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I rischi del maggioritario

Ho letto il pezzo di Giorgio Tosi ("Democrazia maggioritaria e terzo potere") a p. 34 del n. 4 e vorrei aggiungere qualche osservazione.

Che la democrazia maggioritaria, tale e quale, nuda e cruda, abbia la tendenza a degenerare fino a diventare tirannia, ce lo disse già il vecchio Alexis de Tocqueville nel suo bellissimo libro sulla "Democrazia in America" nel lontano ‘800. Toccò poi a Engels e a Lenin di sviluppare questa intuizione per arrivare a sostenere che la dittatura del proletariato, in quanto appunto governo assoluto e illimitato delle classi popolari maggioritarie (sebbene sotto la guida della classe operaia, ossia del suo partito) era la più vera democrazia, la democrazia compiuta, molto più reale dell’odiata democrazia liberale borghese. E sappiamo come è andata a finire.

De Tocqueville ci ha messo in guardia contro il concetto strettamente maggioritario della democrazia che, non tenendo conto dei diritti delle minoranze, anzi calpestandole e cancellandole, può diventare, come giustamente sottolinea Tosi, un concetto autoritario. Tutta la storia del costituzionalismo liberale, invece, è la storia dei tentativi di vincolare la maggioranza. Lo stesso concetto dei diritti umani (di "diritti inalienabili" e insindacabili parlò già la Dichiarazione di indipendenza americana) è un vincolo, un limite che la volontà maggioritaria non può trasgredire. Una costituzione non è che un’auto-restrizione della volontà popolare, maggioritaria.

Appunto per questo, tutte le costituzioni che si rispettino richiedono una maggioranza qualificata e procedimenti restrittivi e complicati per cambiare le regole del giuoco politico, all’interno delle quali la maggioranza può poi governare. Appunto per questo le Corti Costituzionali agiscono come guardiani e garanti dei diritti degli individui. (...)

Ogni Stato membro dell’Unione Europea è libero di scegliere il tipo di costituzione (repubblica parlamentare, monarchia costituzionale, repubblica presidenziale) ed il tipo di sistema elettorale (proporzionale, con o senza soglia di sbarramento, maggioritario) che vuole, a patto che non si tocchino i principi fondamentali, come la separazione dei poteri o le garanzie per il rispetto dei diritti degli individui e delle minoranze.

Ora, il concetto criticato dal Tosi - "l’indirizzo politico premiato dal voto popolare non deve trovare ostacoli istituzionali alla sua più completa attuazione", l’"unicitá del potere" - non solo puzza di leninismo. E’ semplicemente lontano anni luce dal diritto europeo e dalla tradizione costituzionale europea. Gli "ostacoli" alla più completa attuazione della volontà della maggioranza sono l’essenza stessa di uno Stato Costituzionale.