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Create-Net: innovazione o fumo negli occhi?

Innovazione o fumo negli occhi? Un celebre ricercatore americano sbarcato a Trento, un centro di ricerca generosamente finanziato, ma dai dubbi risultati e scarsa trasparenza. Si ripropone il tema della verifica della ricerca, dei possibili sprechi, dei soldi che non vanno investiti a casaccio.

Possibile che il centro di ricerca "Create-Net", finanziato fin dalla sua nascita nel 2003 con diversi milioni di euro dalla Provincia, generi accesi contrasti tra chi lo considera un centro di eccellenza e innovazione e chi lo accusa di essere una struttura poco efficiente, oltre che una fucina di precariato? Sembrerebbe di sì. Vediamo perché.

Create-Net (d’ora in poi CN) è nata nel 2003 come associazione senza scopo di lucro con l’obiettivo di fare attività di ricerca e sperimentazione nel campo delle tecnologie avanzate di telecomunicazione. Per questa ragione CN è stata finanziata dalla Pat, tramite un bando, per una somma di 6 milioni di euro versata nell’arco di tre anni. Membri di CN nel 2003 erano l’Istituto trentino di cultura (allora ITC), l’Università di Trento, il CNR di Pisa, il Budapest Institute of Technology e l’Israel Institute of Technology (Technion). Associati fondatori erano anche il Politecnico di Torino ed il TKN di Berlino, che però successivamente uscirono, troncando i rapporti con CN. Principale ideatore e presidente di CN era ed è Imrich Chlamtac, celebre ricercatore americano, tra l’altro già legato professionalmente a ben tre dei cinque organismi fondatori rimasti in CN, ovvero l’università di Trento, il Technion israeliano e l’istituto di Budapest. A Trento Chlamtac è professore straordinario ad Ingegneria, ma sembra impossibile scoprire quali corsi abbia tenuto o tenga agli studenti dal momento che il sito dell’Università non ne segnala nemmeno uno e il professore non ci ha risposto alla mail inviata ai suoi due indirizzi dell’università.

CN si è prefissata il compito di sviluppare tecnologie avanzate nel campo delle telecomunicazioni che possano essere di servizio ai cittadini, agli enti pubblici ed alle industrie e che attirino ricercatori internazionali in Trentino. Il 27 aprile del 2004 l’assessore provinciale alla ricerca Gianluca Salvatori affermava al Corriere del Trentino che sarebbe stata valutata nei tre anni "la capacità del centro di generare, attraverso la ricerca, nuove imprese". Rispetto ai buoni propositi del 2003 cosa ha dunque realizzato CN?

Imrich Chlamtac, presidente di Create-Net.

Per scoprirlo partiamo da uno specifico documento che dovrebbe, apparentemente, eliminare qualsiasi dubbio: il "Rapporto finale dell’attività di monitoraggio di Create-Net" steso nel dicembre 2006 dall’ing. Cesare Mossotto, monitore di CN per conto del "Comitato tecnico scientifico per la ricerca e l’innovazione" della Pat. Leggendo il documento si rimane affascinati dai risultati conseguiti in tre anni da CN: un riconosciuto prestigio internazionale grazie ad oltre 100 pubblicazioni ed all’organizzazione di una cinquantina di eventi scientifici, accordi siglati con oltre 250 istituti europei e mondiali, una stretta rete di collaborazione con il territorio ed un forte impatto sui progetti di interesse pubblico, il finanziamento di 14 progetti da parte dell’Unione Europea e del Ministero, la creazione di un’organizzazione composta da più di cinquanta persone tra manager, ricercatori internazionali e giovani laureati e dottorati trentini che hanno potuto lavorare al meglio poiché - sono parole del monitore Mossotto - "uno dei punti di forza di Create-Net è l’ambiente di lavoro considerato stimolante e cooperativo".

Tombola! Cosa dovrebbe dunque concludere chiunque indagasse sull’operato di CN? Ovvio: che CN ha realizzato i suoi obiettivi e che i milioni di denaro pubblico (almeno 7,4 tra il 2003 e il 2007) sono stati ottimamente spesi.

La nostra inchiesta finirebbe qui se CN non fosse al centro di una polemica non ancora sopita tra la dirigenza e i ricercatori dipendenti. E se il consigliere provinciale dei DS Bondi non avesse promosso ben due interrogazioni sul caso, costringendo l’assessore Salvatori ad una risposta incompleta e impacciata, come ci ha confermato anche il consigliere provinciale di Forza Italia Mauro Delladio.

Per prima cosa è doveroso precisare che il lavoro dell’ing. Mossotto, di cui non si intende mettere in dubbio né la professionalità né la buona fede, non scrive la parola fine sul monitoraggio e sulla valutazione del lavoro svolto da CN da parte della Pat. Anzi.

Nel "Programma pluriennale della ricerca per la XIII legislatura" della Pat si promuove l’attività di due enti distinti che hanno il compito di valutare l’operato dei centri di ricerca finanziati dalla Provincia. Il primo di questi enti è il già citato CTS, "Comitato tecnico-scientifico per la ricerca e l’innovazione" (a cui fa riferimento il monitoraggio di Mossotto), che ha il compito di valutare i singoli progetti e l’attività di ricerca. Il secondo ente è il CVR, il "Comitato di valutazione della ricerca", che in maniera indipendente dal primo valuta i risultati ottenuti dai progetti. Il prof. Gianluigi Gorla, membro del CTS, ci consente di comprendere meglio la differenza tra i due comitati: "Il CTS lavora per indirizzare e promuovere la ricerca, incluse le attività di selezione e monitoraggio. Le sue valutazioni sono ex-ante e in processo, ovvero riguardano le singole iniziative e il loro merito. Il "Comitato di valutazione" invece si pone la domanda: quali sono le ricadute sul territorio di natura economica, produttiva, tecnologica, sociale dei progetti? Il ‘Comitato di valutazione’ deve essere distinto dal ‘Comitato tecnico-scientifico, altrimenti come potrebbe valutare, con distacco, i risultati ai quali lo stesso ‘Comitato tecnico-scientifico’ ha concorso?".

A quanto sembra, dunque, per avere un’effettiva e distaccata valutazione dell’impatto sul territorio dei centri di ricerca quali CN non basta il monitoraggio dell’ing. Mossotto, ma è opportuno attendere anche la relazione del "Comitato di Valutazione" che, avendo iniziato i lavori solo nel gennaio scorso, deve ancora pubblicarne gli esiti.

Entriamo ora nel merito della relazione del monitore. Partiamo dal rapporto esistente tra CN e i suoi ricercatori dipendenti. A differenza da quanto affermato da Mossotto, il clima in CN sembra essere tutt’altro che stimolante e cooperativo, almeno a quanto risulta dalla dura vertenza sindacale che ha scosso l’associazione per diversi mesi tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007, trovando ampia eco sui quotidiani locali. Mirko Carotta, della CGIL, ci conferma che "il clima era diventato tale che molti ricercatori decisero di andarsene perché impossibilitati a lavorare serenamente". In effetti se si confronta lo staff di CN presente nel documento di monitoraggio (dicembre 2006) e quello attuale, risulta che in un anno una decina di ricercatori se ne sono andati.

