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Il sindaco insostenibile risponde

Marziano Weber

Con questo titolo - L'insostenibile leggerezza del sindaco - inizia l'articolo dedicato al sottoscritto che a dire dell'illustre giornalista, questo e altri sindaci della valle di Fiemme meriterebbero ben altro, vista la straordinaria incoscienza o stupefacente leggerezza con la quale amministrano i rispettivi Comuni.

A sostegno delle posizioni assunte dal sottoscritto nelle citate operazioni e per semplificare la lettura, divido in due periodi le varie tematiche: 1. la costruenda scuola elementare di Castello; 2. la discarica provvisoria in località Brozzin.

Punto n. 1. Da una decina d'anni a questa parte le varie Amministrazioni comunali che si sono succedute si sono prodigate per la ristrutturazione del fatiscente edificio delle scuole elementari di Castello. Numerosissimi sono stati gli incontri di questa Amministrazione con l'ITEA per sollecitare la progettazione esecutiva e addivenire al definitivo appalto della scuola. Appalto che è avvenuto nel dicembre 1997. Dalla stagione scolastica 1996/97 gli alunni della scuola elementare di Castello sono stati trasferiti presso le scuole medie di Cavalese in quanto ho dichiarato inagibile il vecchio edificio per la presenza di numerose e vistose fessurazioni sui muri portanti. Quindi l'edificio scolastico ad esclusione del magazzino dei vv.ff. volontari era inagibile dal 1996. L'edificio di proprietà comunale è stato finanziato, progettato ed appalltato direttamente dall'ITEA. L'impresa aggiudicatrice dell'appalto è la IRES di Mezzolombardo, il progettista esecutivo è l'ing. Marco Tessadri, il Direttore dei Lavori è l'arch. Fabio Andreatta (Funzionario dell'ITEA) e l'assistente di cantiere è il geom. Adrìano Nicolodi (dipendente ITEA). Con questo quadro tecnico ed amministrativo ho voluto fare chiarezza su chi sono i responsabili nella gestione della ristrutturazione o ricostruzione dell'opera fino alla consegna "chiavi in mano" dell'edificio al Comune di CastelloMolina di Flemme. Veniamo ora ai fatti. In data 16 aprile 1998 sono iniziati i lavori di demolizione con ricostruzione della scuola elementare di Castello di Fiemme a cura dell'impresa IRES. Constato come, alla luce della relazione del tecnico comunale (prot. 2901 del 14.05.98), si siano verificate all'edificio del Municipio delle profonde fessurazioni localizzate principalmente lungo il giroscale, che ne hanno compromesso gravemente la staticità e la relativa sicurezza, confermata anche dal fatto che si è dovuto procedere, in via d'urgenza, alla chiusura degli uffici per il giorno successivo, venerdì 15 maggio 1998. Nella stessa giornata del 14 maggio il sottoscritto, ha urgentemente chiesto la presenza in cantiere dell'ing. Marco Bertoni di Cavalese quale perito in contraddittorio con l'ITEA a garanzia della sicurezza del personale dipendente comunale e degli interessi dell'Amministrazione. Nella giornata di venerdì, il citato perito, in collaborazione con i tecnici dell'ITEA ha provveduto al controllo dell'immobile, schedando e riportando graficamente le fessurazioni in sezioni e prospetti, procedendo all'installazione nelle fessure di vetrini e chiodi onde poter consentire in qualsiasi momento il controllo di eventuali movimenti dell'edifìcio. Sabato 16 maggio l'impresa IRES ha provveduto alla realizzazione in cemento armato, di sottomurazioni con riempimento di materiale inerte (scarto di porfido) a sostegno del muro lesionato. Lunedì 18 maggio il perito ing. Marco Bertotti, prima di consentire l'accesso all'edificio da parte dei dipendenti comunali, ha redatto un verbale nel quale si raccomandava di controllare periodicamente le "spie in vetro" poste in opera e segnalando ogni loro rottura. Lo stesso tecnico, a seguito del sopralluogo, dichiarava l'assenza di pericoli imminenti, e pertanto esprimeva parere favorevole all'utilizzo dello stabile; pur tuttavia consigliava all'impresa IRES di far sgomberare lo stabile in occasione della posa dei micropali ad ulteriore rafforzamento delle fondazioni. Il 22 maggio, nel primo pomeriggio (con chiusura degli edifici comunali), l'impresa ha iniziato i lavori di micropaltatura. Il direttore dei lavori arch. Fabio Andreatta ha a sua volta invitato il Sindaco a dichiarare inagibile il municipio dalla data di lunedì 25 maggio fino ad ultimazione dei lavori di ripristino e di collaudo. In data 29 maggio 1998 l'Amministrazione comunale ha ufficializzato all'impresa IRES ed all'ITEA la richiesta dei danni subiti a seguito dei lavori di ricostruzione della scuola elementare di Castello. Alla luce di quanto esposto, al di là dei danni subiti dall'edificio causati da lavori di ricostruzione ed ammessi sia dall'impresa IRES che dall'ITEA, pericolo fondato per il personale non è emerso, in quanto l'edificio è stato continuamente tenuto sotto controllo. Se voi, all'interno di questo procedere, trovate responsabilità del Sindaco, vi invito a dimostrarle, in quanto non posso accettare calunnie e diffamazioni gratuite da parte di alcuno, visto l'impegno profuso a favore della collettività. Se il Sindaco si assenta per qualsiasi motivo dalla propria sede, ciò non significa che il Comune è abbandonato, in quanto di norma esistono: un vicesindaco, una giunta comunale con degli assessori ed un Consiglio comunale, senza dimenticare l'aspetto tecnico del caso che sono i funzionari responsabili degli uffici e nello specifico anche un ingegnere professionista esterno. La prossima volta chiederò il permesso di assentarmi al signor Luigi Casanova, del quale fino a ieri ammiravo la Sua attività ed il Suo impegno a favore della collettività.

