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Rimpiangere Schelfi?!

Cooperazione in crisi verticale, con la nomenklatura che pesca nella propria cerchia il successore più immeritevole, Renato Dalpalù, responsabile della crisi del Sait e del crack della Btd.

“Il principio base, l’articolo 1 dello Statuto di una Famiglia Cooperativa, stabilisce che ai soci si forniscono i prodotti migliori ai prezzi più convenienti. Ci si consorzia per non essere strozzati dai commercianti. Se noi non forniamo prezzi più bassi, perdiamo la nostra funzione”.

Geremia Gios

Questo intervento del presidente della Famiglia Cooperativa di Aldeno metteva i piedi nel piatto: poche chiacchiere, la cooperazione ha senso non nei richiami alati ai principi o a don Guetti, ma nella sua funzione di fornire - al socio, al cittadino, all’abitante delle valli - possibilità economico-sociali che altrimenti il libero mercato precluderebbe. “Lo stesso nel credito: è possibile che le Casse Rurali diano il tasso base al 3,5% e le altre banche al 2%? È una questione di efficienza; se non c’è quella, non ci sono i risultati, non c’è niente”.

Alla riunione di Zambana, di discussione e appoggio alla candidatura di Geremia Gios alla presidenza di Federcoop, la crisi del movimento cooperativo è apparsa di una radicalità forse inaspettata, e la conseguente necessità di un cambiamento nella sua stringente drammaticità. “Se il sistema, come risulta gestito in questi anni, non ha funzionato, bisogna cambiare le persone”. Come minimo.

Marina Mattarei

Erano una quarantina le persone in sala, ad ascoltare prima Marina Mattarei (del cda della Federazione Cooperative) e poi Geremia Gios, il docente di Economia agraria e direttore del Dipartimento di Economia all’Università, nonché storico, combattivo sindaco di Vallarsa, che è stato individuato come possibile antagonista del presidente in pectore Renato Dalpalù, espressione dell’immobilismo degli alti burocrati di via Segantini.

Quaranta persone, dicevamo. Che sembravano poche nel teatro di Zambana. E invece erano tante, e soprattutto significative: tutti o quasi presidenti di cooperative, ad indicare un malessere diffuso, e incuranti delle possibili ritorsioni di una nomenklatura che sa essere permalosa e vendicativa.

Infatti il dibattito, serrato, individuava il primo problema del movimento proprio nell’immobilismo dei massimi vertici cooperativi, incancrenitosi nel corso del quarto (!) mandato del presidente Diego Schelfi. E la prima soluzione in un rinnovamento radicale, che giocoforza doveva passare attraverso la rottamazione di un ceto dirigente esausto.

Le critiche si susseguivano serrate. Anzitutto sulle modalità dell’individuazione del nome di Dalpalù, attraverso una consultazione-farsa nei territori, “dove si è parlato, giustamente, dei problemi, e pochissimo dei nomi, ma poi si è concluso che era stato scelto Dalpalù”. Poi, soprattutto dai presidenti delle Famiglie Cooperative (che imputano le difficoltà delle proprie aziende anzitutto alle carenze del consorzio fornitore, il Sait, presieduto da Dalpalù) ma anche da quelli degli altri settori, veniva contestato il significato stesso della nomina di un manager che viene da una gestione fallimentare (sempre il Sait) e che cerca di uscirne praticando il salto ad altra poltrona. Mattarei evidenziava anche le carenze della Federazione, con riunioni pletoriche, dove non si discute, non si decide, meno che mai si elaborano strategie, e vige invece un “disordine amministrativo”, le cose vanno avanti per conto proprio e le poche decisioni vengono prese in misteriosi conciliaboli ristretti: un quadro un po’ fosco e soprattutto grottesco dell’ultimo, sventurato mandato di Schelfi.

