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L’ex assessore col turbo nel motore

Tiziano Salvaterra: un personaggio in bilico tra un’intensa attività nel sociale e forti critiche di monopolio, sotto l’ombrello della politica e lo scudo del clero

Tiziano Salvaterra

Per descrivere l’immensa rete di rapporti, attività progettuali, gestionali, di ricerca, di consulenza e di allestimenti vari che l’ex assessore provinciale all’istruzione Tiziano Salvaterra è riuscito a costruire in questi anni, non basterebbe un trattato.

Piglio sicuro, occhio vivido, pronto a captare ogni tua minima titubanza, il professore è quel che si dice un cattolico integralista del terzo tipo, una tipologia di animatori sociali che annovera autorevoli esponenti in Trentino. Per loro tutte le porte sono aperte, fanno carriere fulminanti, le loro idee sono sempre da premiare, perché ammantate da una forte valenza sociale, nei confronti del disagio, dei deboli, degli ultimi, delle categorie più fragili; in questo caso i giovani nelle valli sperdute del Trentino occidentale. Insomma, gente impegnata, che essendo ben inserita, grazie ad un ottimo lasciapassare, per una buona causa ti gira il mondo di sotto in su. L’ex assessore è così, in lui alberga inoltre una forte motivazione carismatico-clericale. Se devi confrontarti con un suo progetto, in primo luogo devi sapere che cercherà di intimidirti, di brutalizzarti con la sua saggezza, devastarti con le sue granitiche certezze, insomma ridurti ad un docile strumento nelle sue mani, per poi trasformarsi in un interlocutore dai toni suadenti, sorretto da una tenace logica coercitiva, condita da puro pragmatismo valligiano, il tutto a certificare che lui sa come fare, che lui farà, che lui produrrà, certamente, un ambizioso progetto.

L’Ancora

Tione, la sede de L’Ancora

E per fare fa, accidenti se fa. In gioventù mostra da subito una propensione naturale all’animazione musicale ed al sociale in ambito cattolico, una contiguità che lo condurrà alla carriera di docente presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Pontificia Salesiana. Dal 1995 al 2003 è stato docente presso la Facoltà di Economia dell’Università Milano Bicocca. Ed è ricercatore confermato presso la Facoltà di economia dell’Università di Trento.

Nel 1992, prendendo spunto da una legge provinciale che interviene a favore di associazioni ed enti impegnati nella rimozione e prevenzione del disagio giovanile, fonda L’Ancora, una cooperativa sociale che affianca il mondo scolastico, il servizio sociale, i servizi sanitari e si occupa anche di formazione, in collaborazione con le amministrazioni pubbliche, l’associazionismo e le parrocchie. Il supporto finanziario, oltre che dai contributi provinciali, arriva dal “coordinamento di interventi della Provincia finanziati dal Fondo Sociale Europeo” e da convenzioni di assistenza scolastica a favore di alunni in situazione di handicap o di disagio.

L’Ancora diventa un punto di riferimento nelle Giudicarie e intesse una fitta rete di rapporti con l’associazionismo che conta: Federcoop, Con.solida, Cooperfidi, Mondogiovani, una onlus di cui l’Ancora è cofondatrice. Ed ancora Consorzio Iniziative e Sviluppo, la cooperativa Lavori in Corso, la comunità Handicap, la cooperativa Bucaneve. Oltre a scambi con le amministratori dei comuni dellle Giudicarie e della Rendena.

Ma la rete di rapporti cresce anche a livello nazionale ed internazionale con ITER (Innovation, Territory & Resources), Consorzio Solaris, MoV.I (Movimento di volontariato italiano) e con essa cresce una rete di collaboratori, anche nell’ambito parentale, che fa sì che l’Ancora apra altre due sedi a Pinzolo e a Terme di Comano.

Da qualche anno Salvaterra non è più alla presidenza della sua creatura, qualche dissidio interno, probabilmente sul bilancio della cooperativa, oggi risanato, lo hanno indotto ad un avvicendamento con Mariano Failoni.

All’interno del progetto Ancora, una sorta di composizione a matrioska, prendono vita anche GMA (Gruppo Musicale Ancora) e più tardi nel 2002 (subito dopo il varo della l.p. 383 del 2000 sulle Associazioni di promozione sociale, assimilate alle Onluss, ultra agevolate quanto a regime fiscale, contributivo ed associazionistico) nascono l’Associazione Culturale Terre Comuni, Arte Giovani nel 2004 ed a seguire Orizzonte Giovani, il cui atto costitutivo è del 2008.

