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Il consigliere Coradello e l’autopsia del Simonino

Consigliere comunale di An tenta di riesumare il culto antisemita del Simonino: i clerico-fascisti di un tempo non sono spariti del tutto.

Questa volta il consigliere Antonio Coradello, uno degli intellettuali (?) di spicco della destra nella città di Trento, ha superato se stesso. Sarebbe davvero difficile trovare un distillato più puro di insinuazione, grossolanità, pensiero clerico-fascista, falsa ricostruzione storica e mancanza di rispetto, di quello che è possibile leggere nel suo intervento apparso sabato 12 aprile su L’Adige, rubricato "Lo spillo del politico".

Più che di uno spillo si tratta di un manganello: il malcapitato è proprio monsignor Rogger, reo di aver ricevuto una laurea honoris causa in Giurisprudenza per i suoi meriti di studioso e ricercatore, legati in particolare alla vicenda del Simonino.

L’avvocato Coradello non sopporta proprio Rogger, definito il "profeta indiscusso del cattocomunismo trentino", lo vorrebbe ostracizzato, in esilio o al minimo lontano a "godersi la pensione in silenzio da qualche parte". E fin qui nulla di nuovo, siamo abituati a questo tipo di epiteti lanciati quando non si ha nient’altro da dire, a testimonianza di uno stile che ricorda il tristo linguaggio del ventennio. Ma il consigliere comunale di AN sfiora il ridicolo quando lascia intuire che un esempio di cattocomunismo sta proprio nella ricerca della verità storica sul Simonino. Rogger è accusato di "avere revisionato un processo penale dopo cinque secoli facendo sparire il corpo della vittima studiando il quale, con le tecniche di oggi, si sarebbe potuto capire molto di più". Monsignore comunista e revisionista dunque, che cerca di nascondere la verità di Coradello: effettivamente il piccolo Simone è stato ucciso dagli Ebrei per un sacrificio rituale, e questo fatto si poteva provare con la ricognizione dei resti (o delle reliquie, visto che si tratta di un santo).

Lasciando stare qualche possibile venatura di antisemitismo, per il consigliere Coradello l’abolizione del culto al Simonino è una tappa dell’opera di scristianizzazione del Trentino capitanata dai cattocomunisti "Rogger, Clauser e Zanotelli". Ulteriori segni di quest’opera malefica si intravedono nelle critiche al cardinal Ruini, nei tentativi di "massacrare ulteriormente la liturgia cattolica" sostituendo l’ostia eucaristica con una "forma di spaccatina, piuttosto che di rosetta o di fetta biscottata" e imponendo il battesimo nello stile "dei testimoni di Geova".

Questi, sempre secondo Coradello, sono gli esiti distruttivi del Concilio Vaticano II, anch’esso probabilmente frutto di un’alleanza diabolica tra la falce, il martello, il compasso e il grembiulino, "con i quali la croce non ha mai avuto nulla a che spartire". Sì, perché oltre che comunista, il povero monsignor Rogger ha fatto a tempo ad essere anche massone. Ma il consigliere di AN, indomito, mette nel suo tritacarne anche Vladimir Luxuria e Nichi Vendola, i Pacs, le tasse, le cooperative rosse, la CGIL e l’eutanasia: tutte cose sovrapponibili ovviamente, come i cinesi che bollono i bambini o gli ebrei che uccidono infanti cristiani per spillarne il sangue. Per fortuna, sostiene il nostro intellettuale, alle elezioni politiche il Trentino ha avuto un sussulto di dignità e di cristianità.

Probabilmente il Coradello-pensiero non è poi così diffuso neppure a destra; tuttavia questi rozzi tentativi di demonizzare l’evoluzione del pensiero post-conciliare, per quanto antistorici, vanno presi come un segnale del pericolo di una generale involuzione culturale del Trentino.