Il direttore associato di CN Alessandro Zorer, in altre occasioni molto disponibile, ha glissato sull’argomento non fornendoci i dati che avevamo richiesto in proposito. Così come non abbiamo potuto verificare con certezza quale sia attualmente il numero preciso dei ricercatori con un contratto a tempo indeterminato. Zorer si è lasciato scappare solo una quantificazione approssimativa: circa quattro-cinque. Tenendo conto che i ricercatori di CN sono una quarantina, è facile trovare la percentuale degli stabilizzati. Forse anche per questo la fuga da CN sembra non essersi fermata.

"CN rispecchia un modello tipicamente americano, portato dal presidente Chlamtac e basato sul motto: ‘La società è privata e tutte le sue scelte riguardano solo noi dirigenti’" – prosegue Carotta. Peccato che i 7,4 milioni di euro siano pubblici e che la Pat rimanga l’unica ancora di salvezza per coprire le spese ordinarie e strutturali.

I ricercatori, inoltre, in questi anni non hanno potuto beneficiare di una programmata rete di formazione interna che consentisse di trasmettere conoscenze e di consolidare le competenze. Un giovane ricercatore ci ha addirittura riferito che al massimo era stato organizzato per i dipendenti un corso di inglese, che però sembra non sia nemmeno partito.

La questione contrattuale, per quanto delicata e importante, non è tuttavia l’unica ombra presente in CN. Nel documento elaborato dal monitore si faceva riferimento alla realizzazione di oltre 100 pubblicazioni, tra saggi e articoli. Non siamo in grado di giudicare lo spessore delle riviste sulle quali sono comparsi gli articoli, la cui valutazione, come ci dice Michele Andreaus, coordinatore dell’Osservatorio provinciale sulla ricerca dal 2002 al 2004, è piuttosto complessa e controversa. Ci limitiamo a rilevare che se queste pubblicazioni sono le stesse presenti sul sito di CN, allora dovrebbero essere quanto meno ridimensionate nel numero, dal momento che sul sito sono citati anche articoli o saggi pubblicati nel 2001 e nel 2002, ovvero prima della nascita di CN.

Il prestigio, inoltre, non deriverebbe soltanto dalle pubblicazioni, ma anche dall’organizzazione di una cinquantina di conferenze internazionali. Zorer gongola a pronunciare queste cifre perché, dice, "sono questi gli elementi che ci permettono di farci notare a livello mondiale". Certamente. Ci sorge, tuttavia, un dubbio: se i ricercatori (la quarantina di precari di cui sopra) sono impegnati ad organizzare 15-20 conferenze all’anno, sono anche in grado di mantenere alto il livello delle conferenze e, allo stesso tempo, di proseguire con efficienza negli altri progetti di CN?

Il tema della conferenze, peraltro, riserva una sorpresa. "Le conferenze - afferma Zorer - sono organizzate dal punto di vista scientifico da CN e da quello logistico da altri enti". Tra questi enti il principale partner di CN è l’ICST, una società texana che dovrebbe curare l’aspetto organizzativo, ovvero la prenotazione delle sale, la sottomissione degli articoli, la preparazione del materiale da consegnare ai partecipanti, finanche il coffee-break. Per facilitare la logistica è stato realizzato un software, si badi bene da parte di un ricercatore di CN, denominato "Cocus", che di fatto semplifica il lavoro di ICST. Ciascun partecipante alle conferenze deve pagare una cifra che varia all’incirca tra i 300 e i 700 dollari ad evento (vitto e alloggio esclusi). Perfino gli stessi ricercatori di CN devono pagare la quota d’iscrizione per partecipare. O meglio paga CN, ovvero la Provincia.

Ma a chi viene versata questa quota? A quanto viene indicato dall’iscrizione online, la quota finisce all’ICST, mentre CN per tutto il lavoro svolto ("Cocus" compreso) sembra non percepire un centesimo. E’ singolare, poi, che cliccando sul sito di ICST alla pagina "Scientific Council" si venga a scoprire che il presidente del Comitato scientifico è proprio… Imrich Chlamtac, cioè il presidente di CN.

Ma CN non dovrebbe occuparsi di pubblicistica scientifica e di organizzazione di conferenze. Come tante volte affermato sui giornali e confermato da Mossotto, dovrebbe anche collaborare con il territorio alla realizzazione di progetti di interesse pubblico. E’ la stessa CN che sul suo sito critica il modello europeo della ricerca in quanto "poco produttivo", a differenza del proprio che viene definito "incisive and visible". E’ così?

In questa direzione doveva andare il Testbed, del quale ci ha parlato l’ing. Roberto Grasso, dipendente e responsabile proprio del Testbed per CN e poi diventato uno dei cervelli in fuga dal centro: "Posto che non tocca a me dare valutazioni, rileggendo la proposta del progetto che ha ottenuto il finanziamento dalla Provincia, mi sembra che esso fosse molto imperniato sulla realizzazione di un Testbed cittadino, ovvero un sistema tale da rendere la città di Trento un unico laboratorio di sperimentazione di nuovi servizi ed una fucina di start-up e di brevetti. Questo punto rappresentava un elemento qualificante della proposta e tale da giustificare l’ingente investimento. Ma non mi sembra che i risultati siano eclatanti".

Forse è colpa, come ci ha suggerito Zorer, del periodo troppo breve (quattro anni) che non consente di valutare al meglio i risultati della ricerca. L’ing. Grasso non sembra pensarla allo stesso modo: "Sul lungo periodo siamo tutti morti! Il MIT, per esempio, valuta i progetti dopo 3 anni. Quelli che non hanno conseguito risultati sufficienti vengono chiusi e nuovi progetti vengono aperti. Sistema un po’ spietato ma funzionante". Piuttosto esplicito.

Un altro dei progetti maggiormente pubblicizzati sui giornali e citati anche dal monitore è il cosiddetto progetto "Assist". Fin dal 2004 il presidente Chlamtac aveva annunciato a breve la realizzazione di un sistema grazie al quale era possibile raccogliere informazioni "viaggianti", sfruttando cioè le automobili come veicoli non solo di persone e merci ma anche di informazioni. In questo modo, ad esempio, sarebbe stato possibile monitorare in tempo reale le strade di montagna maggiormente soggette alla formazione di ghiaccio ed avvertire del rischio gli automobilisti ed i servizi deputati della Provincia. Il progetto sta proseguendo attraverso la collaborazione con Algorab che, secondo uno dei suoi fondatori, Mirko Gremes, "vorrebbe industrializzarlo appena giunto a maturità e dopo aver risolto alcuni problemi, come ad esempio l’autonomia di lungo periodo delle batterie". Il progetto sembra interessante e siamo curiosi di vederne i risultati futuri, ma il sito di CN inspiegabilmente afferma che "sarà completamente operativo a giugno 2007". Giugno 2007? Il ritardo è già di sei mesi…

Articolo de L’Adige del 2 marzo 2005.

Per giunta l’originario progetto "Assist" non riguardava soltanto i sensori di ghiaccio, ma anche un sistema che avrebbe consentito agli automobilisti di Trento di sapere subito quali parcheggi erano liberi nelle vie di loro interesse. Un altro progetto futuristico del quale però possiamo evitare di verificare i risultati, dal momento che dopo essere stato pubblicizzato con entusiastici articoli su L’Adige e il Trentino, è stato tristemente messo in soffitta, senza mai giungere alla prova dei fatti.

