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Il Commissario dal naso lungo

Cantina LaVis: bilancio votato al buio, milioni scomparsi. Bugie, omissioni, soldi spariti all’estero: ormai è scandalo.

È stata tutta un sospiro di sollievo, quando non un tripudio, l’accoglienza decretata dalla stampa locale all’approvazione del bilancio della Cantina LaVis: con corrispondenze tese a ridicolizzare le pretese di alcuni soci di poter vedere - ohibò - i bilanci, prima di approvarli. In realtà alla LaVis si stanno consumando strappi formali e sostanziali alle regole, della cui inaudita gravità gli autori, probabilmente convinti dell’impunità, non si rendono nemmeno conto.

Il punto base è il cardine della cooperazione: la coop non è fatta per gli amministratori, ma per i soci, la cui assemblea è sovrana. Momento cruciale è l’approvazione del bilancio, attraverso il quale si verifica l’operato dell’amministrazione e lo si approva o meno. Solo che, per approvare qualcosa, bisogna conoscerlo, e difatti giustamente il codice civile prescrive come i documenti, spesso complessi, debbano essere a disposizione dei soci almeno 15 giorni prima.

Il Commissario Marco Zanoni

Cosa succede invece alla LaVis? Quando un socio va alla cantina a chiedere, il 14 dicembre (quindici giorni prima dell’assemblea prevista per il 29) il bilancio, gli si dice di attendere, non è ancora pronto; anche il 15 non è pronto; solo il 16 gli viene consegnato, e siamo già oltre i quindici giorni, ma pazienza, il punto è che il bilancio non è completo, manca la revisione contabile e tutta la parte - come vedremo più delicata - sulle società collegate; solo il 22 la documentazione è pronta, e la revisione contabile solo il 28, tempi non certo agevoli per compulsare un mare di carte e migliaia di numeri. L’assemblea dovrebbe essere rinviata, secondo ragionevolezza come pure secondo le norme del codice civile. Ma il Commissario Marco Zanoni, che pure è Direttore della Camera di Commercio e certe cose le dovrebbe sapere, se ne frega. Anzi, il 27 emette un comunicato: “A partire dal 15° giorno antecedente la data di convocazione erano disponibili, così come previsto dal codice civile, i documenti prescritti”. Cioè, il socio che protesta è un bugiardo, e questa linea la porta in assemblea: “C’è qualcun altro che lamenta di non aver potuto visionare i documenti?” chiede demagogico.

In realtà il Commissario, nonché Direttore della Camera di Commercio, mente sapendo di mentire. Perché oltre al socio in questione (l’ing. Nicola Salvati), c’è stato anche un professionista, in rappresentanza di altri soci, a sentirsi dire che i documenti non erano pronti. Ma soprattutto a lamentarsi del mancato deposito sono gli stessi revisori della Federazione delle Cooperative: nella loro relazione, il 12 dicembre lamentano come “la cooperativa, nonostante il sollecito formalmente inviato in data 1° dicembre, non ci ha ancora consegnato il bilancio. Alla data odierna, che è quella prevista per il deposito della relazione di revisione, non disponiamo dell’oggetto ufficiale della revisione” e quindi “non siamo in grado di esprimere il giudizio sul bilancio della società LaVis”.

Non solo: il 27 dicembre i revisori finalmente inviano la loro relazione, sottolineando che “in data 21 dicembre la cooperativa LaVis ci ha reso disponibile la documentazione necessaria”. In altre parole, Zanoni mente: il 15 dicembre i documenti non erano pronti non solo per i soci, ma nemmeno per i revisori.

Il fatto è grave. Un Commissario è un pubblico ufficiale, quando emette comunicati nell’esercizio delle sue funzioni è chiamato a risponderne, le bugie potrebbero essere valutate come falso in atto pubblico. Il Direttore della Camera di Commercio queste cose non le sa? Crede di potersela cavare chiedendo a una platea di contadini intimoriti, che si aspettano che li tiri fuori dalle grane, se “qualcun altro non ha avuto i documenti” ? Commissario, sveglia, gli stessi revisori non hanno avuto i suoi documenti!

Ma la gravità del fatto non riguarda solo la figura del Direttore della Camera di Commercio. Investe in pieno anche la Federazione delle Cooperative. Sì, perché all’assemblea presenzia anche, in rappresentanza del presidente Diego Schelfi, il suo vice, Silvano Rauzi, boss degli allevatori da un numero di mandati che non si ricorda neanche lui (il rinnovamento alla Cooperazione è una barzelletta, per Rauzi si sono fatte millanta deroghe). Ora, la potestà dei soci è uno dei punti base e al contempo più dolenti del movimento cooperativo, sul quale da diversi anni si discute: il socio che non conta, le coop in mano ai manager, le assemblee che devono essere sovrane, la necessità di diffondere informazione e cultura, tutti temi di cui ad ogni congresso ci si riempie la bocca.

Di più: l’approvazione del bilancio è l’atto che tappa la bocca ai soci. “I bilanci li hanno approvati, cosa vogliono ora?” è la frase fatidica con cui vengono liquidati i soci di una cooperativa in crisi. E ora anzi la cooperazione si sta dando da fare per rafforzare gli effetti delle approvazioni: un socio, approvato un investimento, non potrà uscire dalla cooperativa fino a che l’investimento non è ammortizzato.

Ma questo dovrebbe comportare maggior consapevolezza, maggior conoscenza. E invece, quando un Commissario non fa neanche vedere i bilanci ai soci, che fa la Cooperazione? Sta con il Commissario. Silvano Rauzi all’assemblea della LaVis, pur avendo i suoi stessi revisori che si lamentano per la mancata messa a disposizione dei documenti, esprime pieno sostegno a Zanoni.

È cooperazione questa? No, è una casta omertosa. Che incistatasi ai vertici, protegge anzitutto se stessa.

I conti che non tornano

Ma oltre alla democrazia, mancata nei suoi presupposti di base, in gioco ci sono anche i conti e la stessa credibilità del bilancio. Che, non più occultato, rivela vistose, inaspettate magagne.

