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Instabilità politica

L’incapacità della Svp di adeguarsi ai cambiamenti è un rischio per l’Autonomia.

La Svp governa il Sudtirolo da più di 70 anni. La giunta provinciale di Bolzano ha avuto dal 1948 ad oggi in tutto 4 presidenti (Erckert, Pupp, Magnago, Durnwalder e Kompatscher). Ognuno di loro vantava la differenza fra l’Italia, con le sue decine di presidenti e di governi, e la nostra granitica stabilità. Fino alla scorsa legislatura con la maggioranza assoluta e poi relativa sembrava inamovibile. Oggi, per la prima volta, è stata necessaria una coalizione a cinque, di cui la Svp detiene la golden share (13 consiglieri su 19, anzi 18, di maggioranza), ma con molte incognite. È una composizione fragile, orientata a destra-destra, che ha creato un baratro con gli elettori e le elettrici che avevano creduto che si sarebbe fatto altro.

“Sostenibilità” era la parola d’ordine del candidato capolista. Pronto a rimangiarsela subito dopo, preso da altri obiettivi. Appena eletta la giunta, la maggioranza di 19 si è ridotta a 18. Il consigliere Andreas Leiter Reber, a lungo capo del partito dei Freiheitlichen, con una collega neo-assessora, poco dopo mezzanotte ha scritto al segretario generale della Provincia che dal giorno appresso avrebbe lasciato il gruppo consiliare, di cui aveva la presidenza, e anche la maggioranza. Dopo avere partecipato alle lunghe trattative, era rimasto sconvolto dal comportamento indecente di tanti eletti della Svp, che hanno rifiutato cariche istituzionali e regionali e non avevano votato un candidato del proprio partito, dopo averlo convinto a rendersi disponibile. In pieno stile di “Freunde im Edelweiß” (amici nella stella alpina, il fortunato libro di Christoph Franceschini che ha svelato le lotte intestine della Svp per il potere e i soldi).

Quel giorno si dovevano votare i rappresentanti del Consiglio provinciale nella Commissione dei Sei e di molte altre commissioni. La seduta è cominciata al cardiopalma, anche perché un assessore Svp era malato. Leiter Reber ha dichiarato che, per l’ultima volta, avrebbe votato per la maggioranza. E così ha fatto. La maggior parte delle votazioni però è stata rimandata a tempi migliori, per timore di un risultato sgradito.

Ora la maggioranza ha un solo voto in più delle minoranze, pur molto differenti fra di loro. Si dovrà cambiare il regolamento per rendere possibile la formazione delle commissioni legislative, perché dei 18, 11 sono assessori e quindi rimangono solo 6 che dovranno occupare più di un posto nelle commissioni legislative. In passato le commissioni avevano sempre una maggioranza governativa.

Quando la sottoscritta è stata presidente del Consiglio provinciale, avevo proposto che gli assessori venissero sostituiti in Consiglio dai primi non eletti. Non per aumentare il numero dei politici, ma perché la grande mole di competenze del sistema autonomistico richiede un legislativo più forte. Il fatto che la giunta attuale sia composta di ben 11 eletti, per accontentare tutti gli appetiti, rende l’assemblea legislativa marginale. Il sistema autonomistico ne è indebolito. Questo è il risultato dell’atteggiamento della Svp verso l’Autonomia. Sempre indaffarata a fare patti sottobanco, convinta che l’Autonomia sia cosa loro e non cosa di tutti i residenti nel Sudtirolo, i suoi esponenti si sono impegnati solo per avere più potere per il partito, più competenze, e ben poco per usare il potere a favore del benessere della popolazione.

Qualche esempio? L’IPL, Istituto per il lavoro della Provincia, ha di recente informato che un lavoratore dell’edilizia guadagna in provincia di Bolzano il 40 % meno del suo collega del Tirolo austriaco, e il 55 % rispetto a quello bavarese. In Lombardia, dal 2019 al 2021, i salari sono cresciuti del 6,7 % , nella Provincia Autonoma di Bolzano dello 0.2. I prezzi delle case invece concorrono con quelli delle principali metropoli europee.

Risultato? Il 40 % dei senzatetto a Bolzano sono lavoratori con contratti a tempo pieno: di giorno lavorano, di notte dormono nei dormitori invernali e d’estate sotto i ponti. L’inflazione ha ancora dati a due cifre, mentre nel resto d’Italia è scesa. La Sanità pubblica è allo sbando, i medici e gli infermieri sono umiliati e spinti ad andarsene, ma la spesa è altissima e premia privati e burocrati.