Il caso che però ha gettato le maggiori ombre sulla ricerca di CN a favore del territorio, è il cosiddetto progetto "Convergenza-TuttoIp", dalla vita un po’ complicata. Il progetto nacque dall’idea di un imprenditore sudtirolese, Christof Erckert, che diede vita con CN alla TuttoIp srl, prima di vendere la propria quota ad Alpikom e darsi agli impianti a biogas. Anche perché, nonostante i 2.519.000 euro di contributo provinciale giunti nel marzo 2006, l’idea iniziale era stata nel frattempo superata dall’evoluzione tecnologica, che aveva reso quel progetto obsoleto e bisognoso di una trasformazione radicale.

Un ex ricercatore di CN, Matteo Piazza, nel luglio scorso ha denunciato pubblicamente con una lettera all’assessore Salvatori (http://trasparenze.blogspot.com/2007_07_01_archive.html) lo stato di semiabbandono del progetto e la complicità in questo di Alpikom e CN.

Ma che ne è stato ora del grande sogno "Convergenza-TuttoIp"? "Attualmente, ci ha riferito il direttore generale di Alpikom Roberto Loro, il progetto consiste nello sviluppare una piattaforma di servizi per comunicazione dati, audio e video a vantaggio delle aziende. Tale compito è svolto dalle risorse interne di Alpikom e dall’Università di Pisa".

E CN, come mai è sparita dal progetto? "In realtà - assicura Loro - CN non è sparita ma è stata coinvolta in un secondo tempo per portare avanti una parte del progetto, rivolto ad un sistema di videocomunicazione per la gestione dei servizi socio-assistenziali". Un dubbio ci assale: perché a CN è stata affidata soltanto una parte dello sviluppo della piattaforma, nonostante l’idea iniziale fosse stata avanzata proprio da lei? "Questione di specificità diverse sulle competenze", risponde Loro.

Diplomazia della retorica! Come a dire, meglio che della piattaforma di servizi per le aziende (ovvero l’originale progetto TuttoIp) si occupi qualcun altro.

Anche in questo caso staremo a vedere se Alpikom e CN rispetteranno in pieno i loro impegni. O se aveva ragione Matteo Piazza a denunciarne l’immobilismo.

E veniamo, alla questione brevetti. Un centro di ricerca, come è scritto sul sito, dovrebbe produrre come risultato del suo lavoro dei brevetti commercializzabili. Bisogna precisare però che nell’iter previsto il primo passo è quello della sottomissione dei brevetti (che chiunque può fare pagando, poiché si tratta di depositare un’idea), mentre il secondo passo, quello decisivo, riguarda l’accettazione dei brevetti stessi secondo il protocollo previsto dall’Unione Europea. Ad oggi CN, a detta di Zorer, ha sottomesso quattro brevetti, ma ancora nessuno di questi è stato accettato secondo il protocollo UE. Anche in questo caso la colpa è attribuibile ai tempi lunghi della burocrazia?

Per finire, è interessante andare a vedere quale sia il rapporto tra CN e le industrie. Sul sito si ribadisce che gli imprenditori sono figure strategiche per trasferire i risultati della ricerca nell’industria. Siamo andati a chiederlo ad un importante imprenditore sudtirolese che in passato è stato contattato da CN per una stretta collaborazione. Le sue parole non lasciano adito a dubbi: "Questi enti di ricerca sono impostati male, perché invece di concentrarsi in un campo specifico e puntare all’eccellenza, spaziano in molteplici campi dove altre strutture più organizzate nel mondo ( in California o in Giappone) sono molto più avanti. La politica invece concede milioni di euro in contributi per questi centri intermedi poco collegati con le aziende ed incapaci di capirne le necessità. Anche a me, come a molti altri in regione - glielo assicuro - è accaduto questo e di conseguenza mi sono rivolto altrove".

Perché, verrebbe da chiedersi, l’ente pubblico non si rende conto del possibile spreco derivante da un finanziamento a pioggia di questo genere? Il nostro interlocutore ci ha fornito una risposta interessante: "I politici credono di portarsi in casa dei geni, che invece diventano solo una causa di sperpero di denaro pubblico. La Provincia sostiene profumatamente questi presunti geni, finendo per togliere risorse alla ricerca di base dell’Università o alla ricerca innovativa promossa dalle aziende. Ma nessuno ci fa caso, perché il mondo di chi concede questi contributi e di chi li ottiene è lo stesso. Insomma, si proteggono tra loro e bisogna stare attenti a muovere delle critiche: non sono capaci di accettarle e appena possono si scagliano contro chi le ha sollevate. Ecco perché molti industriali parlano di queste cose tra loro ma non si fidano a dirle in pubblico". E per questo stesso motivo il nostro interlocutore ha chiesto di mantenere l’anonimato.

Da tutta la vicenda la nostra impressione è che, nonostante le informazioni raccolte, sia quelle elogianti l’operato di CN sia quelle tese ad evidenziarne le ombre, manchi tuttavia una trasparenza di fondo. Il consigliere Bondi al proposito è esplicito: "Nella vicenda di CN e in generale in tutta la questione riguardante la nuova FBK (la Fondazione Bruno Kessler all’interno della quale CN è confluita, n.d.r.) dire che manca trasparenza è un eufemismo. Il mio sospetto è che ci sia stata e ci sia ancora un’oscura gestione di denaro pubblico. Le pare possibile, per esempio, che nessuno possa venire a conoscenza dei contratti dei dirigenti della FBK (interamente finanziata dalla Provincia) che sono stati tutti selezionati senza concorso? E’ l’emblema di come il potere politico consideri ‘proprio’ il denaro pubblico".

E la cosa risulta ancor più stridente dal momento che si tratta di soldi investiti in ricerca. A cui si dovrebbe particolarmente tenere poiché, se sperperati, non solo vanno persi, ma non generano alcuna innovazione.

Per questo la trasparenza degli enti di ricerca diventa imprescindibile, a partire, ad esempio, dal bilancio. Purtroppo alla nostra reiterata richiesta di visionare il bilancio di CN, i vertici della società hanno fatto orecchie da mercante. Trattandosi di denaro pubblico, sarebbe stato auspicabile un atteggiamento diverso.

Ma si sa: occhio non vede, cuore non duole.

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Commenti (109)

Mobbing in CREATE-NET Insider

Perche` non parlate anche degli episodi di mobbing dentro CREATE-NET compiuti dal management della ricerca? Non intendo Telesca & C ma i capi area.

Chiarimenti dovuti

@@IBelieveinEAI Non discuto che la struttura di potere dietro al Leader Maximo sia forte e difficilmente aggredibile.
Ma (e lo dico da non trentino) intanto non è vero che il giornale non abbia dato filo da torcere ai poteri forti locali, basta che approfondisci un po' e vedi che le cose non stanno come dici tu.
Inoltre , se pensi che il giornale sia letto da 4 gatti (tralascio il "4 soldi" perché mi sembra inutilmente offensivo se consideriamo che almeno questo blog ha fatto sentire meno sola la gente, risultato non trascurabile) perché non ti adoperi per aumentarne il livello di diffusione?
Infine con questa visione della vita ("La situazione rimarrà la stessa perché quelli che contano hanno deciso cosi`") viene paralizzata qualsiasi possibilità di cambiamento: l'idem vincerà sempre. Eppure la storia dice che le cose non stanno proprio così, senpre se qualcuno si dà da fare. Saluti
PS non capisco il tuo pseudo, ovvero ti definisci in relazione a un altro vista la chiocciola iniziale?