Sono infatti proprio i revisori della Federazione che, pur giunti in possesso dei documenti solo pochi giorni prima, subito ravvisano delle vistose anomalie. Soprattutto una: i rapporti tra LaVis e la sua controllata Ethica spa. LaVis deteneva dei crediti nei confronti di Ethica e, presumibilmente per alleviarne il non florido bilancio, rinuncia a tre milioni di crediti, aumentando quindi il valore di Ethica ma, denunciano i revisori, si dimentica di contabilizzarli “nel conto economico del bilancio della LaVis quali costi di esercizio”. Insomma il Commissario, nonché Direttore della Camera di Commercio, effettua tra le sue società una partita di giro di tre milioni, e ne segna la posta in entrata, non quella in uscita: e così, miracolosamente, il bilancio della LaVis acquista tre milioni in più.

I revisori hanno molto da ridire anche sulla partecipazione di Ethica in Casa Girelli, “iscritta a bilancio per 26.987.595 euro” quando “il patrimonio netto risulta essere pari a 5.991.098 euro”, e paventano che le perdite subite abbiano, contrariamente a quanto scrive la LaVis, natura permanente, e avanzano dubbi che le operazioni immobiliari su Casa Girelli (peraltro molto strombazzate sulla stampa) riescano ad avere gli effetti salvifici preannunciati.

Infine il giudizio sull’attività industriale della Cantina: che, pur in linguaggio molto diplomatico, è impietoso: “Le azioni intraprese dal Commissario [sono] ad oggi solo in parte realizzate”. In particolare, oltre alle dismissioni, in massima parte solo annunciate, non è stata attuata la “ridefinizione della struttura di governo del gruppo”, oggi troppo complessa ed onerosa (leggi: troppi dirigenti), né la “ridefinizione della struttura gestionale”, oggi poco razionale (leggi: troppi impiegati con confusioni di compiti), né lo “sviluppo di adeguate azioni commerciali” (leggi: le entrate sono scarse). Insomma il gruppo LaVis spende troppo, è male organizzato, vende poco. Altro che “risanamento avviato” come titola giuliva la stampa.

La parte oscura

Il vicepresidente della Federazione delle Cooperative Silvano Rauzi

Fin qui i revisori. Ma oltre a loro, altri professionisti si sono messi a compulsare i documenti della LaVis, una volta che sono stati benignamente resi pubblici. I soci infatti non sono tutti rassegnati a farsi spennare, e alcuni si sono rivolti ad avvocati e commercialisti. Che hanno iniziato a scavare, in Italia e all’estero. Sì, all’estero, perché la parte misteriosa delle perdite della Cantina riguarda le controllate estere.

È qui che i revisori non sembrano essersi addentrati, nella catena di società controllate che finiscono all’estero, perdendo fior di milioni. Dunque, la catena è la seguente: LaVis controlla al 100% Ethica, che controlla con ISA (la finanziaria del vescovo, del cui trattamento privilegiato fino allo scandalo abbiamo già scritto, vedi “Al contadino non far spere” del marzo 2011) Casa Girelli, che a sua volta controlla F&F Fine Wine International. Ed è F&F, società statunitense di commercializzazione vino in teoria, di accumulo perdite in pratica, il buco nero.

Dalla ricostruzione dei commercialisti sulla documentazione disponibile, affiorano (e qui riportiamo dati esposti in una interrogazione in Consiglio provinciale da parte di Bruno Firmani di Italia dei Valori, dati tranquillamente ignorati dalla stampa, dal Commissario, dalla Federazione delle Cooperative, dagli uffici di controllo della Provincia) su Fine Wine i seguenti elementi:

  • nel 2007 risulterebbe controllata al 95% da Casa Girelli Spa;
  • nel 2008 risulterebbe ceduta la quota del 76% e risulterebbe titolare Casa Girelli Spa del 19%;
  • nel 2009 nulla si dice nella relazione di bilancio;
  • nel 2010 risulterebbe controllata al 95% da Casa Girelli Spa senza che venga chiarito quando siano state acquisite le quote a seguito delle cessioni del 2008;
  • nel 2011 risulterebbe controllata al 100% da Casa Girelli Spa.

Un va e vieni di quote, anche in piena epoca commissariale, di cui non sembra esserci piena contezza nella documentazione ufficiale. In parallelo c’è anche un va e vieni di milioni, anzi solo un va, nel senso che è F&F che ingoia dollari. E precisamente, vendite verso gli Stati Uniti d’America da parte di Casa Girelli, come salvo errori risulta dai relativi bilanci:

  • 2007: 2.041.766
  • 2008: 4.371.366
  • 2009: 3.691.100
  • 2010: 3.620.861
  • per un totale di 13.725.093.

Dal canto suo F&F dichiara al bilancio 31.12.08 acquisti per dollari 1.369.754, valore decisamente differente dalle dichiarazioni di vendita effettuate da Casa Girelli; non solo, nello stesso bilancio F&F avrebbe ricevuto da parte di Casa Girelli, per fornitura di prodotti e per aumento di capitale o copertura perdite, circa 8.000.000 di euro, somma che non risulterebbe esposta nel bilancio di Casa Girelli.

Oltre al buco nero F&F, sembra ce ne sia un altro: l’acquisizione di una partecipazione per circa 2.300.000 euro della società svizzera United Wineries International Sa fin dall’anno 2010, con sempre Fausto Peratoner tra gli amministratori. La documentazione in proposito sembra molto incompleta, nulla risulta nella nota integrativa di bilancio, nella relazione del Commissario né in quella dei revisori, così rendendo impossibile sapere se gli organi di controllo hanno potuto verificare la regolarità delle operazioni.

Qualcuno ha controllato qualcosa?

L’assessore provinciale Tiziano Mellarini

E qui sorgono altri dubbi. Il Commissario, nonché - ricordiamolo sempre - Direttore della Camera di Commercio, queste cose le ha verificate? Che conclusioni ne ha tratto? Perché, teniamolo presente, in questo vortice di denaro defluito all’estero si potrebbe anche ipotizzare l’esportazione illecita di capitale. E i revisori, non si sono accorti di nulla?

 Per quanto riguarda la Provincia, che dovrebbe essere l’istanza di controllo finale delle cooperative, esemplare è stata la risposta, di alcune settimane fa, dell’assessore Tiziano Mellarini: “Sulle faccende americane aspettiamo risposte dalla società”. Questa è l’attività di controllo! Dopo un anno e mezzo di commissariamento, Mellarini aspetta pazientemente delle risposte!