GMA (Gruppo Musicale Ancora)

Quattrocento spettacoli, musical, recite su tematiche di vario genere (la donna, la voglia di amare, la necessità dell’impegno) formano la galassia di rappresentazioni che, in 15 anni di attività, hanno animato tournée in tutta Europa: Francia, Spagna, Belgio, Romania, Olanda, Svizzera, Germania, Polonia, Serbia, Albania, oltre all’Italia naturalmente, sempre con la regia del versatile professore.

L’ultima fatica in termini di tempo si intitola “Faber e il signor G”, in tour la scorsa estate, un excursus nei testi di due grandi cantautori che hanno trattato il tema dell’impegno e di un malcostume tutto italiano per certi versi incurabile. Sette musicisti, una decina di cantanti e sei tecnici lo staff, che Salvaterra ama definire “non professionisti, ma professionali”, per un impegno, giovanile e non solo, di comunicazione intesa come crescita tramite la sperimentazione e l’espressione artistica.

Terre Comuni e Orizzonte Giovani

La nascita di Terre Comuni è datata 2004, quasi in corrispondenza con la nomina di Tiziano Salvaterra ad assessore all’Istruzione e politiche giovanili, da parte della Presidente della Giunta Provinciale Lorenzo Dellai, mentre Orizzonte Giovani, una APS molto affine negli scopi e nella mission a Terre Comuni, nascerà più tardi. Ma di che cosa si occupano queste ennesime associazioni dell’ineffabile assessore? Turismo nelle Giudicarie.

Ma con tutte le strutture turistiche presenti in Giudicarie, Rendena e Valle del Chiese, serve un’associazione per fare turismo? Nel tuffarsi a pesce in questo filone del tutto inesplorato, occorre dire che all’ex assessore non sono mancati colpo di genio e prospettiva nel creare un nesso tra la sua rete di rapporti con gli ambiti ecclesiastici e giovanili ed un circuito di scambi culturali, religiosi, formativi, con tanto di trekking ed itinerari culturali.

Detto fatto. Parte un progetto finanziato in parte dai Fondi FAS, che gode di tutte le agevolazioni concesse alle Associazioni di promozione sociale (e ciò che non si riuscirà a realizzare con Terre Comuni si realizzerà con Orizzonte Giovani), incardinato sulla possibilità di ottenere in comodato d’uso dagli enti locali beni immobili, non utilizzati dagli stessi enti, per attività turistiche e ricettive. Tutto in regola, intendiamoci (lo recita la legge n° 383 del 2000 art. 30 -31-32). E allora via con il rastrellamento di case di proprietà comunale. A Trento casa vacanze La Collina, a Tione, in stretto collegamento con l’albergo Roma in corrispondenza con il collegio del Liceo della Montagna, a Javrè un ostello dell’ASUC con 60 posti letto, a Condino Palazzo Belli, a Brione un ostello di 30 posti letto nella vecchia sede del Municipio, a Pieve di Bono Casa Arlecchino, a Breguzzo Villla Serena di proprietà delle Suore, le residenze già realizzate e funzionanti (tranne Villa Serena dove l’accordo con le Suore è saltato e nel tira e molla l’ex assessore riferisce di un’avventura onerosa). Ma il disegno è ambizioso; si vorrebbe anche creare un campus per studenti a Pelugo, contro il quale era stata fatta anche una raccolta di firme, ma che ora, con la nuova amministrazione, sembra procedere. E poi l’ex albergo Parco Estense a Villa Rendena, il convento dei cappuccini a Terzolas, la struttura ricettiva S.Vigilio a Ossana, la struttura della Provincia al Tonale.

La chiusura del cerchio avrebbe dovuto essere il 2010, ma a tutt’oggi siamo ancora lontani dalla meta, anzi dalle mete. A regime si prevedono 500 posti letto, utilizzati per 100 giorni l’anno per un totale di 8-10 mila arrivi e 50 mila presenze. Nulla di segreto, l’ex assessore, da buon comunicatore, comunica ogni dettaglio sui siti delle sue associazioni.

