Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

Evviva, la “banda larga” arriva

Finalmente la Provincia si attiva per una moderna rete di tele-comunicazioni; ma con tempi lunghi e con alcune difficoltà.

In un nostro articolo dell’ottobre scorso (Dopo la Michelin) sulle prospettive per l’economia trentina nella non semplice situazione attuale, Questotrentino denunciava il gap fra le tante chiacchiere su ricerca e innovazione, e l’insabbiarsi del progetto di fornire il Trentino di un’adeguata rete di telecomunicazione. Un autentico scandalo, che evidenziava la mancanza di cultura del nuovo: i 100 milioni per le nuove tecnologie erano troppi, mentre i miliardi per le strade si trovano sempre.

Non siamo stati soli nell’evidenziare questo decisivo ritardo. Anche all’interno dell’amministrazione provinciale ci si è finalmente mossi: così nei giorni scorsi si è arrivati all’annuncio della fase operativa del progetto larga banda.

Per meglio capire l’iniziativa abbiamo sentito l’ingegnere Paolo Simonetti, direttore dell’Ufficio Pianificazione delle Comunicazioni della PAT. "Il progetto - spiega Simonetti – prevede la creazione di una infrastruttura di comunicazione basata sulla fibra ottica lungo l’intero territorio provinciale. Grazie ad un investimento di 130 milioni di euro nei prossimi 10 anni, verrà costruita una rete ad elevata velocità con un’estensione di 740 km e in grado di collegare tra loro 94 nodi".

In altre parole, entro i tempi indicati, l’intero Trentino - non solo il capoluogo o i principali centri - dovrebbe essersi dotato di un sistema di comunicazioni moderno, efficiente, in grado di sostenere servizi che ad oggi sono disponibili solo nelle principali città italiane, Milano in testa.

Perché la notizia dovrebbe interessare anche un pubblico non specializzato? Come sempre succede, gli aspetti più significativi di una nuova tecnologia non sono quelli meramente tecnici: nel nostro caso, importa solo fino ad un certo punto sapere qual è la banda di una rete in fibra ottica o che tipo di protocolli regolano il flusso dei dati (rimandiamo comunque all’apposito box per una presentazione di queste questioni). Ciò che veramente è significativo è come questi aspetti modulino e modifichino la realtà (sociale, economica e politica) della comunità in cui sono inseriti. Le aspettative sono tante e di notevole portata: vediamone alcune.

Nella società dell’informazione, l’infrastruttura di comunicazione regola la qualità e la disponibilità dell’informazione: cambia il modo in cui si pianificano le ferie, si lavora, ci si informa. Influenza quindi il modo di divertirsi, fare affari, fare politica: il modo di essere cittadini, insomma. Una rete all’avanguardia (la banda larga) aumenta la quantità e la varietà dell’informazione disponibile. Di conseguenza modifica la vita degli utenti per quantità e qualità: incrementa il numero delle attività che si possono fare, ne varia la tipologia e il valore.

Più concretamente, quali saranno i vantaggi? Senz’altro l’accelerazione dei servizi già oggi disponibili via rete e la fruizione realmente multimediale di Internet; ma anche il completo sviluppo dell’e-government, per un rapporto più snello e flessibile tra i cittadini e l’amministrazione. I maggiori benefici verranno però dai nuovi utilizzi della rete che la banda larga renderà possibile, ad esempio telelavoro, telemedicina, formazione a distanza, ecc.

La new economy richiede impieghi ad elevata intensità di lavoro e conoscenza. In questa economia l’attrattività di un territorio non si misura tanto in base alla disponibilità di aeroporti e strade, ma in base alla presenza di lavoratori ad alta formazione e nel modo in cui questo territorio è (digitalmente) connesso col resto del mondo. Questi parametri influenzano quali nuove imprese sono in grado di nascere e svilupparsi e quali investimenti affluiscono in una regione. Non puntare su formazione e connettività significa rinunciare a questo tipo di economia. Il che, tanto più alla luce delle recenti difficoltà dell’economia tradizionale, non sembra saggio.

L’intervento della Provincia è quindi senz’altro degno di plauso, sia nel merito che in generale, in quanto sembra sottendere un visione propositiva, un modello di sviluppo avanzato per il Trentino.