@IBelieveinEAI

AHAHAHAAH Ma pensate veramente che l'articoletto scritto da un giornaletto da quattro soldi e letto da quattro gatti richiami l'attenzione di qualcuno? Siete veramente troppo divertenti!
Ma vi rendete conto di quanto siano superflue ed inutili tutte le pippe che vi state facendo su queste pagine?
La situazione rimarrà la stessa perche` quelli che contano hanno deciso cosi`. Ma lo sapete che tutte le valutazione della Board of Directors e degli Scientific Advisor ha SEMPRE dato commenti MOLTO positivi. Magari sono tutte balle, ma i politici in provincia credono a loro, non ad un mucchio di commenti da zitelle fatti in modo anonimo.
AHAHAHAHAH

Direi di +

... se non agiscono neppure adesso vorrà dire che bisogna andarci più pesante ...

Chiarimenti dovuti

Sì grazie Christian me l'hanno mandata. Molto chiara la descrizione dei cambiamenti di pelle del Leader Maximo e della compulsiva ricerca dell'arricchimento personale fatta manipolando gli altri.
Avrei delle cose da aggiungere, ma aspetto che esca online.
Ora si attende un intervento deciso della magistratura e dei vari organi controllanti. Se non agiscono neppure adesso vuol dire che ci meritiamo personaggi così.

Christian

@Chiarimenti dovuti: È in edicola (e pure comprabile online!)

Chiarimenti dovuti

Qualcuno sa come sta procedendo l'inchiesta di QT su Create-Net, EAI & co.?

ToCreate-Nient

non ha capito. Guardi che gli imprenditori (80%) trentini nel nostro ramo non hanno alcuna intenzione di cogliere le opportunità. Leggono Legge6 = soldi a fondo perduto in base ormai a una abitudine ormai consolidata. Impossibile aiutare chi non vuole farsi aiutare... mi creda, è un problema di mentalità imprenditoriale.
Anche perchè i centri di ricerca (CN e anche gli altri) sono realmente interessati ad aiutare le imprese. Certo non per buon cuore ma per farsi belli con la provincia, e ci creda che ci tengono!
Per il resto, continui con i suoi proclami. La realtà è certamente fosca, ma lei rappresenta la nebbia completa della ragione!
Troll...

Create-Nient

Non sono le aziende a doversi adattare a voi. Siete voi che dovete essere al servizio delle aziende. Sono gli imprenditori che producono la ricchezza che poi finanzia voi e gli altri centri di ricerca. Se gli imprenditori non capiscono le cose sono due: (1) fate roba inutile al mondo commerciale o (2) non siete in grado di spiegare quello che sapete fare. Leggendo lei mi sembra che i motivi siano tutti e due. La PAT non devo costringere gli imprenditori a far niente. LORO producono voi NO.

ToCreate-Nient

le aziende locali che vogliono innovarsi sono ben sostentue sia dalla PAT (vedi legge6) sia dai centri di ricerca (anche CN). I loro problemi sono 2: gli imprenditori raramente sono in grado di cogliere le occasioni (per quanto fai, non carpiscono, anche grazie al fatto che ...), e la PAT non le costringe a farlo controllando adeguatamente i risultati ed i processi dopo avere finanziato (e questo vare per tutto e tutti qui in trentino!).
Grazie Troll, mi hai fornitol'occasione per specificarlo ... :D

Create-Nient

Grazie per aver ammesso esplicitamente che CREATE-NIENT non e' in gradi mettersi in contatto con le aziende locali o di capirne le necessita'. E quelle poche volte che vi siete avvicinati ad un'azienda locale avete vi siete comportati come la mafia che cerca il "pizzo". Vedremo se l'articolo in arrivo parlera' anche di questo.

To Create-Nient

La ricerca non è più fumo negli occhi di un qualsiasi business attualmente sostenuto dalla PAT! L'innovazione è molto ma molto più fumo negli occhi!!!
Sul territorio non ci sono aziende capaci di fare ricerca, sono troppo piccole ed in mano a gente che ragiona probabilmente come lei!
I centri di ricerca non hanno nella propria missione "risolvere i problemi delle aziende" trentine, che in parte sono legati alla crisi globale, in parte all'incapacità degli imprenditori, ed in parte alla sonnolenza indotta da mamma PAT.
Sinceramente io sono trentino ... ma si sende conto di quanto lei con questi discorsi di sta coprendo di ridicolo?
Ripeto, lei non sa nemmeno vagamente di cosa sta parlando...

Create-Nient

Ecco vede ha ammesso anche lei che parte della ricerca e' fumi negli occhi. La parte rimanente e' meglio farla fare alle aziende. Se invece devono farla questi centri di ricerca facciamo in modo che:
1) risolvano problemi delle nostre aziende
2) diano lavoro a gente del luogo.
Vada via lei che come gli altri ricercatori indiani e siciliani e' ospite e sta qui per favore. E si goda questi ultimi mesi perche' tra poco cambia l'aria in trentino.
Se tutti questi immigrati sono cosi' bravi possono anche tornarsene a casa non ne sentiremo la mancanza e neanche di lei.

To Create-Nient

potrebbe anche smetterla di parlare a vanvera, si informi:
1) quanto di cui sopra non è roba da intellettuali, ma discorsi "coi piedi per terra" basati su informazioni ricevute ed esperienze di prima persona;
2) il business della ricerca è in parte fumo negli occhi, sì, ammettiamolo: negli ultimi anni la PAT ha messo in atto una politica di incentivo alla ricerca, purtroppo spesso non controllando adeguatamente i processi ed i risultati (in perfetto stile "trentino", come piace a lei, e non c'è alternativa di governo atta a cambiarlo!), alcuni risultati ed alcuni processi sono ridibili è vero;
3) il business della ricerca non è solo fumo negli occhi: in ricerca bisogna investire!!! Non esiste centro di ricerca che possa stare in piedi senza sovvenzioni pubbliche, la ricerca genera numerosi volani con effetti positivi su innovazione, apertura culturale, ecc ecc. Se fatta bene, la ricerca E' ORO per un territorio come il Trentino, il problema è evitare gli sprechi e predisporre una adeguata governance (questo latita in Trentino, di questo si parla in questi commenti!!!);
4) il Trentino non può campare di solo vino, porfido, turismo, legno (ecc ecc), le nuove tecnologie servono, i centri di ricerca su queste sono indispensabili a fare sistema;
5) possiamo discutere sull'utilità di sostenere le famiglie (perchè solo le famiglie? retaggio cattolico?) trentine, ma non sono i soldi per la ricerca che affamano i popoli! (questa è propaganda degna della peggiore LN) in più i soldi investiti in ricerca rientrano in circolo sul territorio anche grazie alla miriade di progetti e contratti con le aziende locali ICT, che senza l'aiuto dei centri di ricerca sarebbero lì a reinventare il mouse;
6) vada pure in alto adige, ma mi raccomando impari il tedesco prima! Non è ironia, sono convinto che muoversi anche solo di 50 km le farebbe bene;
7) immigrati ... mah, nella ricerca collaboro ed ho collaborato con numerosi immigrati. Bravi professionisti che come d'obbligo (o quasi) nella ricerca girano il mondo e portano con loro un buon bagaglio di idee e capacità concrete. Senza molti di questi "immigrati" (che in molti casi vengono da posti che a breve - ironico - ci guardano dall'alto in basso: cina, india, brasile...) alcune imprese locali si sarebbero sognate la possibilità di accedere a consulenze importanti per la loro sopravvivenza;
8) ragionando come fa lei ci troveremo NOI (io, lei e gli altri) nelle tende alla velocità della luce!
9) certo lei mi fa un pò di tenerezza... ;-)