Punto n. 2: la discarica di inerte il località Brozzin. Nel 1997 l'impresa Edilvanzo Costruzioni di Cavalese si è aggiudicai l'appalto dei lavori per la costruzione dell'edificio polifunzionale del Comune di Castello-Molina di Flemme. Il 31 marzo 1998 l'Edilvanzo Costruzioni, ha inviato formale richiesta al Comune (prot. n. 1667 del 31.03.98), per poter depositare temporaneamente 5.000 me. di materiale inerte proveniente dall'escavazione dell'edificio polifunzionale, nell'ex cava comunale in località Brozzin. Il 1° aprile '98 la Provincia Autonoma di Trento Servizio Foreste Ufficio Distrettuale Forestale di Cavalese autorizzava il deposito temporaneo del materiale di cui sopra subordinandolo ad una serie di prescrizioni tecniche (si allega autorizzazione). La Giunta del Comune di Castello Molina di Flemme in data 6 maggio 1998 autorizzava la Edilvanzo all'utilizzo del suolo per il deposito del materiale inerte nel rispetto totale delle prescrizioni impartite dal Servizio Forestale della P.A.T. e comunque per un periodo massimo di anni 2 avverso la presentazione di una cauzione di £. 50.000.000 a garanzia degli interessi comunali. Il 15 maggio un gruppo di cittadini ha presentato al Comune e alla Forestale una richiesta di sospensione dell'attività di deposito nonché il ripristino immediato dei luoghi perché, a loro dire, vi erano pericoli per l'incolumità pubblica. Il 18 maggio il Servizio Foreste della Provincia, a seguito probabilmente della nota dei cittadini di cui sopra, ha integrato le prescrizioni, dichiarando che comunque non esiste pericolo per la stabilità del materiale deposto, ma a causa della non osservanza delle prescrizioni impartite con la nota autorizzatoria, ritiene, al fine di prevenire la possibilità che, proseguendo con tali metodologie operative, il grado di sicurezza dell'intervento possa risultare minore di quello previsto. Pertanto il Servizio Foreste, ha ritenuto necessario sospendere con decorrenza immediata ulteriori apporti di materiale. Nello stesso giorno l'Amministrazione comunale ha emesso un'ordinanza (n. 2932 del 18.5.98) con la quale diffidava l'impresa Edilvanzo dal proseguire nelle operazioni di deposito di materiale inerte sulla p.f. 3344 del C.C. Castello di Fiemme. Tutto ciò che eventualmente è successo al di fuori delle presenti autorizzazioni o note, di cui posso non essere al corrente, sono solo illazioni e supposizioni tutte da verificare. Nell'articolo di Questotrentino si accusa continuamente il Sindaco di omissioni e di abusi (tutti da dimostrare) e non si fa mai riferimento ad altri soggetti interessati alla vicenda (Servizio forestale ed altri), che regolarmente hanno rilasciato atti autorizzati perfettamente legali. Si accusa continuamente il Sindaco di avere arbitrariamente autorizzato il deposito di inerte senza preoccuparsi di nulla. Invece, come avrete potuto rilevare, a monte di tutto ciò vi è l'autorizzazione tecnica della forestale competente in materia. Sulla base di quanto esposto, chiedo a questa spettabile rivista la pubblicazione sul prossimo numero del 13 giugno 1998, della corretta esposizione dei fatti, nonché le scuse ufficiali sia da parte del giornale che dell'autore dell'articolo, considerando tra l'altro quello che sta succedendo in questo periodo nel nostro Comune, dove alcuni "amici di fama" "distribuiscono capillarmente a tutti gli ignari utenti il vostro "articolo". Il sottoscritto non pretende di certo che il vostro periodico pubblichi le cose positive di questa Amministrazione (che sono tante basta vedere la percentuale di consenso in occasione delle votazioni 72%), ma che quelle di critica siano perlomeno veritiere. Nei prossimi giorni mi riserverò la possibilità di eventuale querele sia penali che civili.

