Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca
QT n. 2, febbraio 2026 Trentagiorni

La Marcialonga è “sostenibile”?

Per garantirsi l’uso del termine “sostenibile” è sufficiente una certificazione, ovviamente europea. Si tratta di un documento che, pagando, viene distribuito in ogni situazione, senza alcuna consultazione dei portatori di interessi generali. Così è per la Marcialonga.

I dirigenti affermano che l’organizzazione costa 350 mila euro l’anno. Sarebbe bene sapere quanto costano le risorse, umane, i macchinari, i materiali, l'energia elettrica dei singoli comuni, risorse messe a disposizione dell’organizzazione e che non rientrano nella contabilità, costi distribuiti in 12 comuni, più risorse della Provincia e altre in termini di sicurezza pubblica.

A due giorni dall’evento non vi era traccia di neve nelle valli dell’Avisio. Ha nevicato il venerdì notte del 23, sabato e la giornata della gara. Tutti i settanta chilometri della pista erano stati innevati artificialmente: 130mila metri cubi di neve trasportata con migliaia di viaggi di camion e trattori. Una quantità che corrisponde ad almeno 520 mila metri cubi di acqua, in più situazioni attinta dai corsi d’acqua in assenza di valutazioni ecologiche, e persino da acquedotti comunali, creando notevoli disagi, e anche situazioni di criticità ai residenti. Come del resto pesanti criticità sono ricadute su Cavalese, con il centro storico chiuso al transito per una settimana, o a Moena, dove si è innevato fino dal giovedì.

E ancora: chilometri di pista sulla ciclabile per mesi impediranno l’uso di questa viabilità ai ciclisti, dal momento che il percorso non viene liberato da una neve ormai ghiacciata.

L’organizzazione sostiene che la Marcialonga produce un indotto di dieci milioni di euro. Ma nessuno ha mai visto questa contabilità, comunque facciamola passare per reale.

Ci chiediamo però: dal punto di vista dei cambiamenti climatici è ancora sostenibile un simile evento quando, per renderlo possibile, si è stabilizzata la produzione di neve artificiale, si è provocato un elevato consumo di acqua, un dispendio energetico con costi a carico della comunità, la diffusione di gas di scarico causata dai trasporti intensivi di neve che durano un mese?

Commenti (0)

Nessun commento.

Scrivi un commento

L'indirizzo e-mail non sarà pubblicato. Gli utenti registrati non devono inserire altre verifiche e possono modificare il proprio commento dopo averlo inserito.

Riporta il codice di 5 lettere minuscole scritto nell'immagine. Puoi generare un nuovo codice cliccando qui .

Attenzione: Questotrentino si riserva la facoltà di cancellare commenti inopportuni.