Create-Niet

Ma smettetela di fare gli intellettuali. Lo sanno tutti che tutto questo business della ricerca e` solo fumo negli occhi. Le soluzioni nuove se le sanno gia' trovare le aziende e qui in trentino siamo bravissimi in altri settori dove si lavora veramente. Se dobbiamo proprio distribuire soldi sul territorio quanto meno diamoli indietro alle famiglie trentine ed ai loro figli. In Alto Adige hanno investito il minimo indispensabile sull'istruzione ed i risultati si vedono sul tasso di disoccupazione. Qui invece diamo i soldi agli immigrati che poi li spediscono alle loro famiglie che vivono nelle tende.

Christian

@Create-Nient: parlo da Trentino, dottorato in Trentino (andato all'estero per un'annetto durante il dottorato) ed ora lavoratore all'estero.
La ricerca si basa molto sulla diversita`. Se due persone vedono un problema in maniera diversa, e` probabile che propongano soluzioni diverse. Piu` la base e` uniformata, piu` difficile diventa.
Premesso questo, la diversita` la fa anche (ma non solo) il luogo dove uno cresce e sviluppa le sue esperienze. Ben venga se ci sono 'foresti' (che siano della Bassa Valsugana, della Val Di Non, della Toscana, dell'India) che collaborano assieme ad altra gente per sviluppare soluzioni nuove.
Ed altrettanto bene che i trentini escano e facciano le loro esperienze fuori Trentino, fuori Italia, fuori Europa.
Il modello autarchico poco si addice alla ricerca.

To Create-Niet

Sa che e' stato proprio il sistema chiuso basato sul modello "prima i trentini e i loro amici" che ha fatto i danni discussi sopra? Lei parla proprio senza cognizione di causa...
La invito a tener presente che
1) Fare ricerca e' diverso da gestire la ricerca. I temi trattati, non riguardano la capacita' dei ricercatori (trentini e foresti come dice lei) di fare ricerca (mai messa in discussione nei post precedenti, visti anche gli eccellenti risultati) ma la capacita' delle persone che gestiscono questi ricercatori di farlo nel modo opportuno e senza seconde finalita' (il vero problema).
2) Una persona deve anche volere un dottorato e lavorare nella ricerca. Non gli puo' essere certo imposto... Si chiama "libero arbitrio", e nel cattolicissimo trentino dovrebbe essere un concetto abbastanza noto (almeno a me l'hanno insegnato). Sicuramente i giovani trentini che hanno voluto trovare spazio nel sistema ricerca trentino, l'hanno trovato. Non e' un problema di opportunita' ma di scelte dei singoli.
3) Senza internazionalizzazione la ricerca trentina, con i prossimi tagli di budget necessari per garantire il bilancio della provincia, non avra' sbocco. L'unica opportunita' e' riuscire ad attrarre risorse e investimenti da fuori. E per farlo ci vuole qualcuno che abbia messo il naso fuori dalle "chiuse" vallagarina, val d'adige e limitrofe. Sa che le dico? Un giovane trentino (o italiano che sia) e' un bene (e lo dico per esperienza fatta) che esca da questa realta' per rendersi conto di com'e' fuori il mondo e tornare poi ad arricchire la sua terra (se ne avra' ancora la voglia). Visto che parla di storia, il trentino e' diventato "grande" quando i suoi rampolli andavano alla corte di vienna a crescere con lo scambio culturale.
4) In questo spazio non si fa politica, si parla di problemi concreti e seri del sistema ricerca trentino per il bene del trentino. La politica (di destra e di sinistra, Lega inclusa) ha ampiamente dimostrato di non saper affrontare la realta' italiana (e trentina). Quindi, la prego di fare interventi pertinenti e circostanziati, o di andare a fare politica da altre parti.
Mi lasci dire che razzismo (come quello espresso dai suoi post) e ignoranza vanno di pari passo. La invito ad arricchirsi tramite il confronto con qualche foresto. Non sia mai che la sua giornata ne esca migliore, come il confronto con i "foresti" ha reso migliori i nostri acerbi vini trentini.

Create-Nient

Si fidi che questo sara' il modello della regione per le prossime elezioni: prima i trentini. Se non le piace, passi lunghi e distesi da un'altra parte. Se serve un dottorato lo si fa prendere ad un laureato del luogo senza bisogno di scomodare altra gente. Guardi che quando nel resto d'Italia il 90% della popolazione era analfabeta, in trentino lo era solo il 10%. Quindi se servono competenze specifiche si possono formare anche ragazzi trentini invece di andare a prendere siciliani come quello sopra o gente che vive nelle tende. Altro che titoli e titoli (ottenuti chissa' come).

To Create-Nient

@ Cretate-Nient:
allora è certo, non sai di cosa stai parlando!
In più fai confusione:
"Qui ci sono ragazzi laureati", si anche a CN ci sono laureati trentini, ma se serve il dottorato la scelta viene fatta in base ai migliori titoli dei candidati.
"Poi importiamo gente come chlamtac", questo è un altro discorso. Ma nel nostro settore non ha senso mettere barriere di sorta, a meno che il requisito "trentino" o "italiano" non abbia senso di esistere per gli specifici progetti. Ad esempio, per la presidenza di CN non è indispensabile un italiano, poi altra questione è se l'attuale presidente stia lavorandio bene o no...

Create-Nient

Ma quale ricerca e ricerca. In trentino abbiamo sempre cercato di tenere la gente dove e' nata. Qui ci sono tanti ragazzi laureati che devono lasciare il trentino per andare a lavorare all'estero. L'assurdo e' che poi importiamo gente come chlamtac e tutti gli altri indiani, cinesi, etc. Teniamo invece i nostri laureati qui e formiamoli. Vedrete che se mettiamo gente del posto tutti questi problemi scompariranno.

To Create-Nient

@ Create-Nient (commento 88):
il mercato del lavoro nella ricerca è globale, o stai trollando o non sai di cosa stai parlando. A CN (ma anche FBK) non manca di certo la componente trentina!!! I problemi sono altri, ormai ben descritti in questi commenti, e presto sul nuovo articolo!

Create-Nient

E dopo i capi mandiamo via anche tutti i foresti indiani e pakistani ed iniziamo a dare lavoro ai giovani laureati trentini. Sono spesso la a fare manutenzione e sono tutti immigrati!!!

Luna

Volevo rispondere ad Insider (merc. 8.8.2012).
Non è vero che la signorina Monika Mann e Chlamtac non comandano....lei decide di portare in ufficio i loro cani..lei decide dove vanno posizionati i cestini dei rifiuti all'interno degli uffici....e decidono anche chi assumere...se sei neutrale o amica loro, ti assumono, anche amici che fanno volontariato in canile, visto che anche la Mann è vice-presidente...altrimenti ti danno il due di picche....Ma chi c'ha lavorato e poi se n'è andato perchè non denuncia le cose che succedono all'interno di Creat-net? Sicuramente andrebbero a casa i capi...