Il bello è che, intervenuto nell’assemblea del 29 dicembre, Mellarini, nello slancio di un entusiastico sostegno a Zanoni, si contraddice: “Tutti i provvedimenti del Commissario sono stati presi in riservato accordo con l’assessorato. Anzi, l’ing. Zanoni, è stato fin troppo assiduo nel coinvolgerci!”. Allora, assessore, il Commissario, in queste sue assidue frequentazioni, i dati sulla F&F glieli ha forniti oppure no? Lei o qualcuno dei suoi controllori, glieli ha mai chiesti? Come mai, da chi dovreste controllare, che vedete con “fin troppa” frequenza, ancora “aspettate risposte” su soldi che paiono svaniti nel nulla?

Il grave sospetto è che tutti coprano tutti. Controllori e controllati. Amministratori rovinosi e commissari decisionisti.

Non è certo un caso che Fausto Peratoner, deus ex machina della LaVis, nel consiglio di amministrazione di Ethica, di Casa Girelli, di Fine Wine, di United Wineries, pieno responsabile del tracollo, sia stato da Zanoni mantenuto, con amplissime deleghe, ai vertici della cantina.

E tutto questo mentre i contadini pagano. Per la vendemmia 2009 si sono visti retribuire 25 euro a quintale contro i circa 100 delle altre cantine, nel 2010 62 euro contro 90, nel 2011 si parla di 70 euro, contro gli ipotizzati 90-100 degli altri.

Un fiume di soldi, che dai contadini va... a chi?

“Fuorviante” sarà lei!

Nella parte finale dell’articolo paragoniamo le retribuzioni delle uve pagate dalla LaVis con i valori medi di mercato. Questi ultimi, non conoscendo nel dettaglio le quantità delle singole uve, sono approssimativi: al Commissario Zanoni i soci avevano esplicitamente richiesto di paragonare i prezzi della LaVis con quelli medi di mercato, per avere chiaro quanto stavano perdendo, e lui si è ben guardato dal rispondere. Anzi nella relazione al bilancio teorizza l’inutilità di tali dati: “l’invalsa consuetudine di individuare un valore medio può sicuramente essere considerata come fuorviante”. Il fatto è che la Camera di Commercio spende fior di quattrini (pubblici) nello studiare il mercato, raccogliere dati, e infine pubblicare quei valori medi che il suo Direttore, assunte le vesti di Commissario, ritiene “fuorvianti” e di cui depreca “l’invalsa consuetudine” a individuare.

Su questo, la Camera di Commercio, ha niente da dire? Il suo Presidente Adriano Dalpez? Può impunemente un Direttore rinnegare con tanta superficialità il lavoro pluridecennale di tanti addetti, i cui risultati invece ci risultano essere apprezzati dagli operatori? Ma questo ing. Marco Zanoni, non è che sia lui “fuorviante”?

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Commenti (26)

Lorenzo Fellin

Sono allibito, da trentino che da 40 anni risiede fuori della sua terra ma che la pensava ancora ancorata ai valori della cooperazione seminati da Don Guetti. Che certo si rivolterà nella tomba: ma perchè non date un colpo di ramazza ai vertici ormai logori e usurati della Provincia e a tutti i portaborse al seguito? Voi che potete votare da quelle parti.......

capitaneria di porto

Resto stupito definire i soci che "anno abbandonato la nave " come schettino lui ha preso uno scoglio segnalato da mappe loro nella coop lavis non sono mai stati in grado di poter vedere le "carte nautiche " .
Spero che ora le consultino e siano controllori e si informino sulla LORO cooperotiva


berto

Dunque assemblea del 16 febbraio alla La-Vi s per chi non c’era piccolo riassunto :

- Zanoni inizia il solito monologo senza contraddittorio ( non sia mai , siamo in dittatura ! ) fatto di numeri , cifre , progetti futuri , autocelebrazione , insomma niente di nuovo

- Il suo mentore nonché padrino ( nel senso siciliano del termine …) Dellai fa il cappello al discorso di Zanoni e ne loda spudoratamente le capacità , lasciando intendere che i soci di La-Vis sono stati proprio fortunati nell’avere avuto in dote ( da Dellai stesso si intende ) un così bravo commissario

- Soci e dipendenti in platea applaudono a scena aperta . Tratta si di due categorie allo stato attuale terrorizzate , gli uni per il rischio di perdere il reddito ( anzi il poco reddito rimasto ) gli altri per il rischio di perdere il posto di lavoro . Quindi chiunque con fare demagogico e ruffiano sparge un po’ di ottimismo viene subito portato in trionfo , Dellai e Zanoni vedono rinforzata la propria posizione ed il proprio consenso e godono per il personale appagamento ( l’uno è in cerca di voti , l’altro del posto di A.D. alla La-Vis dopo il periodo di commissariamento ) . Ha ragione un amico che ha fatto su queste pagine un intervento nei giorni scorsi , la forza di Zanoni sta solo nella debolezza dei soci

- Infine Dellai , con inappropriato umorismo , paragona i soci che hanno avuto il coraggio di dissociarsi dalla mala gestione al comandante Schettino che ha lasciato la barca che affondava . Caro Dellai , si sa che nel delirio di onnipotenza che ormai è tipico del Suo modo di fare la parola umiltà non è contemplata . Abbia però la decenza di accettare anche le opinioni degli altri , la ragione non può stare sempre da una sola parte ( la Sua ) . Questo fondamento è riassumibile in una parolina che si chiama democrazia , che purtroppo a Lei non piace perché chi non accetta la Sua dittatura automaticamente non capisce niente ed è da annientare . Comunque è stato di pessimo gusto tirare in ballo i morti della Concordia solo per fare il simpatico con la platea … ma sicuramente Lei non concorda , visto che anche i giornali locali hanno riportato questa cosa come se avesse valenza positiva , chissà come ha gonfiato orgogliosamente il petto pensando alla genialità del Suo intervento! Tornando a Zanoni :

