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Spese pazze

Spese pazze: non tanto per l’entità delle cifre, quanto per la frivolezza, l’inutilità, l’assurdità delle stesse, soprattutto in questi miseri tempi di risparmi su tutto. Nel medesimo giorno (18 ottobre) ce ne dà due deliranti esempi il Trentino.

Il primo episodio riguarda il “Festival della sicurezza sul lavoro”, meritoria iniziativa tenutasi a Pergine. “L’argomento - osserva giustamente il sindaco - non è di competenza di qualcuno soltanto o di qualche ente, ma di tutti”. È giusto quindi promuoverlo tramite “veicoli importanti nel comunicare l’importanza della sicurezza sul lavoro”. I “veicoli importanti” - non certo gratuiti - sono il comico da Bagaglino Pippo Franco e il tuttologo Vittorio Sgarbi. Dell’exploit del primo non sappiamo; quanto a Sgarbi, - racconta il cronista - dopo aver accettato l’invito e l’inevitabile cachet, ha esordito chiedendosi ironicamente “che nesso ci fosse fra lui e la sicurezza sul lavoro”. Ha quindi definito “soporiferi” i due che lo intervistavano e poi si è messo a parlare dell’universo mondo, di Grillo e di Bersani, per arrivare finalmente alla sola cosa che probabilmente gli interessava: illustrare il suo neonato movimento politico, denominato “Rivoluzione”. La presenza di Sgarbi, come spesso accade, ha richiamato dei contestatori, anzi dei “presunti contestatori (?), - scrive il giornale - preventivamente dissuasi dall’intervenire dalle forze dell’ordine”. Tutto grasso che cola, evidentemente, tutta pubblicità, tutta sensibilizzazione sul tema. O no?

Un’idea ancor più cervellotica è venuta in mente all’assessore al Turismo del comune di Transacqua, Claudio Lucian: “Mille chilometri (anche un po’ di più, in realtà, n.d.r.) per portare un albero di Natale dal Primiero a Cracovia e collocarlo davanti alla casa di Papa Wojtyla”. Spesa prevista, 14.000 euro, che - a onor del vero - non dovrebbero uscire dalle casse comunali, ma venir raccolte grazie a contributi di sponsor privati (che potrebbero indirizzare molto meglio la loro generosità), e magari raccogliendo qualche soldo nelle parrocchie. Ma comunque anche l’APT locale “ha garantito il supporto di marketing dell’evento” - che non capiamo esattamente cosa significhi, ma che comunque comporterebbe dispendio di energie e forse di denaro pubblico. Lungimirante lo scopo della trovata: “Rafforzare il progetto... per proporre Giovanni Paolo II ‘Patrono delle Dolomiti’”; il che, nelle speranze dell’assessore, dovrebbe contribuire allo sviluppo turistico della zona. Non si finge nemmeno che all’origine del progetto ci sia effettivamente un intendimento devoto. Infatti - ricorda l’assessore - è indispensabile agire in fretta, perché “altrimenti è già pronta la val di Fassa”.

Ipocrisie a parte, qualche altro elemento dovrebbe indurre allo scetticismo. Ad esempio, un critico dell’iniziativa ricorda “la figura fatta l’anno scorso quando si sono spesi un sacco di soldi per fare pubblicità e poi la gente arrivava qui e non c’era neve, e quando c’erano le temperature non c’erano gli impianti di innevamento, e comunque lo skipass giornaliero costava 38 euro, quando con 41 sciavi in tutta la val di Fassa”.

E lo stesso cronista, pur astenendosi da qualunque rilievo beffardo, si domanda: “Ne vale la pena?”

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