Michele

Qualcuno è andato al recente convegno di eai a riva del garda? http://innovation-ecosystem-summit.eu/ (c'è una registrazione a pagamento in belgio qui http://innovation-ecosystem-summit.eu/pages/registration cliccando registrazioni e guardando le Faq si vede che si paga in belgio)
Oltre a molti impiegati createnet e i vari relatori c'erano un sacco di ragazzini delle superiori.
A me viene in mente il commento numero 3.

@luFerc

Ma perche` create-nient e` diversa? E` creata per smistare denaro pubblico (della provincia e non) con puoi leggere benissimo sopra. Il personale e` trattato alla stessa maniera, ma con contratti a progetto o a tempo determinato. Quando arrivano all'osso con un ricercatore ricominciano dall'inizio con il nuovo dottorando/stagista di turno.

Redazione QT

QT sta lavorando a una nuova inchiesta su CreateNet, EAI ecc. Ci saranno preziosi diversi spunti di questo blog, ma siamo soprattutto interessati a parlare di persona con chi volesse fornirci ulteriori informazioni, garantendo l'opportuna riservatezza. Per contattarci, usate la mail redazione@questotrentino.it oppure mr.layne@gmail.com Grazie

luFerc

La ricerca della fondazione bruno kessler FBK ha come scopo solo la gestione di denaro pubblico.Si vendono illusioni, il personale è trattato dopo alcuni anni come rifiuto.La speranza è che i giovani sappiano stare alla larga da questi sfruttamenti politici e che la crisi che l'italia sta attraversando tagli i fondi a chi spreca.

FBKulo

Qualcuno vada a scavare come funzionano FBK o AHref in tutti i loro settori-spinoff ecc.. e le logiche che governano l'ambiente della ricerca trentina. Purtroppo la cooptazione e gli sprechi (anche intellettuali ovvero fuga o abbandono di cervelli) regnano sovrani e su un territorio che fa della ricerca e dei servizi il corebusinness del proprio futuro è da considerarsi un suicidio ed uno scandalo alla buona fede della cittadinanza che ignara continua a finanziare di tasca propria questi meccanismi. Purtroppo l'opulenza, la scarsa lungimiranza e spoesso l'0ignoranza (perchè non si vuloe guardare) degli amministratori di questo feudo territoriale con tanto di principe e vassalli non consente (per ora) una svolta di tendenza ma bisogna essere speranzosi nella crisi che spazzi via questo "Panem et Circenses" e che almeno in trentino si possa pensare a lavorare degnamente.

@ibelieveineai

Ed io che dicevo! Chi comanda in Provincia o in TNNET (controllate bene chi sono le "teste"). Secondo voi questo non e` scambio di favori? Del tipo io (EAI/CN) ti creo tutto un meccanismo di scatole dove i politici possono parcheggiare persone e tu (POLITICO) mi dirotti un po' di fondi che servono a mantenere questo meccanismo.

ibelieveineai

Leggete un po...
http://innovation-ecosystem-summit.eu/pages/registration
un evento finanziato direttamente dalla provincia e TNNET per cui EAI si fa pagare seppure per il solo evento ‘Engineering for Innovation Symposium’.
Saranno anche i trentini a comandare ma i soldi vanno sempre in Belgio... Bravissimi!!!

Chiarimenti dovuti

@Insider C'è un malinteso. Su questo blog le pietre non le tira nessuno, si tratta solo di denunce argomentate di chi ha vissuto o vive sulla propria pelle le angherie di un sistema che ha rovinato e rovina le persone, oltre a umiliare la ricerca. Le pietre, quelle vere, sono state scagliate addosso a chi ha creduto nella ricerca di CREATE-NET. E' poi ovvio che il sistema CREATE-NET ha sponsor e protettori da parte di chi governa il Trentino (come d'altra parte già detto nei miei precedenti interventi e che quindi è inutile ripetere).
@MicheleDallachiesa. Questo blog parla di CREATE-NET (e non di altre realtà) e molti intervenuti hanno fornito argomenti e link di approfondimento, compresi gli indirizzi precisi di chi beneficia dei bonifici di chi si registra alle conferenze (ad es. vedi intervento n. 47).
Sulla questione dell'anonimato anche sono state spese parole esaustive (intervento n. 68) e che quindi non ho intenzione di ripetere. Argomento chiuso.

Insider

Ragazzi, ragazzi, mi hanno appena detto di questo blog. Vi state tutti facendo prendere in giro. A create-net a comandare sono i trentini. Siete tutti a tirare pietre sul presidente e la sua donna. Ma e` da anni che non comanda niente. E` solo un paravento per sistemare gli amici di Dellai in EAI, TrentinoNetworks, NGN, etc.

Michele Dallachiesa

Caro Sig. "Chiarimenti Dovuti",
abbia il coraggio di firmarsi con il suo nome.
Le consiglio di guardarsi questo link:
http://www.intelligent-optimization.org/LION4/
In particolare,
"Support to the local organization by: Reactive Search srl"
Ora, guardi un pò di chi è questa società.
Ps. Il messaggio di "Michele" del (martedì 10 luglio 2012, 20:36) non'è mio.

Chiarimenti dovuti

@MIchele Non confondiamo, non mischiamo le cose. Battiti organizza UNA conferenza i cui soldi vanno all'INRIA; centro di ricerca francese, non certo a lui. CREATE-NET e EAI organizzano decine di conferenze all'anno i cui proventi vanno su conti esteri di cui si è abbondantemente parlato nei post precedenti.
Come dice Straniera, a CREATE-NET la gente che alza la testa viene bruciata. Che poi quei lavoratori di CREATE-NET che hanno la residenza in Trentino soffrano di meno in termini di perdita del lavoro, beh... il motivo non è difficile da capire.

@straniera

@Michele, il fatto che Chlamtac sia straniero non c'entra niente con i grossi problemi che sono stati descriti qui. Forse non hai capito che non sono solo "razzisti trentini" che sono stati brucciati da Chlamtac e Monika Mann ma anche tanti 'foresti' (come me) che sono venuti in italia a posto per lavorare a Create Net/ICST/EAI, credendo che fossero organizzazioni serie. Sicuramente ci sono altri nel sistema Trentino che lo abusano, ma qui non facciamo altro che raccontare le nostre sperienze. Peccato che non ci sia un articolo del genere in inglese, almeno per evitare che la storia non si ripeti per tante altre persone.
Per caso, questo articolo e adesso menzionato anche da La Stampa: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=359&ID_articolo=17

@Michele

Ma come anche il prof Battiti? Mi aspetto ora la stessa reazione verso di lui. Giusto? Insomme non vorrei che un lettore sprovveduto sia portato a pensare che qui in trentino vi incazzate solo con i foresti. Perche` voi trentini non siete razzisti. Vero? ahahahaha

Michele Dallachiesa

Per quanto riguarda conferenze organizzate da prof. con l'assistenza di aziende terze dove questi prof. hanno interessi, vi segnalo anche la conferenza LION ( www.intelligent-optimization.org ) organizzata dal prof. ordinario Roberto Battiti, dell'Università di Trento. Anche gli studenti di questo prof. che partecipano alla conferenza sono obbligati a pagare la quota di iscrizione, a carico dell'Università di Trento (e quindi da qualche progetto provinciale/nazionale/europeo... contribuenti).