- Le tanto celebrate selezioni-cru –progetti qualità sono cose che a La-Vis ci sono già da anni , quindi è inutile rivendicarle come idee personali . Deve forse Zanoni giustificare il lavoro di consulenti/esperti marketing/amici di / messi da lui in ruoli dirigenziali dopo la tanto sbandierata riorganizzazione ? Con stipendi fantasmagorici che hanno ulteriormente prosciugato le già esangui casse del gruppo ? Non era meglio valorizzare le selezioni già esistenti senza creare dei doppioni ? Di Muller selezione tra La-Vis e Cembra ce ne erano già 4-5 , a che serve ad esempio il Lagrein Greggi se c’è già il Baldazzini ? O la linea Alto Adige se c’è già la ST.Andrae ( che è Alto Adige a tutti gli effetti ) . O la Nosiola Pincopallino ( non mi ricordo il nome ) se c’è già la selezione Rosabel ? Questo è solo gettare fumo negli occhi alla gente girando attorno ai veri problemi ! Caro Zanoni , La-Vis ha iniziato a fare selezioni ( con la zonazione ) già negli anni 90 , qunado lei probabilmente era un figlio di papà che studiava in qualche università da fighetti . Quindi non si venga ad atteggiare con noi come l’inventore dell’acqua calda , il tanto vituperato Peratoner che pure ne ha combinate di cotte e di crude ed è indifendibile a queste cose ci era arrivato molti anni prima di Lei e prima di essere preso da manie di grandezza le aveva sempre sostenute e valorizzate , quindi zitto e pedalare

- I tanto sbandierati progressi nei bilanci con conseguente riduzione del debito sono sempre più oggetto di discussione , anche nelle caneve di noi contadini ignoranti . Si dice infatti che si tratti solo di cosmesi finanziaria , perdite omesse , immobili che valgono 1 messi a bilancio con valore 10 , porcate varie ed assortite per fare apparire meno tragico il bilancio e tenerci calmi . Il problema è che non ci fidiamo più non solo di Lei ma soprattutto di chi dovrebbe controllare i conti , quindi quando Francesco fa la disquisizione sui soldi da dare ad ISA ( che sarebbero molti di più di quelli che ci dicono essere ) , beh penso che effettivamente possa avere ragione e che quindi a breve ci arriverà altra grandine sulla testa ! D’altronde l’attuale governance è alla disperata ricerca di consenso quindi si guarda bene dal dare una informazione corretta, soprattutto con le brutte notizie , hai visto mai che magari poi i soci si svegliano , s’incazzano e non battono più le mani in assemblea ???

- Per finire una postilla a quanto dice contadinaonesta . Tutto il sistema cooperativo trentino è finito da un pezzo e quindi non avrebbe neanche più senso di esistere . La Cantina La-Vis era universalmente riconosciuta per la qualità dei suoi prodotti , fino a quando i vertici hanno avuto la scellerata idea di acquisire Casa Girelli entrando nel segmento dei vini da guerra ( nel senso di guerra del prezzo al ribasso in cambio di bassa qualità del vino ) . Quindi visto che su bottiglie da discount si vendono ad 1-2 euro bisogna giocoforza fare grandi numeri si è creata una cattedrale nel deserto , fatta di impianti ultra-sovradimensionati e un mucchio di personale per farli funzionare ( comunque il personale non ha colpa di questo, intendiamoci ) . Ora quindi spesso al reparto imbottigliamento La-Vis ( cooperativa trentina ) si imbottigliano vini Girelli di provenienza per lo più extraregionale ( Puglia-Toscana-Lazio-Veneto etc ), tra l’altro senza guadagnare in modo adeguato, diciamo che è già tanto fare una patta e non rimetterci ! Da delirio ! Però in assemblea i dirigenti orgogliosi dicono che le linee di imbottigliamento girano a pieno regime , non si riesce a stare dietro al lavoro , insomma tutto bene , lavoriamo alla grandissima ! E cosa più grave , tutto con il tacito avvallo ed approvazione di federazione cooperative e provincia , io mi spacco la schiena per produrre uva di qualità sulle rampe della Valle di Cembra ma poi il mio vino non lo imbottigliano neanche perché non lo commercializzano ! Ma a sto punto lo dicano che noi contadini facciamo qualcos’altro e la cantina possiamo anche chiuderla , questa sarebbe la cooperazione trentina ? La cooperazione trentina che ha permesso che una cooperativa agricola ( ripeto , cooperativa agricola ! ) si metta a fare speculazione edilizia, senza neanche avere i soldi ( presi a tassi di usura dalla ISA , cioè dalla curia ? ) . ME VEN DA PIANGER !!!

contadina onesta

....permettetemi di intromettermi nella vostra discussione,ma forse ci stiamo dimenticando qual'è lo scopo della cooperazione.Siamo quì per vendere prodotto Trentino o...facciamo numeri con l'uva del Veneto a metà prezzo,rivenduta come Trentina per entrare nella grande distribuzione???? La Provincia ha permesso che le cantine diventino delle HOLDING e che con un ufficietto all'interno della cantina ,con scritto SPA vendessero di tutto.Ma noi contadini vogliamo il rispetto per il nostro prodotto.L'Alto Adige produce vino,lo vende e quando è finito...è finito !!!!E a che prezzi !!!Eppoi dov'è la tutela al socio ???Chiedere documenti ed essere sbattuti fuori perchè voleva dire curiosare....ma stiamo scherzando...??Chiedere spiegazioni e sentirsi dire "mi spiace non c'è l'addetto"...pazienza na volta...ma 4 ??? E' facile parlare da fuori!!.Che dicano la verità, che siano onesti una volta,e che terminino di riempire la testa ai soci di andare contro gli exsoci,la verità la sanno tutti,i soci cercano di credere ancora nella La Vis e gli ex soci la rivogliono senza certa gente.Allora caro Dellai chi è scappato con la scialuppa..l'ex socio o il comandante che ha fatto affondare la La Vis e che gira indisturbato e gli battete pure le mani !!!!!!

Francesco

... ops... dimenticavo...

la cantina ha incassato i soldi del conferimento 2009.... ma non risulta abbia ancora pagato ISA ... pertanto i soldi che spariranno dalle tasche dei soci ammonteranno al doppio circa 24.000.000 visto pagheranno ISA a rate .... e... i soldi sono già spariti dalle casse della cantina

Francesco

Vero , il problema non è Zanoni è il sistema Trentino.... una cooperativa di produzione invogliata da contributi "maldonati" a creare strutture alberghiere, a industrializzarsi alla commercializzazione mondiale... non stà nel sistema cooperativa, in quanto non sono i soci della cooperazione che svolgono le attività ma sono solo alcuni gestori che creano società a loro uso e consumo senza rendere conto ai cooperanti.

