sull’alto Medioevo, 2013, pp. 259, € 15.

Trento. Emanuele Curzel. Spoleto, Centro italiano di studi sull’alto Medioevo, 2013, pp. 259, € 15.

Il nome di Emanuele Curzel, docente di Storia Medioevale all’Università di Trento e grande esperto di storia della Chiesa trentina, ha già fatto capolino su queste pagine. Anzi, più che capolino: il nostro egregio direttore aveva dedicato, lo scorso anno, nientemeno che l’articolo d’apertura di febbraio al libro da lui curato, “Storia di Trento dall’antichità all’età contemporanea” (Cierre & Il Margine, 2011), piccato dall’immagine di Trento come di città “inconsistente” che aveva creduto di leggervi.

Adesso Curzel si ripresenta al lettore col volume, tutto suo, intitolato semplicemente “Trento”, pubblicato dal Centro italiano di studi sull’alto Medioevo di Spoleto, nella prestigiosa collana “Il Medioevo nelle città italiane”. Il nuovo volume porta le caratteristiche della collana che lo ospita, dedicata a lavori di sintesi sulla bibliografia scientifica di storia delle città, una specie di stato dell’arte di questi studi. Così il lavoro di ricerca sul campo di Curzel (i suoi 28 contributi scientifici richiamati in bibliografia) fa da base, come la bibliografia altrui, ad un rigoroso lavoro di sintesi di quanto di meglio è stato messo a punto in anni recenti, aggiornando una tradizione storiografica sul Trentino spesso impregnata, nel XIX e XX secolo, di motivi nazionalistici, impegnata com’era in narrazioni della storia locale vista come lunga preparazione della “redenzione”, l’annessione all’Italia. Narrazioni ancora in vigore ai miei tempi scolastici, in cui l’unico manuale di storia locale disponibile era quello, d’impostazione irredentista, dello Zieger (“Storia della Regione tridentina”). Questo volume di Curzel offre invece l’occasione di verificare quanto la nuova storiografia trentina, stimolata dalla recente presenza dell’università, possa aiutare la città ad elaborare un’idea di se stessa critica e problematica.

Trento, che nella stessa conformazione urbanistica dimostra la sua natura di città di transito nord-sud, è stata connotata da processi storici sostanzialmente diversi da quelli “comunali” delle città italiane. Già nelle sue dimensioni molto più ridotte di quelle delle città italiane (simili invece a quelle degli altri centri alpini) trova scarsa forza una dimensione civica, mai in grado d’imporsi al territorio. “La storia del rapporto tra Trento e il suo territorio è dunque - dice Curzel - in ampia misura, la storia di forze non-cittadine e sovra-cittadine che potevano trovare in città la propria residenza, ma che non avevano lì il fulcro della propria forza” (da Federico Wanga ad Ugo Rossi potremmo dire, stiracchiando il paradigma storico di Curzel fino ad usarlo per leggere fatti di quest’estate).