Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

Gli infiltrati ai vertici della PAT

Dal 2003 consulenti della Deloitte si sono infilati ai vertici del sistema pubblico trentino. Di lì sono partite le consulenze milionarie. Ma Ugo Rossi sembra non preoccuparsi, elude e minimizza.

La sede di Trento Rise

Nella sua risposta alle diverse interrogazioni (in primis Filippo Degasperi dei 5 Stelle e Mattia Civico del PD) e allo scandalo ormai pubblico dei milioni elargiti dalla Provincia alla società di consulenze Deloitte, il Presidente è stato evasivo, inesatto, reticente.

Male. Perché il caso Deloitte, oggi evidente in quanto oggetto di un’indagine giudiziaria che ha coinvolto anche i vertici della PAT (Ivano Dalmonego, ex direttore generale, braccio destro di Dellai) oltre a quelli di Trento Rise (il consorzio tra FBK e Università deputato a promuovere l’innovazione e deragliato al ruolo di intermediario per le consulenze a Deloitte) viene assumendo significati sempre più inquietanti. Più si approfondisce infatti, più si scopre come tanti, tantissimi siano stati i soldi che a milionate il sistema provinciale trentino (Pat e collegate) ha riversato alla suddetta società, sostanzialmente in cambio di aria fritta (esiti “non significativi o non sufficienti”, ufficialmente ammette lo stesso Rossi). Come mai? Perché? Come è stato possibile?

L’infiltrazione

Ivano Dalmonego

È dagli anni 2000 - sotto Dellai - che in Provincia e nelle collegate si fanno strada tutta una serie di persone provenienti da Deloitte o dalla Arthur Andersen (società di consulenza confluita in Deloitte nel 2002). Arrivano e vengono piazzate in posti apicali. Da quelle posizioni sollecitano ulteriori consulenze, sempre alla Deloitte. Spesso sono consulenze sulla riorganizzazione aziendale, dalla quale gli ex-Deloitte non vengono certo danneggiati, anzi.

La galleria (pubblicata in gran parte sul Trentino del 19 ottobre, noi qui la completiamo) è impressionante.

Maria Isabella Bressan: moglie di Fausto Giunchiglia (ordinario di Ingegneria dell’Informazione, presidente e uomo forte di Trento Rise, che spinge a diventare collettore di consulenze di Deloitte) viene da dieci anni alla Andersen Consulting, dirigente a Informatica Trentina dal 2003, e in Provincia dirigente responsabile in innovazione dal 2011 al 2013 (sponsorizzata da Dalmonego).

Giancarla Masè: dopo 10 anni alla Andersen Consulting passa nel ‘97 all’Università di Trento, dove dal 2007 è direttore generale.

Alex Pellacani: viene dalla Arthur Andersen Consulting e poi dalla Accenture (nuovo nome della Arthur Andersen Management Consulting), dal 2007 è all’Università di Trento (area pianificazione, amministrazione e finanza), dove dal 2013 è responsabile della prevenzione della corruzione.

Ettore Turra: anche lui dalla Arthur Andersen, passa all’Azienda Sanitaria (trentina naturalmente, il Trentino sembra l’eldorado dei consulenti), dove diventa nel 2007 direttore del servizio innovazione organizzativa e gestione del cambiamento, e nel 2011 direttore area sistemi di gestione. Il Trentino (il quotidiano) sottolinea come in quegli anni l’Azienda Sanitaria commissioni almeno tre studi alla Deloitte sulla soddisfazione degli utenti e uno sull’utilizzo dei servizi informatici.

Paolo Boschini: per 11 anni amministratore delegato della Deloitte & Touche Consulting Triveneto, dal 2013 è presidente di Informatica Trentina, che difatti inonda Deloitte di consulenze.

Serena Vania: senior consultant alla Deloitte dal 2007 al 2013, oggi è Fund Manager alla Finanziaria Internazionale, aggiudicataria della gestione del Fondo Regionale Strategico Trentino-Alto Adige.

Roberto Bona: dopo 24 anni alla Arthur Andersen prima e alla Accenture poi, passa nel 2010 a Informatica Trentina (responsabile area consulenza e innovazione) e diventa dirigente nel 2014.

Clara Fresca Fantoni: viene da quasi 10 anni in Andersen Consulting ed oggi è direttore generale di Informatica Trentina.

Arriva la magistratura

Paolo Nicoletti

Insomma Deloitte/Andersen si è infiltrata in ogni dove ai vertici del sistema Provincia. Già di per sé la cosa dovrebbe preoccupare; dovrebbe poi scattare l’allarme rosso quando la magistratura individua un reato di turbativa d’asta nell’assegnazione di una maxiconsulenza da 7,4 milioni, naturalmente a Deloitte, mettendo sul banco degli imputati, fra gli altri, la stessa Provincia (nella figura di Dalmonego), l’Università (in quella di Giunchiglia) e il consorzio per la ricerca Trento Rise.

Invece succede che in Consiglio Provinciale le risposte sull’argomento del Presidente Rossi sono gravemente elusive e incomplete. Rossi infatti presenta un riepilogo dei contratti della Provincia con Deloitte a partire dal 2011. E prima? Ad esempio, tra il 2003 e il 2004 viene creato un consorzio tra Università (leggi Giunchiglia, allora pro-rettore), Informatica Trentina (leggi Isabella Bressan, vicedirettrice e moglie di Giunchiglia) e Deloitte, denominato D-UnIt, per la gestione informatizzata del personale universitario, progetto che costa almeno 1,2 milioni.