è questo il sistema Trentino ?

guardando al caso nazionale del caso "Lusi" ex margherita, oggi ex del PD ... sorgono seri dubbi che il fantomatico sistema trentino abbia gli stessi sviluppi, dove nessuno possa dire niente e controllare niente e con utilizzo di qualcuno delle disponibilità della cantina lavis... vedasi le enormi forniture all'estero non incassate ... come se uno mette i soldi nella tasca sinistra dei propri pantaloni e quando va a pagare guarda nella destra e non trova nulla.... e... nessuno dice nulla.

avete ragione tutti, non occorre sfaldare il sistema della cooperazione, ma nel momento in cui ci sono determinati eventi, non solo va sfaldato ma mandato a carte quarantotto e mandati i responsabili nelle patrie galere.

per quanto riguarda i soci della cantina, credo basti poco crearne un'altra e abbandonare l'attuale.

volete dire che con 11.000.000 di euro non
avreste creato altre strutture per fare una nuova cantina? tanto vi è costata solo con la vendemmia del 2009, sapete come:

il buon commissario appena arrivato ha fatto due conti e dovendo pagare ISA circa 12.000.000, ha trovato il sistema, ha pagato l'uva mediamente a 50,30 euro a q.le deciso che i soci dovevano tirare fuori i soldi e ha fatto i conti a tavolino
ha deciso di trattenere ai soci il valore del conferimento del 2009. pagando il conferimento dell'uva a 25 euro e formalizzando i documenti per questo.
infatti inizia a dire che il conferimento verrà liquidato mediamente a 50,30 euro e che utilizza le riserve indivisibili per altri 25 euro . tale operazione porta alla cantina dai 50 ai 60 euro a q.le per i 200.000 q.li del conferimento i conti sono giusto fatti ... 60 x 200.000 uguale a 12.000.000 per pagare ISA.

per fare questo ha dovuto dire che la società ha avuto delle perdite , allora ha cominciato a svalutare le rimanenze di magazzino di 5.000.000

il magazzino valeva meno oppure non c'era in quanto volatilizzato nel nulla oppure era li ed è stato venduto in nero ???

comunque, lasciandosi il passato dove auguro la magistratura e la guardia di finanza metteranno becco, ritengo che i soci della cantina devono guardare a vanti e scrollarsi di dosso tutto il marciume, abbandonare la nave oramai affondata e rimboccarsi le maniche e ripartire con una nuova cooperativa, scegliendo validi amministratori, e , allontanandovi dalla Federazione, un mostro senza fine che ingoia tutto senza dare nulla.... un controllore che non controlla nulla.

che dite la create una nuova cooperativa con 12.000.000 di euro ? oppure aspettate per continuare a pagare senza avere nulla ? se i vostri nonni e genitori hanno creato una cooperativa nulla osta voi ne creiate un'altra.

bisogna andare avanti e per il passato attendere che la giustizia faccia il suo corso.

I soci non sono responsabili delle malefatte degli amministratori e non devono rispondere degli ammanchi per impegni presi dalla ooperativa.
voi rispondete solo per la quota di socio.

marco

Caro Direttore, io credo che Zanoni non sia tutto il problema dalle LaVis, il fatto poi di ricercare le responsibilità delle passate gestioni non è compito dei soci che tra l'altro non sarebbero nemmeno in grado di farlo (sarebbe una giustizia sommaria da bar da frasi del tipo 100 milioni di buco ....).
Il problema grosso e che ci sono troppe persone servili che in questo momento circondano e consigliano il commissario (con l'unico scopo di piacere al potente e/o per arrivismo) e nessuno ha il coraggio di dirgli cosa può fare e cosa non può fare.
La sua forza è la debolezza dei soci e anche gli attacchi inutili di chi si aggrappa ai cavilli (vedi il rinvio dell'assemblea di bilancio) è un modo per rafforzare la posizione del commissario.
Le persone così si combattono con idee e serietà e non con utopie del tipo "deliberare con consapevolezza".
Io di idee alternative (a parte il giustizialismo) non nè ho viste e così il commissario gira per il trentino professando:
- qualità.
- valorizzazione della territorialità.
- responsabilizzazione dei soci.
- riorganizzazione gestionale.
(e gli fa eco Mellarini sui giornali)
Come se queste cose (almeno le prime 3) alla LaVis fossero delle novità.... e nessuno che in modo pragmatico dica a questi fautori del "Trentino è meglio" che tutti queste idee non permettono un recupero a breve tempo della remunerazione delle uve che forse oltre alle parole ci vogliono degli impegni sui numeri e se questi obiettivi non si raggiungono si cambia questa è l'unica responsabilizzazione che conosco.
Il "piano Zanoni" può anche andare bene ma deve impegnarsi sugli obiettivi e poi se non li raggiunge i soci decideranno se andare avanti su quella strada o cambiare.

