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Folgaria, il rinnovamento dal PATT?

Intervista al neosindaco Walter Forrer

Walter Forrer

La sua vittoria è stata inequivocabile, ma quanto ha influito la divisione dei suoi avversari? In fondo Rech e Toller dicevano le stesse cose: se si fossero messi insieme...

Premetto che questa non è stata una campagna elettorale sui programmi (che spesso erano sovrapponibili), ma è stata letta dai cittadini come una reale necessità di cambiamento, e gli elettori hanno scelto chi è stato è più chiaro e ha dato le maggiori garanzie di affidabilità. Se Rech e Toller si fossero messi assieme, noi comunque avremmo vinto, poiché l’elettorato di Toller non l’avebbe seguito in quella dissennata scelta.

In campagna elettorale hanno criticato il fatto che il suo gruppo, formato da “civici”, ambientalisti ed esponenti del PATT, fosse disomogeneo. Riuscirà a tenere insieme istanze che sembrano lontane tra di loro?

La risposta è duplice: sia perchè non condivido che le istanze portate all’attenzione del nostro gruppo siano lontane, anzi si sono intrecciate tra loro e in breve tempo sono diventate istanze condivise, sia perché i candidati in breve tempo hanno messo in secondo piano la loro provenienza a favore dell’unitarietà del gruppo stesso, lavorando a stretto contatto su programma e obiettivi amministrativi. Adesso ho cercato di coinvolgere a vario titolo tutto il gruppo, proponendo a eletti e non eletti di affiancarmi nel lavoro quotidiano di sindaco. Questa vuole essere la prima concretizzazione di uno stile inclusivo e partecipativo e intendo dialogare anche con le opposizioni.

Il rapporto con il PATT: a sostenerla sono giunti a Folgaria Baratter, capogruppo Patt in Provincia, e l’assessore Dallapiccola, mentre Walter Kaswalder, presidente del Patt, era quasi sempre presente. Queste figure, che fanno parte dell’ala conservatrice del partito, non sono una garanzia di cambiamento. Si sente condizionato dal PATT?

Non parlerei di condizionamento, ma piuttosto di rapporto fiduciario, tra noi e il PATT. Quest’ultimo ha sostenuto il nostro programma per Folgaria 2025, un programma che guarda alla coesione sociale, all’ambiente, all’innovazione e sicuramente al cambiamento, altrimenti il nostro risultato elettorale non sarebbe stato così netto. Non mi dispiace che il PATT mi indichi come un sindaco da annoverare sotto i suoi vessilli. Io mantengo la mia autonomia, ma sono contento del loro fattivo sostegno e coinvolgimento anche nella futura azione amministrativa.

Se vince Forrer gli impianti di sci saranno trasformati in campi di patate”: questa la sguaiata previsione dei suoi avversari. Ma il problema degli impianti esiste, almeno come simbolo di un turismo vecchia maniera che non può più andare avanti. Che progetti ha in proposito?

Ho già provveduto a contattare gli attuali amministratori del comparto impiantistico, e a breve con loro avrò un confronto sul futuro di Folgaria. Niente patate, ma è certo che da ora in avanti il Comune si farà parte diligente per capire, valutare e contare all’interno di tutte le compartecipate comunali, e tra queste anche quelle impiantistiche. Il sistema impiantistico folgaretano è in sofferenza, anche a causa di dissennati ampliamenti delle aree sciabili, nate con decisioni prese in conchiusi senza confronto con le realtà che con gli impianti collaborano. Per il futuro si dovranno pensare progetti integrativi e alternativi che tengano anche in debito conto l’utilizzo del nostro patrimonio ambientale.

A Folgaria finisce un blocco di potere che ha governato per decenni la comunità. Come se lo spiega? È cambiata la struttura sociale oppure i vari Cappelletti, Rella e Olivi avevano veramente esagerato?

Mi piacciono le domande che si danno una risposta; ma oltre ad aver esagerato, i potentati folgaretani hanno perso credibilità rinchiudendosi in una casta autoreferenziale che ha diviso il tessuto sociale del paese.

Come si spiega che sia salito a Folgaria anche l’onorevole Dellai? La possibile vittoria di Forrer spaventava anche il vecchio potere provinciale?

Visti gli interventi della serata in questione, mi stupisce che dei politici navigati abbiano condiviso una campagna elettorale denigratoria dell’avversario e improntata a mantenere il controllo della struttura economica dell’Altipiano. Hanno sottovalutato il fatto che non sono i consigli di amministrazione delle società collegate che eleggono i sindaci (forse sino a ora sì...) ma sono i voti dei cittadini.

Quali saranno le sue priorità nei prossimi mesi?

Partendo dal nostro motto “cambiare per rasserenare”, le prime priorità saranno rivolte alla ricostruzione dei rapporti con i cittadini e con le frazioni, e la verifica del patrimonio comunale per poterlo utilizzare al meglio. Contestualmente si coinvolgeranno consiglieri e persone capaci e disponibili per deleghe specifiche e commissioni di studio come quelle su Turismo, Ambiente e Innovazione.