Due considerazioni ancora: il progetto è tanto più significativo in quanto arriva in un periodo di contrazione di bilancio, che potrebbe spingere a riduzioni degli investimenti anziché alla realizzazione di nuove iniziative. E l’intervento pubblico, da noi, è indispensabile, causa la particolare conformazione morfologica e demografica del Trentino che rende non profittevole l’iniziativa privata.

Tutto bene quindi? In realtà, qualche neo esiste. In primo luogo, i tempi dell’iniziativa. L’atto di indirizzo del 2002 che dava inizio al progetto e il successivo aggiornamento del 2003 fissavano la fine dei lavori per il 2006-2007. Oggi, invece, si prevedono 4-5 anni per la realizzazione della dorsale (la parte centrale dell’infrastruttura di rete) e fino a 10 anni per la connessione alla dorsale degli utenti finali, la cosiddetta rete di accesso.

Tra i motivi del ritardo, Simonetti cita le lunghe trattative con Telecom, la non facile risoluzione delle questioni finanziarie e qualche problema in fase di progettazione. "La fibra ottica, comunque, è una tecnologia che garantisce un periodo di vita di 20-30 anni: questi ritardi non compromettono il progetto". Nessun problema quindi dal punto di vista tecnologico.

Tuttavia, più tempo passa, più sono le opportunità economiche e sociali che non si riescono a cogliere. Per tamponare il problema è stato sottoscritto, tramite Informatica Trentina, un accordo con Telecom per disporre di banda larga da subito, ma solo per alcune applicazioni specializzate, quali telemedicina e servizi dell’amministrazione pubblica in testa.

La seconda perplessità viene dal fatto che il progetto si concentra sulla realizzazione della dorsale di comunicazione lasciando in secondo piano la connessione degli utenti finali ad essa. Di nuovo, da un punto di vista tecnologico esiste un ampio ventaglio di soluzioni: basate sul tradizionale doppino di rame, fibra ottica, connessioni wireless. Il problema vero è quando e chi realizzerà e controllerà quest’ultima parte della rete. Al momento il compito è genericamente demandato ai singoli comuni e comunità.

Ancora, la gestione della dorsale richiede la costituzione di una nuova società a partecipazione quasi interamente pubblica e di cui fanno parte da subito Alpikom e Tecnofin. E’ evidente che il piano industriale di questo nuovo gestore di rete avrà un impatto significativo sulla reale efficacia del progetto.

Infine, da un punto di vista politico, è da valutare come le nuove iniziative in campo economico e di sviluppo (si veda ad esempio il lavoro del Comitato e-Society voluto dall’assessore Salvatori) riusciranno a sfruttare la nuova infrastruttura, progettata e realizzata dall’assessorato alle opere pubbliche.

Insomma, la banda larga è uno strumento necessario per un Trentino veramente moderno in campo economico, sociale e politico. Non è però sufficiente: accanto ad essa servono modelli di sviluppo, coraggio imprenditoriale, capacità di gestire e guidare il cambiamento.

Tecnologie di rete

Non esiste una definizione univocamente accettata per "banda larga". Il Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie la definisce come "l’ambiente tecnologico che consente l’utilizzo delle tecnologie digitali ai massimi livelli di interattività". Nelle statistiche sembra poi accontentarsi e, introducendo secondo noi elementi di confusione, definisce banda larga connessioni con velocità superiore a 144kbit/s (cioè l’attuale ADSL). Di seguito elenchiamo le caratteristiche teoriche di banda di alcune tecnologie, avvertendo che altri fattori (come latenza e portata) ne influenzano le performance e applicabilità complessive.

Modem analogico: 56Kbit/s.
ISDN: 128Kbit/s.
UMTS (telefonia di terza generazione): 2Mbit/s (ricordiamo che 1 Mbit = 1000 Kbit).
xDSL:
nella famiglia di tecnologie DSL si possono avere velocità variabili tra le centinaia di Kbit/s (l’ADSL odierno) fino ad oltre 50Mbit/s.
Wireless:
il protocollo più diffuso oggi (802.11b) offre una banda di 11Mbit/s; il suo aggiornamento (802.11g) 54Mbit/s. Sono entrambi a media portata. Il futuro WiMAX (802.16) promette banda fino a 70Mbit/s e portata maggiore.
Fibra ottica:
esistono diversi tipi di connessione via fibra con velocità superiori alle decine di Gbit/s (ricordiamo che 1 Gbit = 1000 Mbit). Insomma, la fibra ottica ha una velocità un milione di volte superiore al modem analogico, e centomila volte l’ADSL.