Saluti e baci

berto

Gentile Direttore , concordo con Lei che sia poco onorevole calpestare la propria dignità per accettare il subdolo compromesso che ci è stato offerto, cioè accettare la gestione Zanoni in cambio dell'aiuto ( forse ) del suo mentore Dellai . Purtroppo però al di la degli idealismi io devo anche pensare a dare un futuro alle mie figlie, e meno male che mia moglie ha un buon lavoro altrimenti in questi ultimi due anni sarebbe stata proprio dura . Di troppo orgoglio si può anche morire ( in questo caso di fame ! ) . Spero almeno che questo signor Zanoni la smetta di dire che i soci sono dalla sua parte e lo apprezzano , dimostrando la cosa con il fatto di essere rimasti in cantina . Non credo legga Questotrentino ma se per caso passa da queste pagine sappia che :
- i soci che sono rimasti lo hanno fatto perchè credono nella cooperazione e nella cantina e non nella sua attuale gestione ( io sono socio da tre generazioni, avrei sconfessato il lavoro di nonni e papà), speravamo che almeno fosse una gestione temporanea ma purtroppo non sembra sia così
- al di la di questo molti soci ( io compreso ) per l'esasperazione si sono guardati attorno, ma le altre sociali del Trentino in questo momento di crisi generalizzata non si sentono di assorbire nuovi soci , quindi non si saprebbe letteralmente dove andare
- in ogni caso il sistema di penalizzazioni sulle rate messo in atto per evitare l'emorragia di soci incatena letteralmente chi vorrebbe andarsene, nel senso che non si prendono soldi da due anni ma se uno se ne va dovrebbe addirittura portarne indietro, chi lo può fare ?
Il paese è piccolo e conosco anche qualche dipendente , pure loro sono nauseati dalla malagestione Zanoni ( vedi ritenute sugli stipendi per fare cassa, idea semplicemente ridicola visto che per procurarsi una goccia nell'oceano ha scatenato un vespaio di polemiche e creato ulteriori tensioni) . Il fatto è che in giro non ci sono lavori quindi giocoforza devono anche loro accettare tutto , in un momento normale tre quarti del personale se ne sarebbe già andato e Zanoni dovrebbe anche andare in cantina a imbottigliare ! Quindi questo signore abbia almeno il buonsenso di stare zitto e non dire più che soci e dipendenti sono contenti della sua gestione, lui per primo sa benissimo che non è così !

ettoreparis

Ritengo opportuno che QT risponda a questa serie di appassionati interventi. Innanzitutto ringraziando per gli apprezzamenti; e replicando a chi, con toni anche accorati, ci invita a desistere, la cantina è in difficoltà, le nostre critiche sono inutili, anzi controproducenti.
Capiamo le preoccupazioni, per i tanti soldi svaniti, per quelli che ancora si perderanno, e per una realtà che si sente come propria, e che si vede a rischio. Capiamo, ma non condividiamo. “Scurdammoce ‘u passato” ci dicono questi soci, “chi ha dato ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto ha avuto”, guardiamo avanti. Non siamo d’accordo, questa posizione è una legittimazione e una perpetuazione dell’irresponsabilità, causa prima del disastro. Con vari esiti negativi.
1. C’è un discorso strettamente monetario. Tirare una riga sul passato vuol dire rinunciare ai risarcimenti che ai soci dovrebbero gli amministratori e chi della LaVis si è approfittato. I vari Peratoner e Giacomoni, le oscure società estere, Isa con il suo contratto\fideiussione capestro. E’ illusorio pensare che dei soci possano chiedere risarcimenti a amministratori rovinosi, e dei contadini soldi indietro al vescovo? Noi non crediamo. E poi, scusateci, ma c’è anche una questione di dignità.
2. La cantina. E’ stata gestita all’insegna della più totale irresponsabilità; se questa non viene individuata e punita, diventa un atteggiamento legittimo, si accetta che le cose vengano condotte malamente o a proprio esclusivo tornaconto. Il marcio, se non lo si elimina, si diffonde. A voltarsi dall’altra parte, a sperare nella mano salvifica dei politici, la LaVis non la si salva, la si perde del tutto.
3. La cooperazione. Vale lo stesso discorso, più ampio. Ai vertici del movimento c’è una casta che si fa gli affari suoi, vivacchiando sui grandi meriti storici dei predecessori. Oggi fanno le malefatte, e poi si coprono l’un l’altro, vedi i revisori ciechi e muti, il Sait che vuol blindare i soci, la barzelletta del quarto mandato di Schelfi. Accettare tutto questo nel nome di don Guetti è una bestemmia, non vuol dire tenerci alla cooperazione, ma assistere impotenti alla sua decadenza.
4. La società. Un Trentino in cui non contano le capacità, i risultati, ma la contiguità con il potente politico, che in ogni caso ti salva con soldi pubblici, non ha futuro. Il comportamento omertoso della Pat e di Dellai è gravissimo, una metastasi per la nostra economia.
In conclusione: accettare dopo Peratoner anche Zanoni, nella speranza di avere i soldi di Dellai, può sembrare un affare brutto ma buono, da cogliere turandosi il naso. Per noi è un affare pessimo, e soprattutto una svendita della dignità e del futuro.

Francesco

x WEB

nessuno è contro la Cantina Lavis e contro i Soci , grande rispetto a chi da anni lavora e conferisce i suoi prodotti creando ricchezza per tutto il Trentino.

Il problema è sulla gestione della cantina, su chi dovrebbe amministrare come un padre di famiglia.
Lei stesso dice che c’è stato del marcio, ne è consapevole. Quando c’è del marcio, un padre di famiglia, estirpa il marcio e stringendo la cinghia cerca di andare avanti.

Da come si comporta
- chi gestisce la cantina e le società controllate,
- chi deve controllare i conti,
- chi deve vigilare sulla cooperativa

sembrerebbe il marcio sia ancora li .

A pagare e stringere la cinghia sono i soliti Soci, dal 2010 ad oggi hanno perso in media il 50% del loro lavoro che in soldoni vuol dire oltre 15 milioni di euro mentre la cantina risulterebbe ne abbia persi oltre 30 milioni nascosti nei conti.

Sa quale è il problema della cantina…. Che i suoi Amministratori sanno fare bene i LORO conti non i Vostri…. Hanno deciso che per i Soci 2+2 deve fare 5, cosi hanno scritto su tutti i bilanci sin ora visionati.
Quando un Amministratore o un controllore sono informati di probabili errori sui conti, la prima cosa da fare è una verifica .

Dai dati dell’ultimo bilancio e anche da quelli precedenti mi domando se sappiano
fare di conto .

Da quanto Lei scrive, sembrerebbe che ai contadini soci non gliene frega niente dei conti a loro basta pagare e sapere che qualcuno sistemerà i conti affidandosi alla sorte del potente di turno.

Credo i soci fondatori della cantina si rivolteranno nella tomba, il patrimonio faticosamente costituito in oltre 60 anni di attività è sparito nel giro di un paio d’anni a mano di amministratori stravaganti che non contenti ve lo fanno ricostituire chiedendovi di versare dei soldi.

Auguro a tutti i Soci di prendere in mano la cooperativa e farla gestire da persone “intellettualmente oneste” e che sappiano fare di conto per tutti e non solo per chi gestisce.