E la sostenibilità? Bolzano è scesa di colpo di dieci punti nella lista della qualità di vita delle città. Centinaia di tir sono convogliati in un’unica direttrice in mezzo alla città. La lotta di sindaci, popolazioni, associazioni e comitati ambientalisti contro le mega opere delle prossime Olimpiadi viene annientata dalle promesse non mantenute. ”Olimpiadi a costo zero” annunciò il presidente Kompatscher nel 2019. Ora siamo a 5 miliardi e rotti e la statale della Pusteria, salvata a suo tempo dal progetto “Alemagna”, viene ora coperta di cemento. La prima rete Tv della Germania, la ARD, ha mandato in onda lunedì 26 febbraio un documentario con Felix Neureuther, il famoso sciatore, che è consulente della TV, dal titolo “Spiel mit den Alpen”, in cui si raccontano i disastri ambientali delle Olimpiadi 2026. Fra il resto, la pista di bob di Cortina e l’ampliamento folle dello stadio di Anterselva. “Andava bene così, ma avevamo i soldi e allora abbiamo deciso di usarli. Il risultato fa raccapricciare. Il doku si può vedere su ardmediathek.de/video.

Povera Autonomia!

Arno Kompatscher

Intanto, superato lo shock del “patto del diavolo” fra Kompatscher e Meloni, venuto alla luce dopo le elezioni, qualcuno ha cominciato a porsi delle domande: ma davvero l’Autonomia è in pericolo? Ma allora le norme di attuazione fatte negli ultimi anni e tanto propagandate dalla Svp non valevano niente? L’Autonomia più forte che c’è nel mondo, quella sudtirolese, è seriamente minacciata? E perché negli ultimi vent’anni, i numerosi e arroganti parlamentari Svp a Roma non hanno mai aperto bocca su questo pericolo mortale? Vent’anni di silenzio, anzi, di vanterie sull’Autonomia esemplare.

C’è chi azzarda una risposta drastica ma forse non tanto lontana dal vero: l’Autonomia sudtirolese è proprietà del partito, e il partito vuole sempre più poteri per sé, non ha come obiettivo migliorare la vita della cittadinanza.

I numeri rendono questa maggioranza fragile.

Chi scrive non è fra coloro che pensano che la giunta cadrà prima del termine naturale della legislatura. Neppure gli odi intestini più forti avranno la prevalenza sul timore di perdere il posto, difficilmente riconquistabile. L’ipotesi ventilata di andare ad elezioni anticipate sarebbe in questo momento una débâcle per la Svp. Poi, con il tempo, la gente dimentica, aiutata dal monopolio mediatico. Quindi per ora ce li teniamo. E in fondo c’è anche la speranza che qualcuno di questi assessori, pochi, a partire dal nuovo assessore alla Sanità, faccia il proprio mestiere bene e con lealtà verso le istituzioni - se glielo lasceranno fare.

Sono tanti i cittadini e le cittadine a sentirsi fragili, non trattati con giustizia, che devono pagare le tasse e vedere ricchissimi evasori godere dei benefici sociali, avere difficoltà tignose per fare un balcone e vedere ovunque speculazioni selvagge ed enormi. Non si vede chi si voglia opporre ai gruppi di interesse, alle lobby di contadini, albergatori, cementificatori, ecc.

È il coraggio che non si vede, prima qualità di chi fa politica. Il piagnisteo di chi sta ai vertici e si giustifica dicendo: “Avrei voluto che fosse così”, ma poi non ha alzato un dito per fare qualcosa, disgusta. Perché contiene un disprezzo intollerabile per chi soffre e per le persone oneste.

Infine. Quando è stata approvata la chiusura della vertenza e del cosiddetto “pacchetto”, io c’ero. Ed ero d’accordo sulla chiusura e convinta che l’Autonomia sarebbe stata uno strumento di pace e di benessere per tutti. Sono andata a Vienna al Nationalrat a dirlo chiaramente, eravamo una delegazioni a tre, di tre lingue madri diverse, guidata da Arnold Tribus.

Ma non avrei mai e poi mai immaginato che per dare più potere a un partito in forte perdita di consenso, e che non riesce ad adeguarsi ai profondi cambiamenti sociali, culturali, economici e climatici, invece che creare un consesso che raccolga o ascolti tutte le voci di chi abita in Sudtirolo, si sia stretto un patto (del diavolo) segreto con un partito che in tutto il suo percorso storico è stato contrario al progetto di pace dell’Autonomia.