“Abbiamo perso credibilità”

Renato Dalpalù

L’intervento di Gios spostava il discorso su un piano ulteriore. Pacato, preciso ma non pedante nell’eloquio, da uomo colto ma veracemente trentino e popolano, il professore non smorzava la polemica, ma al contempo si incaricava di allargare l’orizzonte: “Bisogna rivedere, imparando anche dagli altri, i modelli attraverso cui il movimento cooperativo opera, altrimenti c’è forte il rischio di una sua disgregazione. Perché ora è cambiato il mondo, siamo entrati in un periodo di diminuzione delle risorse, l’assetto che si è cementato in questi anni non è più attuale”. Da qui, forte, l’esigenza di rimettere al centro del movimento il socio, le sue esigenze e quindi la capacità di dare risposte. “Ma questo può venire prima di tutto dalle cooperative di primo grado, che con i soci sono in costante contatto. Il secondo grado, i consorzi (Sait, Cavit, Melinda, Cassa Centrale, ecc, n.d.r.) vanno bene, ma solo se sono al servizio del primo grado”.

Una visione quindi opposta rispetto al sistema di potere cementificato in via Segantini, in cui a comandare sono proprio i consorzi, mentre le cooperative sono soldatini agli ordini degli strateghi dei rispettivi consorzi, chi osa dissentire viene ostracizzato e la sua coop boicottata (“All’ultima assemblea del Sait mi hanno addirittura spento il microfono mentre parlavo” - denuncia il presidente della Famiglia Cooperativa di Albiano). E la candidatura di Renato Dalpalù, autoritario presidente di un consorzio che ha fatto perdere significative quote di mercato alle coop di primo grado, è la plastica rappresentazione di questo mondo capovolto, dove a comandare è chi dovrebbe essere lo strumento, e ad essere premiato è chi fallisce.

In questo contesto, secondo Gios, “sono ricorrenti le polemiche contro la cooperazione, oltre che contro l’Autonomia, perché abbiamo perso credibilità. E in questo periodo, in cui si va verso una concentrazione della ricchezza e la società rischia di inaridirsi, c’è più bisogno di mutualità, ma attraverso nuove regole”. Questo è il compito della Federazione, “ridotta, asciugata, sobria: fare sindacato”. Sperando, aggiungiamo noi, che questo non significhi, al di là della volontà di Gios, agganciare la politica in nuovi collateralismi.

Il muro dei burocrati

La mobilitazione dei cooperatori attorno a Gios e Mattarei sembra quindi aver ingranato la marcia giusta.

Certo, gli ostacoli sono tanti, un’organizzazione burocratica ha la forza e i mezzi per blandire e convincere, in una maniera o nell’altra. Eppure, proprio le ultime scelte sono state così disastrose e al contempo indicative della sclerosi di un ceto inamovibile, che dovrebbero indicare l’assoluta necessità di un indifferibile cambiamento. Ricordiamo tutti, tre anni orsono, la ridicola manfrina per cambiare lo Statuto (che limitava a tre i mandati del Presidente di Federcoop), assicurando che non serviva certo per un quarto mandato a Schelfi, salvo poi rimangiarsi tutto e imporre l’ennesima rielezione “del Diego” come salvatore della patria; ed oggi praticamente tutti ad ammettere, anche apertamente, come l’ultimo triennio schelfiano sia stato un disastro. Ed ecco ora voler imporre Dalpalù.

Intendiamoci, non abbiamo niente contro “il Renato”, che anzi è una persona sempre vivace, dinamica, molto simpatica quando vuole (e sa anche essere decisionista e cattivo, quando lo ritiene opportuno). Ma è la personificazione del superburocrate la cui carriera e i cui compiti sono assolutamente svincolati dai risultati.

Già abbiamo scritto di Sait; in altro articolo spieghiamo l’ancor più pesante vicenda della cooperativa BTD Servizi Primiero, del suo rapido crescere e rapidissimo inabissarsi, che lo vede pienamente coinvolto non solo come manager, ma anche come commercialista, come sindaco e come commistione di queste cariche.