Nessuno è contro la cantina LaVis e le persone ONESTE.

marco

sono sbalordito nel seguire tutte le varie societa'e partecipazioni della cantina sociale di lavis.la situazione mi sembra tanto strana che assomiglia tanto a un sistema al limite....ma i soci sapevano di tutte queste operazioni? nelle assemblee si parlava di queste operazioni?...io posso augurae ai soci tanto bene ma forse sarebbe opportuno che la societa'si liberasse delle societa'partecipate che mangiano i soldi dei soci....alla fine bisognera' pur decidere...sperando che i soci continuino a portare l'uva..altrimenti lavis e' gia'fritta.ad avio i soci hanno fatto passaretutto nelle assemblee,e mi sembra che non e'uscito nassuno....ci vuole coraggio.in bocca al lupo a tutti i soci e dipedenti

berto

Sono un socio della La-Vis , credo che quello che ha scritto curiosoeindignato sia pressapoco la verità . Non vediamo più una lira quindi è assurdo continuare a dire che la crisi è inventata , fare finta di niente etc ( vedi tipo della mandolaia ... ) . E' anche vero che Zanoni è il collegamento con la provincia quindi che ci piaccia o no ce lo dobbiamo ciucciare . Dellai lo ha messo li , adesso scade il commissariamento e lo promuove all'ambito ruolo di amministratore delegato , noi dobbiamo accettare e fargli le feste per sperare che la provincia non si dimentichi di noi . Della serie : Dellai aiuta il suo amico Zanoni e in cambio forse promette di aiutare noi. Il problema è che Zanoni si è montato la testa , un po' come il Sivio Berlusconi , crede di essere bravo bravissimo ed pensa di essere amato dal popolo ( soci e dipendenti ) ma purtroppo per lui non è così e se potessimo gli daremmo tutti un bel calcio in c... !!!

curiosoeindignato

Mi trovo abbastanza allineato al commento di Marco , però...non credo si possa parlare di accuse vuote , in questi ultimi tempi di cose ne sono uscite , e che la crisi sia vera e non inventata dai giornali è un dato di fatto , chiedete ai soci che non vedono più neanche i soldi per pareggiare le spese . Quanto a Zanoni si sa che è arrogante ed antipatico , ma questo non sarebbe un problema . Il vero problema è che è estraneo al settore del vino , che è articolato e complesso , quindi in pratica non sa che pesci pigliare , per questo ha dovuto tenere i vecchi amministratori , piaccia o meno di vino ne sanno più di lui e quindi gli servono ! Non è neanche che stia simpatico ai soci e ai dipendenti , ma in un momento come questo lui che è un uomo di Dellai viene visto come il tramite tra provincia e LA-VIS, cioè l'ente che può tenere in vita la cantina . Quindi tutti si tappano il naso ma lo sopportano , perchè l'alternativa è il fallimento quindi problemi enormi per soci e dipendenti . Viene da sorridere quando sui giornali Zanoni dice che i soci sono contenti della sua gestione , hanno solo una fifa blu di perdere tutto e quindi fanno buon viso a cattiva sorte . Sperando nel frattempo che accettando questa gestione Zanoni la provincia in cambio allarghi i cordoni della borsa ( dei soldi ) come ricompensa . Comunque da trentino spero che LA-VIS si salvi e che abbia al più presto dei manager competenti che ne prendano le redini , basta con gli amici di messi li solo per connivenza politica . E mi auguro anche che i soci si sveglino , altro che applausi in assemblea !!! Saluti a tutti

marco

Concordo con quanto detto da web, mi sento ancho'io stupefatto e frastornato.
Non basta scrivere 100 mln di buco .... non è un accusa credibile.
Ci vogliono prove e non congetture, io di prove in questi articoli non nè vedo, posso riscontrare tanta leggerezza da parte degli ex-amministratori e devo dire un pò di arroganza da parte degli amministratori attuali (commissario).
Se volete fare un servizio ai soci e ai dipendenti della La-Vis scrivete ciò che riuscite a provare e che legalmente è preseguibile e non accuse vuote che hanno come risultato solo quello di rendere la vita difficile a chi crede ancora in un progetto La-Vis con o senza Zanoni con o senza Peratoner.

Saluti e Baci

web

Fa male, molto male, per chi ci lavora la dentro, per chi è socio e crede ancora in questa cooperativa, per chi ci è stato da sempre, che non ha intenzione di lasciarla, di abbandonarla al suo destino atroce, sentir puntualmente un giornale, ogni mese, un articolo, un attacco frontale, un disturbo continuo al tentativo di ricostruzione. Cè stato del marcio, si sa, ma per quale motivo questo accanimento, cè forse un disegno dietro a ciò, un tentativo sovversivo? Un astio di qualche potere forte in particolare? Non è l'unico marcio che esiste in Trentino, eppure siamo là, sempre là, all'attacco, lo stesso articolo.
PERCHE'?PERCHE'?PERCHE'? PERCHE' SOLO CANTINA LAVIS?
Stanno cercando in molti di ricostruire, eppure si attaca e si fa del male, tanto male, solo del male, al morale dei soci in primis che si sentono frastornati,confusi, e poi al mondo che lo circonda che alla notizia da molta importanza. Se pensate di aver scoperto dei deliquenti, del marciume, dei brogli, andate in tribunale e denunciate con prove e fatti concreti!Fatelo però, agite subito finchè si è in tempo, potreste far del bene, altrimenti ...

Francesco

Quante bugie,
ma dietro le bugie... del Commissario.... i soci della Cantina La Vis pagano il conto amaramente.

Non basta non ricevere copia dei documenti nei termini, ma leggere quanto pubblicato che i documenti erano a disposizione dei soci 15 giorni prima dell'assemblea è semplicemente ridicolo, ho chiesto personalmente sia la visione che copia nei termini di legge e nessuno li ha dati. Ho fatto esplicite richieste scritte senza
avere risposta.

Oggi quantunque un'assemblea ha apporvato il bilancio, di quel bilancio non sono stati ancora consegnati i documenti giustificativi e quei pochi documenti ricevuti evidenziano che la cantina ha una perdita di altri 6 milioni di euro nascosti nei conti (3 milioni di Ethica, 1 milione di Poggio Morino, 2 milioni della società americana F&F FINE Wine ) pertanto i dati esposti NON SONO ATTENDIBILI.

