Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

Fra arte e anti-arte

Prima tappa di un viaggio ai confini dell’arte (e oltre), dove l’artista tenta (talvolta riuscendo) di liberarsi dalle gabbie del sistema dell’arte tramite piccole e grandi utopie.

Iniziamo con questo numero una serie di servizi a cadenza irregolare - quindi in sintonia col tema trattato - aventi come oggetto espressioni artistiche raramente musealizzabili, spesso gratuite, scambiabili, clonabili, talvolta perfino rubabili, reperibili ai margini di manifestazioni artistiche ufficiali, o per posta, o su Internet, perfino passeggiando per strada. Forme artistiche assai diverse, come diversi i media espressivi utilizzati, dall’adesivo al timbro, dal fax all’happening, al computer, a tecniche più tradizionali utilizzate però in contesti diversi.

L’idea di un’arte altra, che possa svincolare il mercantilismo del sistema dell’arte agendo ai suoi margini, creando opere artistiche effimere o comunque difficilmente commerciabili, non è certo nuova, ma nemmeno, come sostengono alcuni, morta. Se movimenti come il Nouveau réalisme o Fluxus, Situazionismo od Arte povera, Body art e molti altri ancora hanno percorso il cammino che separa lo shock dal museo, molti altri artisti, noti ed anonimi, persistono nel loro sincero cammino verso un altrove artistico e sociale.

Piermario Ciani, "Autoritratto".

Piermario Ciani(1951), artista periferico (vive e lavora a Bertiolo, uno sperduto paese del Friuli), ma allo stesso tempo mediaticamente attivo sul piano internazionale, è l’artista col quale vorremmo aprire questa serie di servizi. Il motivo è presto detto: i suoi 25 anni di produzione artistica sono caratterizzati da un furor sperimentatore che lo ha portato ad agire nei campi più disparati, dalla molteplicità espressiva della mail art alla molteplicità d’individui di Luther Blissett, fenomeno internazionale del quale fu uno dei promotori. Creatore d’immagini con procedimenti manuali, fotochimici, elettrostatici e digitali, pubblica ed espone le sue opere dal 1976, quando iniziò a dipingere quadri optical. Vennero poi i "Ritratti neoniani", fotografie della scena new wave e punk a Pordenone, e poi l’esplorazione nei campi più diversi (dall’adesivo alla copertina di dischi) e con le tecniche più singolari. Nel 1994 diffonde l’icona-Luther Blissett, multiple name che sarà autore/i del primo libro edito della AAA edizioni, casa editrice da lui fondata nel 1996: "Totò, Peppino e la guerra psichica". Con l’AAA edizioni prende via un’indagine a vasto raggio nel mondo della mail art, "movimento" del quale è tutt’ora partecipe, dilatando il tradizionale campo d’azione (buste, timbri, francobolli) ad altre forme d’espressione, come le "banconote d’artista", che quest’estate ha copiosamente distribuito in un evento parallelo alla Biennale di Venezia. Tra le altre cose (troppe per essere espresse in queste poche righe, ma d’altronde Ciani ha già la sua importante monografia, guarda caso edita dalla AAA), un campo d’azione (e sperimentazione) prediletto da Ciani è, da buon lutherblissettiano, il campo dei simboli, siano essi il linguaggio sgangherato della segnaletica che quello delle parole abusate dai media (in primis la parola ARTE, al centro di molti suoi lavori), che quello dei logo, come quello del nostro giornale, che si è divertito a deturnare. Abbiamo fatto qualche domanda a quest’artista che si considera"ai margini dell’arte, più dentro alla vita".

Molti dei tuoi lavori usano e abusano della tecnologia, storpiandone l’utilizzo convenzionale, ma comunque privilegiandolo rispetto a tecniche artistiche più classiche. Non c’e il rischio che le idee possano venir assorbite dallo strumento?

"Il rischio è insito in ogni strumento e bisogna saperlo evitare, ma vorrei sottolineare che anche la matita o il pennello sono strumenti usati per la creazione artistica (quindi condizionano la realizzazione dell’opera), solo che sono più primitivi. I programmi di pittura e fotoritocco per computer hanno un¹infinità di opzioni per creare e manipolare le immagini, tra cui anche la matita e il pennello; il risultato finale dipende da come vengono utilizzati. Se l’arte è l’espressione del proprio tempo, è inevitabile utilizzare gli strumenti di oggi".