Perplessp

Da interno al sistema trentino non posso pero` fare a meno di notare che il meccanismo delle scatole cinese (vuote) e` piu` che tollerato quando alle redini ci sono persone trentine, meno quando ci sono foresti. Insomma LADRONI A CASA NOSTRA :D

Ci sono anch'io

Da ex colleghi mi è stata segnalata l'esistenza di questa lista di commenti all'articolo su CN. Non ho molto da aggiungere da un punto di vista personale: anche io sono stata in CN anni fa, risparmio la storia, tanto è uguale a quella degli altri. Mi basta dire che si è trattato del periodo più brutto della mia vita.
Ma questo commentario ricco di informazioni è stato segnalato agli organi competenti?
Ci sono quasi sicuramente gli estremi per una class action, dobbiamo capire se e come organizzarci. Probabilmente anche una segnalazione al sito di beppegrillo.it potrebbe giovare.
Per "ibelieveineai": cosa intendi con quella frase? Chi sta censurando? E come pensi che si possano usare i due doc google? Puoi chiarire?

Chiarimenti dovuti

@trasparenza @tutti
Parliamo di prove. E' evidente, anche a seguito del penultimo, impressionante, intervento (numero 66), il profondo disagio di una gran parte delle persone che lavorano (o lavoravano) in CREATE-NET. D'altra parte sembra difficile trovare il bandolo della matassa, o come qualcuno ha scritto "le prove" (ad es. intervento 44).
Chiariamo subito una cosa: qui le prove sono facili e difficili al tempo stesso. Sono facili, perché le cose stanno sotto gli occhi di tutti, sono difficili nel senso che va fatta un'analisi di dettaglio e vanno viste le cose da diversi punti di vista per capirle veramente.
Per esempio, e' lecito promuovere decine di conferenze all'anno? Sotto un profilo giuridico probabilmente sì, ma è evidente che si tratta di un numero di conferenze non proporzionato al volume di ricerca che può fare un centro delle dimensioni di CREATE-NET.
Inoltre, è lecito somministrare un contratto temporaneo a chi lavora in CREATE-NET? Probabilmente sì se visto come singolo contratto, ma desta forse più di una perplessità se l'insieme dei contratti temporanei ha un peso preponderante nel centro di ricerca (tralascio qui l'aspetto truffaldino quando in sede di assunzione viene detto che "nostro obiettivo è confermarla", forse anche un'analisi dell'etica andrebbe fatta nella storia di CREATE-NET).
Ancora, e' efficace il sistema di controllo? Forse formalmente un po' tutti i ruoli tradizionali (revisori, comitato tecnico scientifico, etc) sono stati attribuiti, ma da chi? E qual'è il livello di approfondimento se secondo Mossotto l'ambiente di lavoro è "stimolante e cooperativo"? Ha fatto dei colloqui riservati col personale visto la situazione difficile dei ricercatori, oramai nota?
Analogamente il punto di vista va ben calibrato per affrontare la discussione sui fantasiosi spin-off dell'EAI. O per la questione dei cani.
Quanto sopra potrebbe far pensare che siamo in una situazione che va piuttosto gestita politicamente, e non in sede giudiziaria. Non credo , perché come ho avuto modo di argomentare questa strada è stata già tentata altre volte negli anni con esiti fallimentari.
E inoltre, a ben guardare restano alcune questioni, fra cui la storia dei fondi per EAI (e non solo), che probabilmente qualcosa da chiarire in ambito giudiziario ce l'hanno.
A questo punto entra in gioco il convitato di pietra: Questotrentino (QT), di cui ignoriamo la posizione giornalistica, a più di 4 anni dall'articolo più cliccato del web. QT senz'altro legge, e forse interviene anche nel blog, ma ancora non ha preso in mano la cosa. Eppure il ruolo di approfondimento giornalistico a questo punto è vitale, sia se si vuole inquadrare la questione CREATE-NET solo politicamente (e quindi far rientrare in una logica di opinioni relative agli indirizzi di politica di ricerca), sia se si voglia stimolare un intervento almeno conoscitivo da parte della autorità giudiziaria.
In ambo i casi dicevo il giornalismo di approfondimento è vitale , come d'altra parte mostra questo blog, da cui mi pare molto chiaro che le persone sono sotto scacco e quindi non possono esporsi. Anche chi non lavora più a CREATE-NET e rimane a Trento magari ne sparla, ma forse non pubblicamente perché non sai mai con chi stai parlando, e ancora, chi è proprio andato via dal Trentino non credo abbia voglia di tornarci dopo la delusione (almeno, io non ne conosco manco uno). Chi altro pensate che possa svolgere questo lavoro di indagine se non il giornalismo?
Quindi forza QT, perché non provare a chiedere in un'intervista ai vertici di CREATE-NET se sono vere le cose scritte in questo blog e vedere cosa rispondono? I bilanci , i curricula dei dirigenti, il tipo di contratti per i ricercatori, le consulenze stratosferiche (a fronte di cosa?), gli "optional" per il presidente (di varia natura, ricordàti anche in questo blog), le conferenze, l'attività del monitore, i soldi per il test-bed, i cani. Perché non interloquire anche con Decina, uno dei controllori di CREATE-NET, appena eletto all'AGCOM?
Non sono d'accordo con il fatto che non ci sia fretta (intervento 41). La ruota continua a girare, le teste continuano a cadere, ma la gestione resta identica (anzi si aggrava, vedi la dog-story), quando siamo in un periodo storico in cui la crisi sta mordendo anche il Trentino e forse un'analisi degli sprechi consentirebbe una gestione più equa e soprattutto più mirata verso il Trentino (e qui per esempio chiedere che fine ha fatto la valutazione della Commissione di Valutazione, vedi articolo QT qui sopra).
Concludo. Se un approfondimento serio parte, CREATE-NET reagirà come ha già fatto nel passato, attraversando diverse fasi: prima ignorando, poi aggredendo (vedi intervento 66 a proposito della "polizia interna"), poi stupita chiederà "ma perché non ne avete parlato prima con il management?", poi forse farà qualche aggiustamento (temporaneo) di facciata. E' una storia che si ripete, da anni, seminando dolore più che ricerca.
@pipifuoridalvasino (intervento 67): delle varie argomentazioni portate (fra cui quella che non c'è limite allo sciacallaggio) solo su una mi sento di confrontarmi, ed è quella relativa al numero di progetti EU (e quindi di soldi) portati al centro: ricordo che tramite un'accorta politica pubblicitaria CREATE-NET si è portata a casa gente che entusiasticamente ha dato contributi, per poi andare via (o essere cacciata). I progetti EU entrano tramite la professionalità e la NET di queste persone, pensavo fosse chiaro.
Saluti
PS Ignoro tutte le evidenti provocazioni, tranne quella dell'intervento 40 relativa al posto fisso. Infatti diversi fra noi ce l'avevano il famigerato posto fisso e non erano quindi certo andati a CREATE-NET per questo motivo. Tutte cose documentate e documentabili. Argomento chiuso.