Marziano Weber, sindaco di CastelloMolina di Fiemme

replica/risposta

Fare il sindaco non è un hobby

Come si ricava dall'articolo, il contenuto complessivo è rivolto al modo di amministrare di quasi tutti i sindaci di Fiemme, caratterizzato da una cerio disinvoltura. E' stato preso il caso del Comune di CastelloMolina perché in quel caso si sono sommate coincidenze significative.

Io porto un grande rispetto verso chi, in tempi tanto difficili, si assume il compito di amministrare i comuni; un compito, però, che non può essere svolto a livello di hobby, anche perché nel Trentino viene ben retribuito, e giustamente aggiungo.

Venendo ai fatti, riconosco che nel servizio vi sono due inesattezze: la prima riguarda la proprietà dell'edificio, che non è dell'Ileo ma del Comune; la seconda, originata da un errore di battitura, riguarda la data, che non è il 1996 ma il 1966.

Per il resto, invece, mi pare che quanto lei scrive confermi le nostre affermazioni, ed ami gli allegati che lei ci invia le rafforzano. A proposito dell'edificio comunale pericolante: la conferma del pericolo è data dal fatto che gli uffici comunali sono stati abbandonati in gran fretta il 25 maggio e ancora oggi i dipendenti lavorano in altra sede con grandi disagi.

Deposito di inerti: la situazione di pericolo doveva essere reale, se i servizi forestali hanno ritenuto di dover far sospendere il deposito; e le irregolarità della ditta erano evidenti, se il 18 maggio l'assessore Bortolotti intima alla stessa di sospendere l'apporto di materiale in quanto il procedimento amministrativo era ancora in fase istruttoria: vi era stato uno scavo di grandi dimensioni non autorizzato dalla forestale, non era ancora stata versata la cauzione di 50 milioni, eco. Proprio la documentazione da lei prodotta conferma quanto scritto , ne lei smentisce la sua assenza in una situazione tanto delicata; e, come scrivono i servizi forestali, il controllo rimane un dovere dell'autorità sindacale.

Per concludere, ci sono totalmente estranei altri riferimenti: come quando lei parla di usi "politici" del nostro articolo messi in atto nel Comune di Castello. Questotrentino e il sottoscritto sono estranei a simili strumentalizzazioni, specie se guidate da personaggi privi di credibilità e coerenza politica.

Luigi Casanova

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