Il solo fatto che si possa pensare di affidare il movimento a chi presenta tali credenziali è un perfetto indicatore della qualità del ceto burocratico che la nomina di Dalpalù ha posto e ora vorrebbe imporre. Della serie, il merito non conta, conta che sia uno del nostro giro.

Questa caratteristica risalta se guardiamo l’insieme delle cariche di Dalpalù, riportate nella scheda sotto. Egli è oggi presente in ben 26 imprese ci dice la Camera di Commercio, con un cumulo di 36 cariche (alle quali noi abbiamo aggiunto - il motivo lo spieghiamo qui - quelle in BTD, da cui si è frettolosamente dimesso nel dicembre 2014). Un evidente intrico di interessi, in fatale conflitto; in cui ancora una volta non conta svolgere il proprio compito e svolgerlo bene, ma tenere e far pesare una posizione di potere.

Tempo fa Mauro Cominotti, storico cooperatore rendenero, aveva calcolato il tempo minimo che sarebbe necessario a Dalpalù per svolgere i compiti connessi con le sue cariche, partecipare alle assemblee, leggere i verbali che poi firma ecc.: aveva concluso che avrebbe dovuto usufruire di un anno di 443 giorni.

Non ci addentriamo in tali pur gustosi calcoli. Ci interessa invece la logica profonda che spinge una persona come Dalpalù ed i suoi pari ad accumulare cariche e a garantirsene reciprocamente di nuove.

Una logica evidentemente contraria all’efficienza, che nulla ha a che fare con una effettiva gestione delle imprese - che infatti possono allegramente andare a gambe all’aria - ma che riguarda invece i rapporti reciproci tra i vertici di una nomenklatura.

Che andrebbe al più presto spazzata via.

Il Consorzio Sait

Renato Dalpalù: un uomo pieno d’impegni

Presidente Del Cda

  • Sait
  • Coopersviluppo S.P.A.
  • Finanziaria Trentina della Cooperazione S.P.A.
  • Partecipazioni Industriali S.R.L.
  • Partecipazioni Trentine S.R.L.
  • Trentino Invest S.R.L.

Consigliere Di Amministrazione

  • Coop Italia
  • Sait Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine
  • Spazio Verde Soc. Coop. Agricola
  • Finanziaria Trentina della Cooperazione S.P.A.
  • Partecipazioni Industriali S.R.L.
  • Partecipazioni Trentine S.R.L. (anche consigliere Delegato)
  • Vales Soc.Coop. Sociale
  • Alisei Soc.Coop. Sociale
  • Federazione Trentina della Cooperazione
  • Finanziaria Trentina della Cooperazione S.P.A.
  • Partecipazioni Cooperative S.R.L.
  • Trentino Invest S.R.L.
  • Btd Servizi Primiero Società Cooperativa

Amministratore Unico

  • Enercoop S.R.L.
  • Centrale Gestione Immobiliare S.R.L.

Presidente Del Collegio Sindacale

  • Cassa Rurale di Fiemme Banca di Credito Cooperativo Soc.Coop.
  • Procar S.R.L. In liquidazione
  • Ninz S.P.A.
  • Consorzio Formazione Cultura Servizi Soc.Coop.
  • Btd Servizi Primiero Società Cooperativa

Sindaco

  • C.L.E. Cooperativa Lavoratori Edili
  • Tecnoclima Spa
  • Cantina Vini Armani A.
  • Metal Center S.R.L. (supplente)
  • Garda Trentino Sviluppo S.P.A.
  • Fivep S.P.A.
  • Nummus.Info S.P.A.

Presidente Comitato Esecutivo

  • Sait Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine
  • Vicepresidente E Membro Del Comitato Esecutivo
  • Sait Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine
  • Federazione Trentina della Cooperazione

Liquidatore

  • Rovermotor S.R.L In liquidazione