PipiFuoriDalVasino

Come evidenziato da uno degli interventi Francesco, starei ben attento a fare di tutta un'erba un fascio. E soprattutto pregherei sia ex impiegati che impiegati attuali di scrivere nel rispetto dei colleghi ed ex-colleghi. E' in dubbio che ci siano delle cose non chiare nella gestione di alcune attivita' del centro da parte del management. Non sono a conoscenza di tutti i dettagli, e delle zone "grigie" se n'e' già largamente parlato sopra.
Per il resto vorrei fare alcune considerazioni:
- e' vero che c'e' una problematica seria nell'uso "selvaggio" dei contratti cocopro e della gestione dei rinnovi, che spesso ha come risultato (non voluto...) quello di farsi che ottime persone decidano di cercare spazi in altre realtà. Questo che in trentino può sembrare (e probabilmente lo e') surreale (beati voi che mamma provincia tutto compra e tutto paga... vogliamo parlare dell'edilizia pompata con valori di mercato che ne anche in piazza duomo a Milano?!), corrisponde a un costume comune nell'ambito ricerca-università nel resto d'Italia. Cosa che porta anche alla fuga dei cervelli, argomento da cui sono scaturiti gli ultimi "flame". E non vuole essere una giustificazione di queste modalità di assunzione.
- se dovessimo analizzare i dati oggettivi di finanziamento pat ottenuto e fondi attratti da altre entità publico-private nell'ambito della ricerca (anche industriale), create-net risulterebbe uno dei migliori investimenti migliore per la PAT (e' uno dei pochi che potrebbe forse sopravvivere senza fondi dell'accordo di programma). gli altri centri invidiano questa capacita' di CREATE-NET. forse a CREATE-NET si fa anche ricerca (pur in condizioni difficili) e che c'e' gente di valore? questo non vuole dire che il management non debba fare chiarezza o non sia responsabile di certe scelte "discutibili". solo non facciamo passare l'idea che tutti quelli che ci lavorano mangiano i soldi delle tasse dei cittadini...
- questa discussione ha superato in alcuni post i limiti della decenza ed educazione (da entrambe le parti...) diventando quasi ridicola. questo fa solo bene agli sciacalli che non vedono l'ora di spartirsi il bottino (come hanno già fatto in parte). e personalmente non credo che questi sciacalli siano poi molto meglio in fatto di usare fondi pubblici per i propri interessi.

Exploit-Net

Ho letto I vostri commenti con interesse, perché sono anch’io un ex-impiegata di CN. In un primo momento ero riluttante a commentare, ma ho pensato perché avrei dovuto preoccuparmi di commentare qualcosa che mi è capitato. Penso che sia nel diritto di ognuno sapere quando la realtà delle cose sia diverso da quanto l’azienda le dipinga. La mia esperienza in quest’azienda è stata pessimo forse perché ho vissuto belle esperienze in aziende che erano valide, e professionali.
Purtroppo in questa azienda ho visto e sentito delle cose che non dovrebbero accadere:
1. Una volta, quando hanno visto un nuovo commento su questo blog, hanno richiesto all’ IT di verificare ogni indirizzo Ip dentro l’organizzazione, in modo da capire se esso avesse avuto origine dall’interno. Credo proprio che questo tipo di richiesta sia illegale, perché contraria alla legislazione sulla privacy.
2. Sappiamo anche che niente cambierà li, senza un cambiamento della leadership.
3. Una volta, un dei 2 cani ha fatto le loro deiezioni nella stanza in cui avrei dovuto lavorare, l’odore era insopportabile. Sono una persona a cui piacciono gli animali, però credo ci siano un tempo e posto per quest’ultimi, il luogo di lavoro non lo è di sicuro. L’unica eccezione dovrebbe essere costituita da un cane che accompagnasse una persona cieca.
4. Credo che sia proprio strano per un organizzazione che è apparentemente in crescita e ben conosciuta (almeno così crede il presidente), avere un grosso problema con il turnover dei collaboratori. Forse questa significa che ci sono tanti problemi che non vogliono affrontare e neanche risolvere. Di questo viene attribuita sempre la colpa a qualcuna altro, non è mai ritenuta imputabile al management; ma il fatto più eclatante è che la PAT non tenga conto di ciò. Sappiamo se CN non avesse ricevuto aiuti dalla Provincia, avrebbe dovuto chiudere tanto tempo fa!
5. Mi dispiace per le persone che sono rimaste in questa azienda, perché tanti figure professionali lì sono in gamba e purtroppo sono costrette a rimanere a causa delle difficoltà del mercato del lavoro.
Tutti hanno i propri punti di vista, e dobbiamo anche ricordarci che ci sono sempre due versioni di una storia. Però ho preso la mia decisione di lasciare quell’azienda.
Spero comunque che la Provincia ponga più attenzione ai dettagli, perché l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento sono più sprechi!

@orsobruno

ah ecco, quello e` che vi rode a voi trentini che a "rubare" sia un foresto. Come la lega insegna: LADRONI A CASA NOSTRA. ah ah ah.

orsobruno


Inutili sprechi in mano ad un "foresto", zorri, nani e "ballerine" ... e noi paghiamo le tasse?!. Elogio dell'illusionismo e della bella vita ... e poi la chiamano ricerca.

Trasparenza

Scusate io non c'entro niente con questa discussione accesa. Chiedo solo che si giustifichino i soldi pubblici di investimento in createnet e i suoi progetti eai e icst con un bilancio pubblico ed un rendiconto. se poi createnet è un centro di ricerca voglio anche capire perch si fanno attività fuori dalla sua mission come conferenze e capire quanto personale dedicato alla ricerca e quanto non ricerca ci lavorano.
In poche parole: giustificate il denaro pubblico speso, dateci dei dati sui quali costruire un dibattito costruttivo. Fino ad allora il silenzio riguardo a come i soldi sono stati spesi e la mancanza di trasparenza dimostrata fin qui non fanno altro che aggravare una situazione che in tutta l'ambito ricerca e università del trentino (quindi non due-tre scontenti) si percepisce come poco chiara e con dubbi sulla qualità della gestione del centro.
Per favore, se qualcuno può darmi risposte a riguardo (specie tra chi difende CN) sarebbe fantastico. grazie.

Fatti

Sei cosi` sicuro delle tue affermazioni che neanche ti firmi con il tuo vero nome. Ricorda che il penso della prova e` dalla parte di chi accusa. Io non mi firmo per ovvi motivi, ma tu che problema hai? Non lavori piu` a CN e se la magistratura dovesse dar seguito alle accuse di questo blog non avresti problemi a testimoniare. Vero?

@ @MaDiCosaParliTu

brutta cosa la presunzione e la malafede ... invece di cercare di fare (voi) la caccia alle streghe, tentando di capire da chi vengono i commenti, vedete un pò di mettere pubblici un pò di dati credibili se ne siete capaci! Guarda che il comportamento di management&collusi ci da più fastidio come cittadini che come lavoratori ed ex tali! Ma mi rendo conto che parlare di decenza ed etica con te è vano...

@MaDiCosaParliTu

Quindi quello che vorresti tu e` l'inquisizione, ora mi e` chiaro che tipo di persona sei. Fortunatamente quelli come te non hanno spazio in una democrazia, anzi e` proprio grazie a questa democrazia che tu puoi dare sfogo ai tuoi deliri, perché in paesi dove le inquisizioni si fanno veramente la gente come te viene zittita. Altra cosa, se solo 2-3 persone sono allineate vuol dire che stai accusando le rimanenti persone di concussione (amministrativi e ricercatori compresi).
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