La domanda che viene spontanea però è: ma esistono in Giudicarie altri progetti, o realtà che vorrebbero avviare iniziative simili, alle quali il nostro asso pigliatutto potrebbe sottrarre opportunità o fiaccarne lo spirito di iniziativa? Nel tessuto sociale giudicariese c’è chi rivendica con forza questa tesi e c’è chi invece afferma che Tiziano Salvaterra è uno che non si ferma nemmeno se lo leghi, ma in realtà ha riempito uno spazio che era comunque vuoto e se esiste una persona super attiva, che si spende con passione per la comunità, anche se in ambito cattolico, male sicuramente non può fare.

Arte Giovane

Tione, la sede de L’Ancora

È l’ennesima APS, apparentemente una scatola vuota, ma che in realtà contiene tutte le altre, o forse sono le altre che la contengono (questo meccanismo non è mai molto chiaro).

Arte Giovani sponsorizza un’ iniziativa nata nel 2007, il fiore all’occhiello della creatività dell’ex assessore, una creatura che egli ama particolarmente, per le gratificazioni artistiche che porta in dote: “Il Festival dell’Arte Incontro, tra generi e generazioni”. In questo contenitore (e noi tutti sappiamo quanto sia propedeutica la formula del festival, che si tratti di montagna, religioni, o economia, e quali formidabili collettori di contributi) una miriade di eventi di teatro, danza, cabaret, filò, mostre e concerti.

A proposito di concerti, indimenticabile quello di Bob Dylan, al quale anche tutta la strutturata organizzazione di Salvaterra partecipò nel 2008, anche se non da sola, e che economicamente fu un buco nero. Sulla scelta politica, culturale, musicale, di portare Bob Dylan a Trento possiamo discutere e di fatto si è disquisito all’infinito, ma resta il fatto che un certo tipo di iniziative devono anche reggersi, magari con un supporto pubblico, ma prevalentemente sulle proprie gambe. Altrimenti se tutto quanto si regge solo su chi tappa sempre e comunque ogni buco, è inevitabile poi parlare di gestione irresponsabile.

Quest’anno, il Festival dell’Arte e dell’incontro ha già portato in scena 24 spettacoli in Trentino, mentre nelle edizioni 2008 e 2009, grazie anche alla joint venture con Fausto Bonfanti, si affacciarono nomi noti: Lella Costa, Alberto Patrucco, Cino Tortorella (il famoso mago Zurlì), don Antonio Mazzi, Moni Ovadia.

Il resto del tempo che gli rimane

Tutti nelle Giudicarie conoscono il professor Tiziano Salvaterra e tutti sanno che ha una famiglia numerosa. Ma forse non tutti sanno che egli è anche consulente aziendale di alcune banche di credito cooperativo venete (quella di Brendola nel vicentino) e di qualche istituto professionale, sempre in Veneto, assimilabile alle nostre ENAIP.

A questo punto, però, una domanda, insinuante, strisciante, sibilante, che cerchiamo in ogni modo di soffocare e ricacciare indietro, ma che rimbomba prepotentemente come eco tra due montagne è: cui prodest? Perché tutto questo attivismo sfrenato? Per un cospicuo ritorno economico?

Che l’ex assessore se la passi bene, grazie alle sue attività professionali ed accademiche, è possibile, e questo lo deve solo alla sua preparazione, e pertanto onore al merito. Se invece guardiamo alle attività della sfera del sociale, è noto che chi si trova a vario titolo a gestire iniziative sociali, qualche volta va in rosso, o non guadagna, spesso deve correre a coprire i buchi, aggiungendo fatica a fatica. Ma il capitale in termini di contatti, rapporti, collaborazioni, apre sempre nuove porte. È un meccanismo che sembra poter continuare all’infinito e che in certe persone diventa compulsivo. Del resto, chi fa può sbagliare, ma è più apprezzabile chi si coinvolge per il prossimo, o coloro che si limitano a criticare, magari soltanto per invidia?

Ma attenzione, sbagliare può anche essere un’esperienza onirica, come cadere dal terzo piano atterrando su otto materassi di velluto. Se tu sai che qualcuno lassù ti ama, puoi cadere sempre sul morbido, se hai qualcuno di molto in alto che nutre per te, come dire, una sorta di fascinazione, un trasporto, un misto di ammirazione e identificazione... Allora tutto diventa possibile, anche sfidare il mondo con una spada di cartone.