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Emergenza Belzebù

Grande spiegamento di mezzi per una notizia piccola piccola.

"Desinit in piscem" (termina in pesce) – dicevano i latini per indicare una delusione, o una fregatura: con riferimento alla figura mitologica della sirena, per metà donna bellissima, ma per il resto ben poco attraente. E in pesce si conclude appunto la grande inchiesta dell’Adige sul satanismo in Trentino, che prende spunto da un paio di furti in chiesa, a Madonna Bianca e a Mezzocorona, dove alcuni ignoti hanno rubato degli ostensori, sparpagliato delle ostie e vuotato le cassette delle elemosine.

Episodi naturalmente deplorevoli, nei quali però la pista satanica è solo una delle possibili. Ed anche L’Adige, inizialmente, appare prudente: "Non si può escludere - si limita infatti a scrivere - che dietro la vicenda ci possa essere la pista del satanismo e di messe nere".

Di sicuro, c’è comunque "un vero e proprio allarme furti sacrileghi"; dopo di che, nei giorni seguenti, pur in assenza di fatti nuovi, il giornale si butta a corpo morto sul satanismo, con un’abbondanza di articoli e di interlocutori che vorremmo veder applicata a temi più consistenti. Fino al perentorio titolo d’apertura di prima pagina del 13 dicembre: "In Trentino allarme satanismo"

Si intervistano, naturalmente, i parroci interessati, e poi un docente del seminario esperto di occultismo, un professore di Transcrime, il preside della scuola diocesana di formazione teologica, fino al vescovo. Con risultati sconfortanti, tutti basati sul sentito dire. A uno risulta che ci siano state messe nere a Mezzocorona e ad Arco; un altro dice che i satanisti nostrani "non sono 4-5 e non sono 10-20. Sono molti di più". E il vescovo conclude invitando "a non abbassare la guardia". Le sette sataniche? "Non penso siano molto diffuse – dice - Non sappiamo quante siano, ma sono ad ogni modo troppe, perché non dovrebbe essercene nemmeno una".

Gli stitici esiti dell’inchiesta inducono il giornale ad allargare il discorso alle sedute spiritiche, che sono tutt’altra cosa, ma che s’intrufolano nella storia principale grazie ad una notizia fornita da uno degli intervistati, che racconta come - non si sa dove né quando - "una famiglia, dopo avere partecipato ad una seduta spiritica, si è dovuta rivolgere ad un esorcista".

Come mai? Succede che tu, magari, evochi l’anima del nonno perché ti dia i numeri del lotto, ma al suo posto compare invece "una forza demoniaca che si spaccia per l’anima della persona morta". E a quel punto sei fregato.

Ma nemmeno l’improprio ampliamento del campo d’indagine fa decollare l’inchiesta, che rimane una prateria di banalità: Nelle sedute spiritiche "può esserci un fondamento di verità. Ci sono anche cose autentiche" - rivela un esperto. "Secondo gli esperti (?) - spiega a sua volta il cronista - in Trentino un adolescente su 4, almeno una volta, si è seduto attorno ad un tavolo, cercando un contatto con l’aldilà", ma "dobbiamo ricordare - è un altro esperto a parlare - che lo spiritismo viene praticato anche dagli adulti".

In conclusione, "Attenti ai medium, ad un certo tipo di musica e ad un certo tipo di film". Già, perché a questo punto si tirano in ballo anche la serie televisiva "Streghe", Harry Potter, e il cosiddetto rock satanico con i suoi presunti messaggi subliminali, fino alla leggenda della Dama Bianca, raccontata con dovizia di particolari nell’articolo intitolato "Pergine, il castello degli spettri".

Particolarmente allarmante l’ammonimento di un docente del seminario: "Quel che si sa è che chi punta all’avvicinamento del demonio è alla ricerca del potere, del successo e del denaro".

Dal che, parafrasando quanto sopra citato, dovremmo dedurre che i seguaci del demonio, in Trentino, non sono 400 o 500, ma molti, molti di più.