In molti dei tuoi lavori sulla parola, sulla decontestualizzazione dei simboli o degli slogan, sembra esserci un’idea sovversiva: quella di creare link errati, punti interrogativi che da una singola parola possano estendere il dubbio all’intero codice...

"Non posso fare a meno di pensare alla statua che è contenuta nel blocco di marmo o agli innumerevoli romanzi che stanno dentro al vocabolario. Credo ci sia una grande differenza tra i fumetti ingigantiti di Roy Lichtenstein e i fumetti deturnati dei Situazionisti, tra il vuoto XXL e il pieno S, tra contenitore che si fa contenuto e piccoli cortocircuiti che stimolano il cervello. Da dodici anni estraggo dai giornali tutti i titoli che danno varie definizioni dell’arte e le incollo una accanto all’altra su pannelli. Ho accumulato centinaia di frasi che mettono in crisi quello che noi pensiamo comunemente sul significato della parola arte, e ciò senza creare delle frasi mie, ma estraendo quelle scritte da altri, non da storici o critici d’arte, ma dai direttori di quotidiani e riviste ad alta tiratura".

Le produzioni della AAA edizioni evidenziano un forte interesse per i "sottoprodotti" artistici, indubbiamente sconosciuti ai più: francobolli, adesivi, banconote, timbri... l’ennesima arte totale o un’idea, forse altrettanto utopica, di arte altra, gratuita, anonima, senza copyright e quindi da tutti clonabile?

Piermario Ciani, "Comunisti dappertutto!" realizzazione ispirata alla nostra testata.

"L’Arte Postale è il frutto di scambi gratuiti tra persone di ogni angolo del pianeta. Uno scarabocchio su una busta vale per quello che è, una comunicazione orizzontale e paritaria tra due persone. Con AAA Edizioni abbiamo documentato e diffuso il magmatico universo parallelo dell’Arte Postale pubblicando vari libri sull’argomento, evidenziando anche alcuni nodi centrali del nostro operare artistico: non necessariamente l’arte deve essere veicolata solo con grandi tele dipinte a mano, ma anche attraverso piccoli francobolli stampati. Non bisogna negare la nostra identità né le peculiarità di ogni individuo, ma nemmeno farsi dominare da leggi sul copyright che tutelano i più furbi, non i veri creativi, e non tengono in considerazione che ogni opera è frutto di un sapere collettivo".

In oltre 25 anni di attività artistica, che idea ti sei fatto del sistema dell’arte?

"Il sistema dell’arte contemporanea si basa su evidenti contraddizioni che rendono l’arte incomprensibile alla maggior parte delle persone. Perché sul mercato un taglio sulla tela o uno sgocciolamento di colori firmati Fontana o Pollock possono valere di più di un maestro del Rinascimento? Davanti all’arte contemporanea, oltre allo sbigottimento generale, la frase più tipica è: ‘Questo lo so fare anch’io’. Vox populi, vox Dei. E quelli che sono dotati, che sanno dipingere, non è raro trovarli a elemosinare dipingendo madonne sui marciapiedi o decorando a mano oggetti d’artigianato".

Quale rapporto hai con i luoghi convenzionali dell’arte?

"Abbastanza buono con alcuni critici e gallerie, ma inesistente con la maggior parte delle istituzioni rappresentative del sistema globale dell’arte.

C’è anche da dire che tutto è relativo, quindi possiamo trovare persone come Giancarlo Politi che si lamentano di istituzioni come la Biennale di Venezia e propongono eventi alternativi come la Biennale di Tirana, poi di Praga (prossimamente di Groszny o Tikrit?), trascurando il non trascurabile fatto di essere egli stesso fondatore e attuale direttore della rivista Flash Art, la più longeva e diffusa rivista d’arte italiana, ingranaggio non secondario nel determinare le sorti degli sventurati appassionati d’arte contemporanea".