Sono rimasto sorpreso e meravigliato del mancato intervento sia della Federazione che della Provincia, di cui mi ero premurato di informare sui fatti.

Di norma quando più di due soggetti commettono un reato... scatta l'associazione a delinquere.... chissà quando la giustizia interverrà. Qui di soggetti coinvolti sembrerebbe ce ne siano tanti a partire dagli attuali gestori, amministratori ed ex amministratori, dai sindaci ed exsindaci dei collegi sindacali, dagli exorgani di controllo e dai revisori della Federazione delle società Casa Girelli Spa, Ethica spa e La Vis sca .

webmaster

x marcos, lascia perdere questo dioniso (alias AAA) è un troll, non merita alcuna perdita di tempo per leggerlo... figurarsi per rispondergli.

marcos

X DIONISO
da come ne parli penso tu sia molto vicino alla Lavis... ma io la conosco bene e non sono incantato da questi articoli.... leggendo questi che tu dici faziosi trovo solo dei ricontri con la realtà, con il comportamento del commissario, con le tante verità nascoste a soci e dipendenti.Non è solo questione di bilanci !!!! Se poi te vuoi farti raccontare un'altra realtà e vivere nel tuo mondo fai pure... e per quanto riguarda il mandolaia, occhio che mi sa ne hai bevuto te un pò troppo.

DIONISO

Leggendo alcuni commenti mi sto spanciando dalle risate, ma poi pensando bene mi preoccupo per chi ha scritto!!!Alcuni lodano e sembrano incantati dagli articoli faziosi che escono da queste colonne, mi chiedo, poveretti, sono stati talmente bombardati da farsi sottomettere la propria capacità intellettiva, altri osano la parola Giornalismo d'inchiesta, comico, a me sembra giornalismo da "mbriaghei al bar", (i bilanci, badate, eran e son sempre stati pubblicati, ancora prima della fusione...bastava leggeri a tempo debito, facile commentare dopo e guarda a caso spuntano solo ora!!!)
bevetevi tutti un bel bicerin di Mandolaia, che vi rende più dolci, aggiusta i bilanci e lasciate perdere la lettura di certi articoli, leggete qualcosa di più allegro!!!

marcos

Buonasera sig Paris, voglio complimentarmi per il lavoro d'inchiesta sullo scandalo Lavis e soprattutto sul ruolo commissario che purtroppo agli occhi di cittadini (ma anche soci e dipendenti !!!) è ancora il nuovo Re Mida... Volevo chiederle quindi di continuare a tenere accesi i riflettori sulla vicenda , ma non solo sui debiti ma anche sulle conseguenza che questa politica potrebbe portare... come il caso Girelli di cui si parla come immobile ma le ricordo che vi lavorano 70 dipendenti...

curiosoeindignato

Buonasera sig. Paris , complimenti per la sua onestà intellettuale che probabilmente Le complica la carriera ma è molto apprezzata da chi non vuole una informazione di regime . Una domanda : è vero quello che si dice negli ambienti politici trentini , cioè che alla fine del commissariamento ( a breve tra 1 -2 mesi circa ) il sig. Zanoni diventerà amministratore in via definitiva del gruppo La-Vis ? Dopo quello che lei ha scritto ( ma che nell'ambiente si sapeva già da tempo ) non sarebbe mostruosamente scandaloso ? Anticipatamente ringrazio !

Ettore Paris

Intendo precisare che Qt non è il Pd. In quanto alle critiche ritenute tardive, ovviamente un giornale si muove, indaga, spulcia i bilanci, solo quando sente puzza di bruciato; a controllare i conti di una società normale, ci devono essere altre istanze, i revisori e gli uffici della Pat. E uno dei punti è proprio cosa facevano, e cosa fanno tuttora, i controllori.

fabrizio

Certo che non c'è stata nessuna critica... e questo è il male. Naturalemente fin che si elargivano cifre elevate nemmeno un socio a chiesto se andava tutto bene. Certo ... poi saltano fuori 100 e passa milioni di buco (o non ci sono...nemmeno quelli) e guarda guarda chi interviene?? Il Dellai che era sempre a bere il caffè da Peratoner...
Sono d'accordo con Marcos: è uno scandalo che Peratoner e Andermarcher siano ancora la.
Evindentemente sanno qualcosa.
E' possibile che comunque il PD forzi le cosa in attesa del 2013...

Marco

Articolo carino per i riferimenti burleschi e il richiamo alla storia di Pinocchio.
Inutile dire che il cavalcare l'onda è una prerogativa del giornalismo d'inchiesta ed è giusto che sia così, ma siamo sicuri che dietro a quello che scrivono non ci sia una volontà denigratoria tutta politica.
Se al PD e amici non va bene come è gestita adesso la cantina (NB. durante la gestione precedente cosiddetta dei "cugnadi" non ho mai visto un articolo di critica) basta togliere l'appoggio alla giunta provinciale, che gestisce attualmente come ente controllore il gruppo LaVis.
Io credo che un po’ di premeditazione sull'uscita di questi articoli ci sia e me ne rammarico perchè questo atteggiamento è dannoso per la società e per i soci.

Saluti e Baci ... un socio

marcos

è scandaloso che nel nostro Trentino che si fa patria di legalità esista un sistema così, dove i furbi vengono protetti e addirittura premiati... come Peratoner che nonstante tutto quello che ha combinato è ancora in sella e presente al vertice del gruppo ma anche di altre controllate mentre dovrebbe quanto meno essere sospeso, se non indagato.
Ci si chiede cosa possa esserci sotto la Lavis, da giustificare tutto questo sforzo per nascondere e falsificare.... forse interessi della CUria ????
All'inizio mi ricordava il caso Parmalat...ma no, lì i colpevoli hanno pagato!!!!!!!

fabrizio

Pazzesco! Possibile che nessuno faccia nulla?
Le regole contabili valgono per tutti ma non per la LAvis? Non riesco a credere che gli amministratori siano ancora al loro posto.
Pensavo che certe cose da noi non accadessero!
Chi li ha presi quei soldi!!! Questa è la domanda...
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