Rossi poi non presenta le somme transitate attraverso Trento Rise (di cui sono emersi i 7,4 milioni oggetto dell’indagine giudiziaria, ma sicuramente sono molti di più) adducendo difficoltà ad avere i dati dal consorzio. In realtà, la Pat, di Trento Rise era il dominus: da piazza Dante venivano i soldi, gli oggetti delle costose consulenze erano l’organizzazione della Pat stessa, o delle Comunità di valle. Come fa Rossi a dire “non ho i dati, è un’altra realtà”? Una realtà che dall’oggi al domani ha deciso di sbaraccare?

Forse si tratta non di cattiva volontà, ma di confusione. Il che sarebbe ancor peggio.

Confusione anche quando presenta gli incarichi conferiti a Deloitte da Informatica Trentina, per un totale di 6,3 milioni. Ma il consigliere 5 Stelle Degasperi contesta, e presenta un elenco di consulenze più lungo, per un totale di 8,1 milioni.

Le consulenze di Informatica Trentina, in realtà, fanno sorgere altri dubbi sull’attuale vertice provinciale. Rossi si è difeso contrattaccando: “È stata la mia giunta che ha deciso di non avvalersi più di Deloitte e di chiudere Trento Rise!” Cioè: gli intorti li aveva fatti Dellai, noi abbiamo girato pagina.

Le responsabilità e i silenzi

La realtà è un’altra: quando già era emersa (estate 2014) l’inchiesta della magistratura, i vertici provinciali facevano pressione su Informatica Trentina perché continuasse ad avvalersi di Deloitte.

A noi risulta che il 22 dicembre il dirigente generale Paolo Nicoletti (che risponde solo e direttamente a Ugo Rossi) invitasse Informatica Trentina a prorogare l’incarico a Deloitte in scadenza il 31 dicembre, suggerendo di trovare nuovi oggetti al fine di arrivare al “completo utilizzo dell’importo complessivamente previsto”. Vale a dire: siccome il lavoro di Deloitte non copre i soldi previsti, inventiamoci qualcos’altro.

Per fortuna Informatica Trentina, che evidentemente sente il fiato sul collo della magistratura, lascia passare le feste natalizie e poi constata che ormai il contratto è scaduto.

Forse Ugo Rossi riuscirà a spiegare questo comportamento per lo meno strano.

Di sicuro gli interrogativi sulla direzione politica della macchina amministrativa sono immensi. Anzitutto su Dellai, ovviamente, l’uomo solo al comando, che con quattro urla metteva tutti in riga, consiglieri, dirigenti, burocrati: non si era accorto di quanto stava avvenendo? Probabilmente dal punto di vista giudiziario di nulla è imputabile, ma sul piano politico riteniamo che il verdetto sia chiarissimo: non poteva non sapere. Ed ha avallato un’autentica degenerazione della macchina provinciale.

Sul suo vice e successore Alberto Pacher stendiamo un velo pietoso: forse non sapeva, di nulla si era accorto, di sicuro non aveva il polso per intervenire e difatti nulla ha fatto.

Infine Rossi: sotto la sua presidenza il cancro è stato individuato, ma non certo da lui, bensì dalla magistratura. Nulla ha fatto per controllare se quei milioni in fumosissime consulenze avessero una qualche utilità, solo ora se ne esce con un - troppo - generico “esiti non significativi o non sufficienti”, dopo che i suoi uomini hanno premuto per prorogare gli incarichi; e anche dopo l’intervento della magistratura, ha dato prova di scarsa trasparenza, esibendosi in comunicazioni vistosamente lacunose ed elusive.

In compenso si è accanito contro Trento Rise, mandando a quel paese, assieme all’acqua sporca delle consulenze, anche il bambino dell’innovazione, che pur il consorzio stava crescendo. (A questo proposito è da notare la scomparsa dai radar dell’assessora alla ricerca Sara Ferrari, in teoria responsabile del settore, in pratica azzerata da Rossi, che l’ha costantemente estromessa, nell’azione e nella comunicazione. Di che partito è Ferrari? Del PD...).

Infine l’Università. Partner in Trento Rise, in D-Unit, rigonfia nella macchina amministrativa di uomini della Deloitte/Andersen, fa finta di niente, come se, tra le altre cose, Giunchiglia non fosse un accademico, pro-rettore, e non agisse in nome e per conto dell’Ateneo. Di questo dovremo prossimamente occuparci.

Insomma, da questa storia è tutta una parte rilevante di Trentino che ne esce malissimo: la ricerca confusa con il bla bla delle consulenze; l’Università in un angolo; la macchina amministrativa della Provincia troppo facilmente infiltrata o connivente. È un copione già visto: una pessima eredità di Dellai, su cui Ugo Rossi si adagia.

Parole chiave:

Articoli attinenti

In altri numeri:
Il crollo
Trento Rise: un bel bambino e tanta acqua sporca

Commenti (2)

Alla fine il marcio era in FBK Ricercatore

LOL alla fine, e dopo tutti gli articoli su PRESUNTE irregolarita` a CREATE-NET, la magistratura e` andata a TrentoRise ahahah

la magnadora omero

ecco nell'articolo di cui sopra ben evidenziate le Nostre Specificità e Peculiarità in virtù delle quali la Nostra Autonomia Provinciale dovrebbe perpetrarsi nei secoli".!e che dovremmo far valere a denti stretti anche in sede Romana.!!..siamo Purtroppo come tutti gli altri..forse peggio..!
Scrivi un commento

L'indirizzo e-mail non sarà pubblicato. Gli utenti registrati non devono inserire il codice e possono modificare il proprio commento dopo averlo inserito.

Riporta il codice di 5 lettere minuscole scritto nell'immagine. Puoi generare un nuovo codice cliccando qui .

Attenzione: Questotrentino si riserva la facoltà di cancellare commenti inopportuni.